Ha voluto la bicicletta. Ma la Puglia non pedala

DOSSIER// Quanto è davvero sostenibile la mobilità in Puglia. Che fa strade per le macchine e (solo) leggi per le biciclette

di Gabriele Caforio A che punto è la mobilità sostenibile dei Comuni pugliesi? Per rispondere a questa domanda è necessario fare qualche passo indietro. Nel gennaio 2013, infatti, la Regione Puglia ha approvato la sua prima legge in materia di interventi per favorire la mobilità ciclistica (una scheda del provvedimento è possibile leggerla qui), una legge che sulla carta ha un potenziale di sviluppo urbano ed economico che potrebbe far rifiorire la programmazione urbanistica dei Comuni e potrebbe creare nuova economia e posti di lavoro attraverso le sue ricadute sul settore turistico. Tuttavia la legge è ancora troppo giovane per poter essere valutata correttamente, ma aspetteremo i giusti tempi per farlo. Nel frattempo, per capire a che punto sia questo settore in Puglia e comprendere qual è la premessa da cui si muove l'applicazione della nuova legge, abbiamo fotografato quei dati, pochi, relativi al settore mobilità (sostenibile) della regione Puglia. Il fatto che i dati a disposizione siano realmente pochi chiarisce da subito che siamo di fronte ad un settore che ha a malapena iniziato a svilupparsi. Un settore che ancora non è maturo né tra i cittadini né tra le pubbliche amministrazioni. A conferma di questa situazione c'è il quadro, aggiornato al 2011, del primo rapporto di “Comuni Bicicloni 2012”, un'iniziativa di Legambiente Puglia realizzata con in contributo dell'assessorato alla Mobilità e con la collaborazione dell'Anci Puglia, e ci sono i dati forniti dalla Regione sul sito Mobilità Regione Puglia. Rapporto Comuni Bicicloni 2012 – Il rapporto di Legambiente, oltre che a fornire dei numeri, si propone anche di raccontare e promuovere le buone pratiche sulla ciclabilità, sensibilizzando sia gli amministratori locali sia i cittadini. L'indagine è partita nel 2011 attraverso l'invio di questionari a tutti i 258 Comuni pugliesi, purtroppo le risposte pervenute a Legambiente sono state solo quelle di 74 comuni, neppure un terzo di tutte le amministrazioni interpellate. Le classifiche dei Comuni sono state elaborate sulla base di un'indagine su 4 macroaree: presenza di infrastrutture (piste ciclabili, ztl, zone 30), politiche sulla mobilità sostenibile, risposta dei cittadini alla mobilità sostenibile (quali mezzi di trasporto utilizzano), ricezione turistica ed associativa (presenza sul territorio di strutture turistiche o altri soggetti di promozione). Veniamo ai numeri. Quasi un milione di metri quadrati pugliesi sono occupati da isole pedonali e più di 3 milioni da zone a traffico limitato (ztl). Le “zone 30”, ovvero quelle aree in cui il limite per le automobili è di 30 km orari a vantaggio della sicurezza di bici e pedoni, e i cicloparcheggi dove si possono lasciare i mezzi a motore e prendere una bici sono presenti solo in 29 comuni pugliesi. Ancora più basso il dato per il bike sharing, cruciale per il turismo, avviato solo da 11 amministrazioni comunali, al netto di un paio di Comuni che lo stanno avviando (Polignano e Monopoli) e di Ostuni che lo fa solo in estate. Non è esaltante neppure il fronte delle politiche sulla mobilità, il piano della mobilità è stato realizzato solo in 4 comuni e il mobility manager è presente solo a Bari, Foggia, Lecce e Molfetta. L'ufficio biciclette esiste solo in 3 comuni: Bari, Foggia e San Cassiano (LE). Attività ad hoc organizzate per sensibilizzare, informare e comunicare sono state organizzate solo in 34 comuni, stesso numero per le ciclofficine. Ma a deludere maggiormente, visto l'enorme potenziale che la natura e la morfologia pugliese offrirebbe, è il dato turistico, solo 13 comuni pugliesi, infatti, hanno strutture turistiche che favoriscono la ciclabilità. Questi dati si riferiscono al campione dei soli 74 comuni che hanno risposto al questionario, ci auguriamo che i prossimi rapporti forniscano delle belle sorprese. Comuni vincitori – Legambiente ha premiato quattro Comuni. Tra i più piccoli San Cassiano (LE) per la presenza di un buon servizio di bikesharing, di un ufficio biciclette e delle ciclofficine. Tra i Comuni di medie dimensioni c'è Otranto (LE) per le sue strutture turistiche che favoriscono l'uso della bici e per il bikesharig riservato ai turisti. Tra i Comuni grandi vince Bitonto (BA) grazie al suo bike sharing e agli oltre 300 stalli per parcheggiare le bici. Tra i capoluoghi di provincia invece il premio va a Bari per il bike sharing, per i suoi oltre 3200 stalli e 60 cicloparcheggi. A ciò si aggiunge che ha un piano della mobilità, l'ufficio biciclette, il mobility manager ed i percorsi protetti casa-scuola per i bambini. Tuttavia, a Bari, sono assenti le strutture turistiche che promuovono le due ruote. I dati della Regione – I numeri che fornisce la Regione, attraverso il portale Mobilità Regione Puglia, fotografano invece la situazione attuale delle reti ciclabili e confermano che siamo di fronte ad un settore appena nato. Infatti, le ciclovie ad oggi esistenti nella nostra regione misurano in totale 232 km. Se a queste aggiungiamo anche quelle fino ad oggi in programma, progettate o finanziate in progetti vari si arriva ad un chilometraggio totale (e teorico) di 1.419 km. Una mappatura aggiornata delle ciclabili pugliesi è disponibile qui. Per farci un'idea, i Paesi Bassi, che hanno una morfologia del territorio simile a quella pugliese, hanno un totale di ciclovie che si aggira attorno ai 35mila km ed hanno una superficie pari a poco più del doppio di quella della nostra regione. Se si considera la sola regione Olanda, che è estesa meno della metà della Puglia, il confronto è ancora più disarmante: 9.000 km di ciclabili su 7.494 km2 contro i 232 km effettivi (o 1.419 teorici) della Puglia su una superficie di 19 358 km2. Sono dati che rendono chiara come sia stata diversa, almeno fino ad oggi, la volontà politica tra gli amministratori pugliesi e quelli dei Paesi Bassi. “In Puglia c'è ancora molto da ‘pedalare’ e serve una svolta verso la mobilità sostenibile”, è questo il commento di Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia, ai dati emersi dal rapporto della sua associazione. “I sindaci – continua Tarantini – devono tirare fuori il coraggio che è mancato negli ultimi anni. Devono dar prova che pensano prima di tutto al futuro delle città e non al loro futuro elettorale”. Una volontà politica chiara insomma, verso una logica di sostenibilità, sicurezza, efficienza e qualità ambientale. “Ogni amministratore – conclude Tarantini – dovrebbe aver chiaro se nel suo quinquennio vuole premiare la bici oppure le auto, oppure il trasporto pubblico locale, oppure i pedoni. Oggettivamente non c'è spazio per premiare tutti”. Articoli correlati: Bici gratis sui treni. Accordo scaduto Mobilità ciclistica. La Regione cambia strada? Bici o trasporto mezzi. La Regione al bivio

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