Tap. Pendinelli interroga Gabellone

Lecce. Il capogruppo di “Patto per il Salento” chiede al presidente della Provincia come intenda salvaguardare il territorio messo a rischio dal progetto

LECCE – La politica ha il dovere di governare certi processi e non di subirli. Ed ecco perché, secondo Mario Pendinelli, capogruppo di “Patto per il Salento”, ritiene “grave” che la Provincia non abbia mai voluto entrare nel merito della questione Tap. “A prescindere da quelle che sono le specifiche competenze ed attribuzioni – dice il consigliere -, l’Ente provinciale deve essere elemento centrale nel dare voce e sostenere il territorio e deve, quindi, attivare tutti i suoi organi per verificare ogni elemento e dare tutto il suo sostegno alla difesa degli interessi del territorio”. Per conoscere quale sia il punto di vista di Palazzo dei Celestini sul progetto di gasdotto presentato dalla Trans Adriatic Pipeiline, Pendinelli ha presentato una interrogazione sul tema. Chiedendo al presidente Antonio Gabellone quali iniziative intenda assumere nell’interesse del territorio salentino e se non ritenga “inammissibile che il territorio della Provincia di Lecce sia strumento per grossi interessi, che si protrarranno negli anni e che non determineranno alcun vantaggio per l'economia locale”. Di seguito il testo dell’interrogazione: OGGETTO: Interrogazione Gasdotto TAP Premesso: – che in data 15.03.2012 il legale rappresentante della società Trans Adriatic Pipeline AG Italia avviava presso i ministeri dell'Ambiente, dei Beni Culturali, dello Sviluppo Economico la procedura di compatibilità ambientale per il tratto italiano del gasdotto denominato TAP e finalizzato al trasporto del gas dall'Albania fino alla rete nazionale SnamReteGas; – che la Regione Puglia, dovendo esprimere un parere endoprocedimentale, con deliberazione n° 1805 del 18.09.2012 ha dato, in conformità a quanto disposto dal Comitato VIA nella seduta dell'11.09.2012, un giudizio negativo di compatibilità ambientale; – che i Consigli Comunali dei Comuni il cui territorio dovrebbe essere interessato dai lavori per a realizzazione dell'opera, Melendugno e Vernole, hanno deliberato entrambi il diniego a qualunque autorizzazione o variante urbanistica finalizzata alla costruzione del gasdotto; – che il progetto TAP è stato presentato per la prima volta alla Provincia di Lecce in data 10.05.2011, attraverso il deposito del documento di Scoping al quale hanno fatto seguito successivi invii di ulteriore documentazione ed anche la formulazione di osservazioni da parte di associazioni ambientaliste e di operatori economici del territorio; – che la Provincia di Lecce non ha ritenuto di assumere alcuna posizione, in quanto priva di competenze specifiche; – che esistono una serie di elementi che destano perplessità, riportati nella deliberazione della Giunta Regionale n°1805 del 18.09.2012 e che giustificano il parere negativo, rispetto ai quali la Provincia di Lecce non può esimersi dall'assumere una posizione come Ente intermedio del territorio; che, per citare solo alcuni dati, vengono espresse perplessità in ordine alle emissioni in atmosfera conseguenti allo scarico dei fumi, ai problemi connessi con la realizzazione di lavori nel fondale marino e sulla costruzione di un impianto di pressurizzazione del gas, al quale sono legati una serie di possibili pericoli, che dovrebbe interessare un'area complessiva di 16 ha; Considerato – che il gasdotto prevedrebbe una capacità iniziale di 10 miliardi di mc di gas naturale per anno, espandibile a 20 miliardi di mc; – che si tratta di un'opera di enorme rilevanza sul piano infrastrutturale e sul piano economico; – che le notizie di stampa hanno riportato la possibilità che la società TAP AG Italia sia disponibile a concedere ai tenitori interessati alcuni milioni di Euro quale forma di ristoro ambientale; – che, soprattutto, secondo quanto riportato in alcuni elaborati dello stesso emergono elementi che inducono perplessità sulla possibilità di una vera ricaduta sul piano occupazionale riferito al territorio e su quelle che potrebbero essere le ricadute sul piano dell'economia del territorio; – che al momento si possono intravedere una serie di elementi che inducono a pensare che siamo di fronte ad una vera e propria occupazione di un'area territoriale del Salento, senza alcun beneficio reale per il nostro territorio, con modalità consone a Paesi sottosviluppati, con limitazioni della sostanziale sovranità popolare e fisiologicamente predisposti allo sfruttamento; – che la rilevanza turistica del Salento, l'alto peso sostenuto dal nostro territorio sul piano ambientale con la presenza di impianti industriali come l'ILVA, la centrale ancora oggi alimentata a carbone di Cerano, l'impianto Colacem, devono determinare uno sforzo comune alla salvaguardia del territorio che, diversamente, assumerebbe davvero la caratterizzazione di un territorio soggetto alla allocazione di quanto utile ad altri e dannoso per noi; Evidenziato infine – che la politica ha il dovere di guidare questi processi e non di subirli, assumendosi la responsabilità di prendere posizione chiare, sostenerle e difenderle nell'interesse delle nostre comunità; – che la Provincia, Ente con competenze per la tutela dell'ambiente, per lo sviluppo delle attività economiche, per il coordinamento del territorio non può esimersi dal svolgere un ruolo importante su un problema così complesso come la realizzazione di tale opera; – che, a prescindere dai ruoli e dalle competenze stabiliti dalla normativa vigente in ordine al processo autorizzativo dell'infrastruttura, la Provincia di Lecce deve svolgere appieno il suo ruolo politico al fianco dei Comuni, delle associazioni, degli operatori economici e deve difendere in modo assoluto gli interessi del territorio Si interroga il Presidente: – per conoscere quali iniziative intende assumere; – per sapere se si intende convocare tutti i soggetti interessati del nostro territorio per approfondire ogni aspetto legato alla salvaguardia del Salento, al suo sviluppo ed alla sua crescita; – per sapere se intende dare incarico agli uffici della Provincia di verificare ogni aspetto utile alla difesa del nostro territorio; – per sapere se intende compiere ogni sforzo concreto per accompagnare i Comuni, le associazioni, gli operatori economici e quant'altri nel nostro territorio intendano sostenere argomentazioni a tutela del territorio stesso; – per sapere se non ritenga inammissibile che il territorio della Provincia di Lecce sia strumento per grossi interessi, che si protrarranno negli anni e che non determineranno alcun vantaggio per l'economia locale, lasciando alle coste salentine ed a tutta la nostra provincia una serie di problemi che potrebbero comprometterne la capacità attrattiva sul piano turistico e le condizioni di qualità della vita per le popolazioni residenti. Il Capogruppo Patto per il Salento Mario Pendinelli Qui tutta la vicenda Tap

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