Via Brenta, Poli Bortone indagata

Lecce. “Impossibile che fosse all’oscuro dell’operato di Nacarelli”. A 15 giorni dalla sentenza del giudice Sernia, l’ex sindaca di Lecce entra nel registro degli indagati

LECCE – Secondo il giudice Stefano Sernia è impossibile che non sapesse ciò che accadeva negli uffici finanzieri. Così, a 15 giorni dalla sentenza di condanna a tre anni (oltre all'interdizione dai pubblici uffici per cinque) di Giuseppe Naccarelli, ex dirigente del servizio finanziario del Comune di Lecce, accusato di falso, l’ex sindaca Adriana Poli Bortone entra nell’inchiesta sul polo di Via Brenta, una delle più complesse ed articolate della storia recente del capoluogo salentino. Fu la stessa ex prima cittadina, del resto, a riferire di essere continuamente aggiornata sull’operato dei suoi consulenti. Nell’ordinanza dello scorso 20 maggio, il giudice Sernia evidenziò come il reato di truffa, contestato dall’accusa, non fosse configurabile; che i reati contestati sarebbero dovuti essere piuttosto abuso d'ufficio e peculato – di competenza non del tribunale monocratico ma di quello collegiale – aggiungendo la necessità di iscrivere nel registro degli indagati anche l'ex sindaca Poli Bortone e l'ex segretario comunale Domenico Maresca. Nel processo l'Amministrazione comunale oggi guidata da Paolo Perrone si è costituita parte civile assistita dall'avvocato Andrea Sambati. 21 maggio 2013 Via Brenta: 3 anni a Naccarelli. Il giudice: ‘Indagate su Poli’ LECCE – Il reato di truffa non è configurabile. Per i fatti contestati si dovrebbe parlare di concorso in abuso d’ufficio e peculato. Reati che non sono di competenza del tribunale monocratico ma di quello collegiale. Risultato: il giudice Stefano Sernia ha riconosciuto la necessità di trasferire in Procura gli atti del processo su Via Brenta per la contestazione di altri capi d’accusa. E per l’iscrizione nel registro degli indagati anche dell’ex sindaca di Lecce Adriana Poli Bortone e dell’ex segretario comunale Domenico Maresca. Non finisce di sorprendere una delle inchieste più controverse ed articolate degli ultimi anni. L’ultimo colpo di scena è arrivato ieri, giorno fissato per la sentenza di primo grado. Le carte vengono sparigliate e ritornano in tavola. Il giudice Sernia ritiene impossibile che l’allora prima cittadina del capoluogo salentino non fosse a conoscenza dell’attività dell’ex dirigente finanziario del Comune Giuseppe Naccarelli; fu lei stessa a dichiarare che veniva aggiornata, periodicamente, di ciò che accadeva negli uffici finanziari. Nel processo l’Amministrazione comunale oggi guidata da Paolo Perrone si è costituita parte civile assistita dall’avvocato Andrea Sambati. L’udienza di ieri non si è conclusa, tuttavia, con un a di fatto. Un risultato l’ha portato: la condanna a tre anni di Naccarelli, accusato di falso e l’interdizione dai pubblici uffici per cinque. Assolti dallo stesso reato, invece, Piergiorgio Solombrino, ex dirigente dell'ufficio tecnico, e Roberto Brunetti, tecnico dell'ufficio Patrimonio di Palazzo Carafa. 20 ottobre 2011 Via Brenta. Il processo potrebbe spostarsi a Milano di Andrea Morrone LECCE – Il processo sulla presunta truffa dei palazzi di via Brenta, attuale sede del polo civile della giustizia leccese, potrebbe lasciare il tribunale del capoluogo salentino per essere trasferito a Milano. A chiederlo, nel corso delle cosiddette eccezioni preliminari della prima udienza del processo, l’avvocato Francesco Centonze, legale di Vincenzo Gallo (funzionario della SelmaBipiemme), che ha sollevato l’incompetenza territoriale del tribunale di Lecce per tutti gli imputati accusati del solo reato di truffa. E’ proprio nel capoluogo lombardo, infatti, secondo l'avvocato Centonze, che sarebbe stato consumato il reato di truffa, perché lì sarebbe stato incassato, almeno secondo l'accusa, l'ingiusto profitto. Una richiesta che ha trovato la ferma opposizione del pubblico ministero Antonio De Donno, e dei legali degli imputati leccesi: Massimo Buonerba, l'ex consulente legale dell'allora sindaco Adriana Poli Bortone ed Ennio De Leo, ex assessore al Bilancio del Comune di Lecce (presenti entrambi in aula nell’udienza di ieri); Piergiorgio Solombrino, ex dirigente dell'ufficio tecnico; Roberto Brunetti, tecnico dell'ufficio Patrimonio di Palazzo Carafa; e Giuseppe Naccarelli, ex dirigente del servizio finanziario del Comune di Lecce. Se l’incompetenza territoriale non dovesse essere accolta, i legali di Selma e dei suoi dipendenti potrebbero sollevare una questione di legittimità costituzionale della norma sulla connessione tra i due reati di falso e truffa. Vi è stata poi l’opposizione dei legali dei dodici imputati sulla costituzione delle parti civili. Tutti i difensori si sono opposti alla costituzione dell’AssoConsum, l’Associazione italiana consumatori, sostenendo che nei reati contestati non vi è alcun danno nei confronti dei consumatori. In aula si è discusso anche della costituzione, come parte civile, della società Selma, che secondo i legali non potrebbe comparire sia nelle vesti d’imputato (come persona giuridica) che di parte offesa. Vi è stata opposizione anche in merito alla costituzione del Comune di Lecce, assistito dall’avvocato Andrea Sambati, che si è costituito come parte civile nei confronti di sette dei 12 imputati (ad eccezione della società e dei dipendenti della SelmaBipiemme, per cui è stata revocata dopo l’accordo siglato alcuni giorni fa). L’avvocato Fabrizio Gobbi, il legale di Selma, ha invece sollevato l’eccezione della presunta indeterminatezza dell'imputazione (che non avrebbe precisato i fatti contestati) nei confronti della società finanziaria. Il giudice monocratico Stefano Sernia deciderà su tutte le eccezioni preliminari nella prossima udienza, prevista per il 3 novembre, data in cui dovrebbe aprirsi anche l’istruttoria dibattimentale. Oltre a Buonerba, De Leo, Naccarelli, Solombrino, Brunetti, Gallo e la Selma, gli altri cinque imputati sono Pietro Guagnano, legale rappresentante della Socoge; Renato Kobau e Fabio Mungai, amministratore delegato e dirigente della Selmabipiemme; Maurizio Ricercato e Nicola Baldassarre, funzionario ed agente della SelmaBipiemme. Il reato ipotizzato è quello di falso e truffa ai danni dello Stato. Secondo quanto sostenuto dall'accusa, la truffa sarebbe stata ordita al fine di agevolare la Socoge, proprietaria degli immobili di via Brenta. Questa ha poi venduto i due complessi alla società Selmabipiemme, che li ha poi ceduti in leasing al Comune di Lecce. Le due società si sarebbero accordate per stipulare un contratto di leasing ben più oneroso del valore reale, proprio in previsione che il Comune subentrasse alla Socoge e dunque ne ereditasse le condizioni svantaggiose. Un contratto di leasing che impegnò l'amministrazione leccese a versare due milioni e mezzo di euro all'anno per 20 anni, oltre ad un riscatto di 14 milioni di euro. Nel mezzo cifre gonfiate e atti falsificati, tutto – secondo l'accusa – a scapito del Comune e di un danno patrimoniale di milioni di euro. 4 luglio 2011 Via Brenta. Udienza rinviata ad ottobre LECCE – E’ durata solo pochi minuti la prima udienza del processo sulla presunta truffa dei palazzi di via Brenta, sede attuale del polo della giustizia civile. Dopo la costituzione delle parti, infatti, il giudice monocratico della seconda sezione penale, Stefano Sernia, ha rinviato, su richiesta di alcuni difensori, l’udienza al 20 ottobre prossimo. Come parte civile si sono costituiti il Comune di Lecce, (costituitosi nei confronti dodici imputati in “considerazione del fatto che i reati commessi dagli stessi hanno recato gravi ed ingenti danni al Comune” e pertanto “concorrere alla affermazione di responsabilità degli imputati e ottenere il risarcimento dei danni subiti che si quantificano provvisoriamente in dieci milioni di euro, oltre interessi e rivalutazione monetaria”), assistito dall’avvocato Andrea Sambati; la Selma, rappresentata dall'avvocato Oreste Dominioni, nei confronti dei dipendenti del Comune di Lecce e di Pietro Guagnano; e l'AssoConsum, Associazione italiana consumatori, nei confronti di tutti gli imputati. Nella prossima udienza il giudice Sernia dovrà decidere in merito alle cosiddette eccezioni preliminari, ossia l’utilizzo delle fonti di prova e l’ammissione delle liste testi. Tra i tanti testi citati dalla difesa spiccano i nomi dell’ex sindaco Adriana Poli Bortone e dei componenti della commissione di manutenzione: il presidente della Corte d'Appello Mario Buffa, il presidente del Tribunale Alfredo Lamorgese, il procuratore capo Cataldo Motta e il sindaco Paolo Perrone. I dodici imputati sono Pietro Guagnano, legale rappresentante della Socoge; la società Selmabipiemme come persona giuridica; Renato Kobau e Fabio Mungai, amministratore delegato e dirigente della Selmabipiemme; Maurizio Ricercato, il tecnico che su incarico della Socoge avrebbe redatto la falsa perizia di stima dei due immobili; Massimo Buonerba, l'ex consulente legale dell'allora sindaco Adriana Poli Bortone; Ennio De Leo, ex assessore al Bilancio del Comune di Lecce; Piergiorgio Solombrino, ex dirigente dell'ufficio tecnico; Roberto Brunetti, tecnico dell'ufficio Patrimonio di Palazzo Carafa; Giuseppe Naccarelli, ex dirigente del servizio finanziario del Comune di Lecce; Vincenzo Gallo e Nicola Baldassarre, funzionario ed agente della SelmaBipiemme. Per tutti il reato ipotizzato è quello di falso e truffa ai danni dello Stato. Secondo quanto ipotizzato dall'accusa (inizialmente il sostituto procuratore Imerio Tramis e successivamente il procuratore aggiunto Antonio De Donno), la truffa sarebbe stata ordita al fine di agevolare la Socoge, proprietaria degli immobili di via Brenta. Questa ha poi venduto i due complessi alla società Selmabipiemme, che li ha poi ceduti in leasing al Comune di Lecce. Le due società si sarebbero accordate per stipulare un contratto di leasing ben più oneroso del valore reale, proprio in previsione che il Comune subentrasse alla Socoge e dunque ne ereditasse le condizioni svantaggiose. ore 11:00 LECCE – E’ partito stamattina il processo su Via Brenta, davanti al giudice monocratico della prima sezione Stefano Sernia. L’udienza è stata breve, giusto il tempo di depositare la lista dei testi, tra i quali compare anche il nome di Adriana Poli Bortone, ed è stata aggiornata al prossimo 20 ottobre. E’ stato inoltre stilato un fitto calendario di udienze tre ottobre e novembre. 7 giugno 2011 Via Brenta. La Corte dei conti cita in giudizio quattro imputati LECCE – Si apre un nuove fronte giudiziario in merito alla presunta truffa sui palazzi di via Brenta, sede attuale del polo della giustizia civile. Dodici gli imputati già rinviati a giudizio (il processo si aprirà il prossimo 4 luglio) a conclusione dell’inchiesta della procura del capoluogo salentino sui vari passaggi che hanno portato alla sottoscrizione (in data 31 gennaio 2006) del contratto di leasing, con impegno all’acquisto definitivo, dei due immobili da parte del Comune di Lecce. Ora, invece, è la Corte dei Conti a citare in giudizio quattro degli imputati. Si tratta, in particolare, di Massimo Buonerba, l’ex consulente legale dell’allora sindaco Adriana Poli Bortone; Giuseppe Naccarelli, ex dirigente del servizio finanziario del Comune di Lecce; Piergiorgio Solombrino, ex dirigente dell’ufficio tecnico comunale e di Roberto Brunetti, tecnico dell’ufficio Patrimonio di Palazzo Carafa. Era stata proprio la segnalazione della Procura di Lecce, nel 2010, a dare avvio alla cosiddetta azione di responsabilità amministrativa da parte del procuratore regionale della Corte dei conti. Secondo quanto previsto dall’articolo 129 delle norme di attuazione del codice di procedura penale, infatti, “quando esercita l’azione penale per un reato che ha cagionato un danno per l’erario, il pubblico ministero informa il procuratore generale presso la Corte dei Conti, dando notizia della imputazione”. Il pubblico ministero contabile aveva dunque aperto un procedimento in base a una notizia di danno erariale, delegando la guardia di finanza all’attività di raccolta delle prove. In particolare, alle fiamme gialle salentine, guidate dal colonnello Patrizio Vezzoli, era stato chiesto di verificare, attraverso l’esibizione di documenti, ispezioni, accertamenti e sequestro di documentazione, se alla base dell’affaire di via Brenta vi fosse un danno erariale La prolungata e attenta attività di indagine dei finanzieri del Comando provinciale di Lecce, è poi confluita in una corposa informativa in cui ad essere contestato sarebbe un danno erariale pari a oltre quattro milioni e mezzo di euro. Già a ottobre scorso i giudici contabili avevano inviato i cosiddetti “inviti a dedurre”, gli avvisi che la Procura della corte dei conti manda a chi è presumibilmente responsabile di un danno economico allo Stato. Secondo gli inquirenti da un costo effettivo di realizzazione degli immobili pari a circa 2,9 milioni di euro, si passò ad una stima di 13 milioni tramite un contratto di leasing con la società SelmaBipiemme senza però un’autorizzazione da parte della giunta o del consiglio comunale. Il costo finale a carico del Comune sarebbe stato elevatissimo, per una cifra vicina proprio ai 4,5 milioni di euro. 03/05/2011 Via Brenta. Se ne parla il 26 maggio LECCE – E’ slittato al prossimo 26 maggio l’inizio del processo sulla presunta truffa dei palazzi di via Brenta, sede attuale del polo della giustizia civile. Un rinvio dettato da motivi procedurali: il giudice monocratico della seconda sezione penale, Silvia Minerva, ha infatti annunciato di volersi astenere dal processo essendosi già espressa in sede del Tribunale del Riesame. Pertanto nella prossima udienza dovrebbe essere nominato un nuovo giudice e fissato l’inizio del dibattimento. I dodici imputati sono Pietro Guagnano, legale rappresentante della Socoge; la società Selmabipiemme come persona giuridica; Renato Kobau e Fabio Mungai, amministratore delegato e dirigente della Selmabipiemme; Maurizio Ricercato, il tecnico che su incarico della Socoge avrebbe redatto la falsa perizia di stima dei due immobili; Massimo Buonerba, l'ex consulente legale dell'allora sindaco Adriana Poli Bortone; Ennio De Leo, ex assessore al Bilancio del Comune di Lecce; Piergiorgio Solombrino, ex dirigente dell'ufficio tecnico; Roberto Brunetti, tecnico dell'ufficio Patrimonio di Palazzo Carafa; Giuseppe Naccarelli, ex dirigente del servizio finanziario del Comune di Lecce; Vincenzo Gallo e Nicola Baldassarre, funzionario ed agente della SelmaBipiemme. Per tutti il reato ipotizzato è quello di falso e truffa ai danni dello Stato. Secondo quanto ipotizzato dall'accusa (inizialmente il sostituto procuratore Imerio Tramis e successivamente il procuratore aggiunto Antonio De Donno), la truffa sarebbe stata ordita al fine di agevolare la Socoge, proprietaria degli immobili di via Brenta. Questa ha poi venduto i due complessi alla società Selmabipiemme, che li ha poi ceduti in leasing al Comune di Lecce. Le due società si sarebbero accordate per stipulare un contratto di leasing ben più oneroso del valore reale, proprio in previsione che il Comune subentrasse alla Socoge e dunque ne ereditasse le condizioni svantaggiose. Nei giorni scorsi, invece, il gup Ines Casciaro ha accolto la richiesta di archiviazione formulata dal procuratore Cataldo Motta sull’altro filone d’inchiesta relativo ai palazzi di via Brenta. Si tratta dell’inchiesta relativa ai presunti illeciti di abusivismo edilizio, falso ideologico e abuso d’ufficio. Quattordici le persone iscritte, a vario titolo, nel registro degli indagati. Nel corso delle indagini non sarebbero emersi, però, elementi utili a sostenere le accuse in una eventuale richiesta di rinvio a giudizio, da qui la richiesta di archiviazione. 3 maggio 2011 Via Brenta. Al via il processo LECCE – Si apre oggi davanti ai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Lecce il processo sull’affaire dei palazzi di via Brenta, sede attuale del polo della giustizia civile. I 12 imputati sono Pietro Guagnano, legale rappresentante della Socoge; la società Selmabipiemme come persona giuridica; Renato Kobau e Fabio Mungai, amministratore delegato e dirigente della Selmabipiemme; Maurizio Ricercato, il tecnico che su incarico della Socoge avrebbe redatto la falsa perizia di stima dei due immobili; Massimo Buonerba, l'ex consulente legale dell'allora sindaco Adriana Poli Bortone; Ennio De Leo, ex assessore al Bilancio del Comune di Lecce; Piergiorgio Solombrino, ex dirigente dell'ufficio tecnico; Roberto Brunetti, tecnico dell'ufficio Patrimonio di Palazzo Carafa; Giuseppe Naccarelli, ex dirigente del servizio finanziario del Comune di Lecce; Vincenzo Gallo e Nicola Baldassarre, funzionario ed agente della SelmaBipiemme. Per tutti il reato ipotizzato è quello di falso e truffa ai danni dello Stato. Secondo quanto ipotizzato dall'accusa (inizialmente il sostituto procuratore Imerio Tramis e successivamente il procuratore aggiunto Antonio De Donno), una truffa sarebbe stata ordita al fine di agevolare la Socoge, proprietaria degli immobili di via Brenta. Questa ha venduto i due complessi alla società Selmabipiemme, che li ha poi ceduti in leasing al Comune di Lecce. Le due società si sarebbero accordate per stipulare un contratto di leasing ben più oneroso del valore reale, proprio in previsione che il Comune subentrasse alla Socoge e dunque ne ereditasse le condizioni svantaggiose. 28 gennaio 2011 Via Brenta. Tutti rinviati a giudizio LECCE – Si è conclusa con dodici rinvii a giudizio l’udienza preliminare per la presunta truffa sui palazzi di via Brenta, sede attuale del polo della giustizia civile. Al centro dell’inchiesta i vari passaggi che hanno portato alla sottoscrizione (in data 31 gennaio 2006) del contratto di leasing, con impegno all’acquisto definitivo, dei due immobili da parte del Comune di Lecce. “Una truffa colossale”, come la definì il gip Ercole Aprile, che avrebbe prosciugato le casse di Palazzo Carafa. L’accusa, rappresentata dal sostituto procuratore Imerio Tramis (trasferito nel frattempo alla Procura minorile e sostituito dal procuratore aggiunto Antonio De Donno), ha sempre sostenuto che la presunta truffa sarebbe stata ordita al fine di agevolare la Socoge, proprietaria degli immobili di via Brenta. Successivamente la Socoge ha venduto i due complessi alle porte di Lecce alla società Selmabipiemme, che li ha poi ceduti in leasing al Comune di Lecce. Le due società, secondo il pubblico ministero, si sarebbero accordate per stipulare un contratto di leasing ben più oneroso del valore reale, proprio in previsione e “nella prospettiva che il Comune subentrasse alla Socoge”, ereditando, di fatto, “condizioni contrattuali con modalità fraudolente”. Tra i dodici imputati che il prossimo 3 maggio dovranno presentarsi dinanzi al giudice della seconda sezione penale del Tribunale di Lecce in composizione monocratica, figurano i nomi di Pietro Guagnano, legale rappresentante della Socoge; la società Selmabipiemme come persona giuridica; Renato Kobau e Fabio Mungai, amministratore delegato e dirigente della Selmabipiemme; Maurizio Ricercato, il tecnico che su incarico della Socoge avrebbe redatto la falsa perizia di stima dei due immobili; Massimo Buonerba, l’ex consulente legale dell’allora sindaco Adriana Poli Bortone ed Ennio De Leo. L’ex assessore al Bilancio del Comune di Lecce, nelle dichiarazioni spontanee rese durante l’udienza, ha puntato l’indice proprio contro l’ex sindaco Poli Bortone: “Mi sono limitato – ha dichiarato De Leo – a seguire passivamente l’input del sindaco”. Gli altri imputati sono Piergiorgio Solombrino, ex dirigente dell’ufficio tecnico; Roberto Brunetti, tecnico dell’ufficio Patrimonio di Palazzo Carafa; Giuseppe Naccarelli, ex dirigente del servizio finanziario del Comune di Lecce; Vincenzo Gallo e Nicola Baldassarre, funzionario ed agente della SelmaBipiemme, che compare anche come persona giuridica. Per tutti il reato ipotizzato è quello di falso e truffa ai danni dello Stato. Nel corso dell’udienza preliminare il gup, Maurizio Saso, ha respinto tutte le eccezioni presentate dai legali degli imputati, tra cui anche quella dell’incompetenza territoriale. Il giudice ha inoltre accettato la costituzione delle parti civili. In particolare, l’amministrazione comunale di Lecce, difesa dall’avvocato Andrea Sambati, si è costituita parte civile nei confronti dodici imputati in “considerazione del fatto che i reati commessi dagli stessi hanno recato gravi ed ingenti danni al Comune” e pertanto “intende concorrere alla affermazione di responsabilità degli imputati e ottenere il risarcimento dei danni subiti che si quantificano provvisoriamente in dieci milioni di euro, oltre interessi e rivalutazione monetaria”. Anche la Selma, rappresentata dall’avvocato Oreste Dominioni, si è costituita parte civile nei confronti dei dipendenti del Comune di Lecce e di Pietro Guagnano. La costituzione di parte civile è stata ammessa anche per l’AssoConsum, Associazione italiana consumatori, nei confronti di tutti gli imputati. 19 novembre 2010 Processo su Via Brenta. Selma e Consumatori parte civile E’ slittata al prossimo 28 gennaio l’udienza preliminare per la presunta truffa sui palazzi di via Brenta, sede attuale del polo della giustizia civile. Al centro dell’inchiesta i vari passaggi che hanno portato alla sottoscrizione (in data 31 gennaio 2006) del contratto di leasing, con impegno all’acquisto definitivo, dei due immobili da parte del Comune di Lecce. Una truffa colossale, come la definì il gip Ercole Aprile, che avrebbe prosciugato le casse di Palazzo Carafa. L’accusa, rappresentata dal sostituto procuratore Imerio Tramis (trasferito nel frattempo alla Procura minorile e sostituito dal procuratore aggiunto Antonio De Donno), ha sempre sostenuto che la presunta truffa sarebbe stata ordita al fine di agevolare la Socoge, proprietaria degli immobili di via Brenta. Successivamente la Socoge ha venduto i due complessi alle porte di Lecce alla società Selmabipiemme, che gli ha poi ceduti in leasing al Comune di Lecce. Le due società, secondo il pubblico ministero, si sarebbero accordate per stipulare un contratto di leasing ben più oneroso del valore reale, proprio in previsione e “nella prospettiva che il Comune subentrasse alla Socoge”, ereditando, di fatto, “condizioni contrattuali con modalità fraudolente”. Tra i dodici imputati figurano i nomi di Pietro Guagnano, legale rappresentante della Socoge; la società Selmabipiemme come persona giuridica; Renato Kobau e Fabio Mungai, amministratore delegato e dirigente della Selmabipiemme; Maurizio Ricercato, il tecnico che su incarico della Socoge avrebbe redatto la falsa perizia di stima dei due immobili; Massimo Buonerba, l’ex consulente legale dell’allora sindaco Adriana Poli Bortone; Ennio De Leo, ex assessore al Bilancio del Comune di Lecce; Piergiorgio Solombrino, ex dirigente dell’ufficio tecnico; Roberto Brunetti, tecnico dell’ufficio Patrimonio di Palazzo Carafa; Giuseppe Naccarelli, ex dirigente del servizio finanziario del Comune di Lecce; Vincenzo Gallo e Nicola Baldassarre, funzionario ed agente della SelmaBipiemme. Per tutti il reato ipotizzato è quello di truffa ai danni dello Stato. Il rinvio è stato causato da motivazioni processuali, e cioè consentire ai soggetti citati come responsabili civili di costituirsi in giudizio nel corso dell’udienza preliminare. Il Comune, infatti, ha citato come responsabile civile (il soggetto che in un processo penale, sebbene non autore del reato in esso ipotizzato, è tenuto per legge a risarcire i danni e a sostenere le spese da esso derivanti) sia la SelmaBipiemme che la Socoge. Nel corso dell’udienza si sono inoltre costituite le parti civili. In particolare, l’amministrazione comunale di Lecce, difesa dall’avvocato Andrea Sambati, si è costituita parte civile nei confronti degli imputati in “considerazione del fatto che i reati commessi dagli stessi hanno recato gravi ed ingenti danni al Comune” e pertanto “intende concorrere alla affermazione di responsabilità degli imputati e ottenere il risarcimento dei danni subiti che si quantificano provvisoriamente in dieci milioni di euro, oltre interessi e rivalutazione monetaria”. Anche la Selma, rappresentata dall’avvocato Oreste Dominioni, si è costituita parte civile con conseguente richiesta di risarcimento danni nei confronti del Comune di Lecce. La costituzione di parte civile è stata depositata anche dall’AssoConsum, Associazione italiana consumatori. Nella prossima udienza il gup Maurizio Saso deciderà, oltre che sulla richiesta di rinvio a giudizio, sulle eventuali esclusioni di parti e responsabili civili. 29 settembre 2010 – Via Brenta, la Corte presenta il conto Danno erariale quantificato in 4 milioni 708mila 192 euro per il contratto di leasing sui palazzi di via Brenta, relativo alle modalità di acquisizione da parte del Comune di Lecce, degli immobili sede del Tribunale civile. La Corte dei Conti chiama a responsabilità diretta per la “condotta dolosa assunta in concorso”: Giuseppe Naccarelli, ex responsabile del servizio economico finanziario del Comune di Lecce; l'ingegner Piergiorgio Solombrino, ex direttore generale del Comune; Massimo Bonerba, all'epoca dei fatti consulente giuridico dell'ex sindaco Poli Bortone e Roberto Brunetti, geometra dell'Ufficio. 6 settembre 2010 – Via Brenta: fissata l’udienza preliminare Si aprirà il 19 novembre con l’udienza preliminare il processo di “via Brenta”. Il gup Maurizio Saso dovrà decidere se gli undici indagati per la “truffa colossale”, come l'ha definita il Gip Ercole Aprile nell'ordinanza di custodia cautelare dell'ottobre scorso, andranno alla sbarra. Si tratta di un’inchiesta che ha catalizzato l’opinione pubblica per mesi, relativa alle modalità di acquisizione da parte del Comune di Lecce, degli immobili sede del Tribunale civile. Nelle dieci pagine dell'atto di conclusione delle indagini preliminari il sostituto procuratore Imerio Tramis ha ricostruito nei minimi dettagli i vari passaggi che hanno portato alla sottoscrizione, nel 2006, del contratto di leasing per i due immobili da parte del Comune di Lecce, ereditando la sovrastima degli stessi ed una serie di condizione fraudolente concepite in un accordo tra la Sogeco (società che ha costruito gli immobili) e la Selmabipiemme (società milanese di leasing). I nomi nuovi, tra gli indagati, sono quelli di Renato Kobau e Fabio Mungai, amministratore delegato e dirigente della Selmabipiemme. Compare anche Maurizio Ricercato: fu lui, per l'accusa, a redigere la falsa perizia sul valore e la regolarità urbanistica del complesso. Ispiratore dell'affare sarebbe stato Massimo Buonerba, l'ex consulente legale della Poli Bortone. Braccio operativo del progetto Giuseppe Naccarelli, ex dirigente del Comune di Lecce, ed Ennio De Leo, ex assessore al Bilancio del Comune di Lecce. Gli altri indagati sono Piergiorgio Solombrino, Roberto Brunetti, Pietro Guagnano, Vincenzo Gallo e Nicola Baldassarre. Per tutti, come si legge negli atti, il reato ipotizzato è quello di truffa ai danni dello Stato. Una truffa concepita nel 2004 e concretizzata, attraverso vari passaggi, come la vendita dalla Sogeco alla Selma e la cessione in leasing al contrario, nel 2006. Un contratto di leasing che ha impegnato l'amministrazione leccese a versare due milioni e mezzo di euro all'anno per 20 anni oltre ad un riscatto di 14 milioni di euro. Nel mezzo cifre gonfiate e atti falsificati, tutto – secondo l'accusa – a scapito del Comune e di un danno patrimoniale di milioni di euro. 14 luglio 2010 – Teresa Bellanova sul rinvio a giudizio per via Brenta Era il luglio 2008 quando l'on. Teresa Bellanova presentò un'interrogazione al Ministro della Giustizia Angelino Alfano, in cui ricostruiva i passaggi della vicenda di via Brenta e chiedeva chiarimenti. Da allora, sono trascorsi due anni di black out. Ed è per questo che, secondo Bellanova, già “la richiesta del processo è una condanna dei due anni di totale silenzio da parte del Ministero”. Questo il commento della parlamentare salentina alla notizia delle richieste di rinvio a giudizio per la compravendita dei palazzi di Via Brenta. “Oggi quantomeno sappiamo che sarà sicuramente la magistratura a fornire quelle risposte, ad alcune evidentemente legittime perplessità sollevate, che il Ministro si è rifiutato di fornire”, nonostante la stessa Bellanova abbia inviato formalmente al Presidente della Camera la richiesta di sollecitare una risposta da parte del Ministro interrogato. “Penso che a nessun amministratore pubblico, in quanto diretta o indiretta emanazione del volere della cittadinanza, sia concesso il diritto di sottrarsi alle responsabilità che quel ruolo gli attribuisce, neanche nei frangenti in cui quello stesso ruolo può risultare scomodo per se o per la sua parte politica”. “Anche i leccesi” conclude la parlamentare del Pd “sono cittadini di quella stessa Repubblica che Alfano rappresenta e non meritano assolutamente la totale indifferenza dimostrata dal Ministro della Giustizia”. 13 luglio 2010 – Via Brenta: il pm Tramis chiede rinvio a giudizio per 11 Sono undici gli indagati nell'inchiesta sui palazzi di via Brenta. A conclusione delle indagini preliminari, il pubblico ministero Imerio Tramis ne ha chiesto il rinvio a giudizio. Per tutti, come si legge negli atti, il reato ipotizzato è quello di truffa ai danni dello Stato I loro nomi: Pietro Guagnano, costruttore; Vincenzo Gallo, Renato Kobau, Fabio Mungai e Nicola Baldassarre rispettivamente funzionario, ad, dirigente e rappresentante locale della finanziaria Selmabipiemme. Poi ci sono Giuseppe Naccarelli, ex dirigente del Comune di Lecce, Massimo Buonerba, ex consulente legale della Poli Bortone, Piergiorgio Solombrino, ex dg, il geometra Roberto Brunetti, Ennio De Leo, ex assessore al bilancio e il geometra Maurizio Ricercato. Secondo l'accusa, a redigere la falsa perizia fu proprio lui, che fornì “dati non veritieri riguardo al valore, alla destinazione ed alla regolarità urbanistica dei due immobili di via Brenta”. Stralciata la posizione dell'architetto Raffaele Attisani Si attende di conoscere la data del'udienza preliminare, che sarà fissata dal Gup Maurizio Saso. 27 maggio 2010 – Via Brenta. Tribunali in cerca d'alloggio Sembra allontanarsi sempre più la conclusione della questione “Via Brenta”. Ieri pomeriggio, nuovo colpo di scena: si è svolta una lunga riunione della commissione di manutenzione alla quale hanno partecipato il sindaco Paolo Perrone, il presidente della Corte d'Appello Mario Buffa, il presidente del Tribunale Alfredo Lamorgese, il presidente dell'ordine degli avvocati Luigi Rella ed il procuratore capo Cataldo Motta. Obiettivo della seduta, le vicende giudiziarie, le irregolarità urbanistiche e le problematiche legate ai due immobili. I membri della commissione chiedono al sindaco di Lecce di adoperarsi al fine di trovare una nuova sede, meno precaria di quello attuale. Tanti gli aspetti alla base di questa richiesta. In particolar modo l'inchiesta, condotta dal sostituto procuratore Imerio Tramis sulla presunta truffa e abusivismo edilizio legati ai due immobili. Inchiesta che ha portato nel marzo scorso alla notifica di 11 avvisi di conclusione delle indagini preliminari. Vi è poi il contenzioso in corso tra Comune e Selma, la società milanese proprietaria degli immobili. La richiesta del sindaco è di modificare l'attuale contratto di leasing in un contratto d'affitto, una modifica che andrebbe ad incidere sensibilmente sul canone, che diverrebbe decisamente inferiore, tenendo conto anche che le parti degli edifici interessate da abusi urbanistici verrebbero pagate come volumi tecnici e non come uffici. Una modifica che interesserebbe non solo il futuro ma anche il pregresso. Frema intenzione di Palazzo Carafa è recuperare le quote versate in eccesso alla Selma in virtù di quel contratto trasformato, in maniera tutt'altro che corretta, in leasing. La trattativa però, non si è, almeno per il momento, mai concretizzata, trascinandosi tra richieste ufficiali e risposte tardive e poco esaurienti. Ora è la stessa commissione di manutenzione, a firma del presidente della Corte d'Appello Mario Buffa e degli altri componenti, ossia dai massimi vertici della giustizia salentina, a chiedere formalmente il trasloco. Ora toccherà al sindaco Paolo Perrone dare mandato al fine di compiere le indagini di mercato utili a predisporre il bando con il quale l'amministrazione comunale di Lecce possa reperire immobili abbastanza capienti per trasferire gli uffici della giustizia civile del capoluogo salentino. A meno che, naturalmente, la società milanese non superi questa situazione di stallo fornendo le soluzioni richieste”. Nuovi scenari si aprono dunque sul futuro degli edifici di via Brenta. La svolta potrebbe arrivare proprio da Palazzo Carafa, a meno che non sia la Selma a compiere il primo passo. Gli edifici con le caratteristiche necessarie ad ospitare gli uffici giudiziari non sono molti ma ci sono. Bisognerà poi capire tempi e costi dell'operazione. 18 maggio 2010 – Via Brenta. Interrogato Ricercato Si è svolto ieri pomeriggio, negli uffici del Comando provinciale della Guardia di finanza di Lecce, l'interrogatorio del geometra Maurizio Ricercato, uno degli 11 indagati nell'affare di via Brenta. Al centro dell'indagine i vari passaggi che hanno portato alla sottoscrizione (in data 31 gennaio 2006) del contratto di leasing, con impegno all'acquisto definitivo, dei due immobili, sede della giustizia civile, da parte del Comune di Lecce. Era stato lo stesso consulente nei giorni scorsi attraverso il suo legale, l'avvocato Viola Messa, a chiedere l'interrogatorio. Ricercato è accusato, in concorso con altre persone, di truffa ai danni dello Stato. In particolare, si legge nell'avviso di conclusione delle indagini preliminari notificato circa un mese fa, “Ricercato in qualità di tecnico, su incarico della Socoge spa, redigeva la falsa perizia stragiudiziaria del 19 settembre 2005, di stima dei due immobili siti in via Brenta, fornendo dati non veritieri riguardo al valore, alla destinazione ed alla regolarità urbanistica dei due immobili di via Brenta”. Si è trattato, secondo quanto si è appreso, di un interrogatorio delegato (con delega del pubblico ministero alla polizia giudiziaria) utile a chiarire la posizione di Ricercato nell'ambito dell'inchiesta. Dichiarazioni spontanee che dovranno ora essere valutate dagli inquirenti per stabilire se contengano elementi utili. 9 maggio 2010 – Via Brenta, interrogato il geometra Ricercato Sarà interrogato il prossimo 17 maggio, il geometra Maurizio Ricercato, uno degli 11 indagati nell'affare di via Brenta. Al centro dell'indagine i vari passaggi che hanno portato alla sottoscrizione (in data 31 gennaio 2006) del contratto di leasing, con impegno all'acquisto definitivo, dei due immobili, sede della giustizia civile, da parte del Comune di Lecce. E' stato lo stesso consulente, attraverso il suo legale, l'avvocato Viola Messa a chiedere l'interrogatorio. Ricercato è accusato, in concorso con altre persone, di truffa ai danni dello Stato. In particolare, si legge nell'avviso di conclusione delle indagini preliminari notificato circa un mese fa, “Ricercato in qualità di tecnico, su incarico della Socoge spa, redigeva la falsa perizia stragiudiziaria del 19.9.2005, di stima dei due immobili siti in via Brenta, fornendo dati non veritieri riguardo al valore, alla destinazione ed alla regolarità urbanistica dei due immobili di via Brenta”. Nei prossimi giorni i legali degli indagati completeranno la copia degli atti e il deposito delle memorie difensive. Dopo di che il fascicolo tornerà sul tavolo del sostituto procuratore Imerio Tramis, che procederà, con ogni probabilità, con la richiesta di rinvio a giudizio. 3 marzo 2010 – Via Brenta: più vicino l'accordo tra Comune e Selma Il sindaco Paolo Perrone ha incontrato l'amministratore delegato di Selmabipiemme Bruno Lecchi per un ulteriore confronto sulla trattativa per lo scioglimento del contratto per i palazzi di via Brenta. “La trattativa prosegue – fa sapere il primo cittadino – e la Selmabipiemme mi ha ribadito la disponibilità a transigere. Anche loro, come noi, hanno interesse a giungere ad un accordo. Entro domani, definiremo una proposta da inviare a Selmabipiemme che riguarda il rimborso delle rate e contiamo di definire compiutamente tutti gli aspetti della vicenda in tempi brevi”. 2 marzo 2010 – Via Brenta: gli indagati sono undici Sono undici gli indagati nell'inchiesta sui palazzi di via Brenta. Nelle dieci pagine dell'atto di conclusione delle indagini preliminari il sostituto procuratore Imerio Tramis ha ricostruito nei minimi dettagli i vari passaggi che hanno portato alla sottoscrizione, nel 2006, del contratto di leasing per i due immobili da parte del Comune di Lecce, ereditando la sovrastima degli stessi ed una serie di condizione fraudolente concepite in un accordo tra la Sogeco (società che ha costruito gli immobili) e la Selmabipiemme (società milanese di leasing). I nomi nuovi, tra gli indagati, sono quelli di Renato Kobau e Fabio Mungai, amministratore delegato e dirigente della Selmabipiemme. Compare anche Maurizio Ricercato: fu lui, per l'accusa, a redigere la falsa perizia sul valore e la regolarità urbanistica del complesso. Ispiratore dell'affare sarebbe stato Massimo Buonerba, l'ex consulente legale della Poli Bortone. Braccio operativo del progetto Giuseppe Naccarelli, ex dirigente del Comune di Lecce, ed Ennio De Leo, ex assessore al Bilancio del Comune di Lecce. Gli altri indagati sono Piergiorgio Solombrino, Roberto Brunetti, Pietro Guagnano, Vincenzo Gallo e Nicola Baldassarre. 11 febbraio 2010 – Via Brenta, rallenta la trattativa tra Comune e Selma C'è stata una brusca frenata nell'accordo tra il Comune di Lecce e la SelmaBipiemme sulla restituzione di circa sette milioni di euro e l'anamento del contratto di leasing stipulato per i palazzi di via Brenta, polo della giustizia civile. A tre settimane dall'incontro tra il sindaco Paolo Perrone e i rappresentanti della società milanese, è stato un fax a riportare la vicenda alla realtà di un accordo ancora lontano dalla conclusione. I vertici dell'azienda lombarda hanno comunicato a Palazzo Carafa che è in corso una valutazione della risoluzione del rapporto in essere tra la loro società e il comune salentino. Una prima importante comunicazione ufficiale che porta probabilmente a rivedere i piani dell'amministrazione comunale. Al di là di dichiarazioni più o meno entusiastiche, quella di via Brenta rischia di diventare una vicenda lunga e complessa. Troppo ottimistica si potrebbe rivelare l'ipotesi che la Selma accetti senza alcuna remora l'accordo proposto dal sindaco, senza considerare che tale operazione risulterebbe economicamente dannosa per la società meneghina. Dall'altra parte c'è la necessità di far rientrare nelle casse comunali denaro utile a risollevare una situazione tutt'altro che florida. Interessi opposti che potrebbero portare a derive ben diverse da quelle attuali. Nel frattempo l'intera vicenda rimane al vaglio della Procura e di una inchiesta che vuole acclarare fino in fondo interpreti e modus operandi di quella che per gli inquirenti altro non è se non un'operazione truffa da 35 milioni di euro. 5 febbraio 2010 – Via Brenta, spunta una maxi parcella Spuntano nuovi importanti elementi nell'inchiesta sui palazzi di via Brenta. In particolare, a finire all'attenzione degli inquirenti, sarebbe stata una parcella di circa tre milioni e mezzo di euro versata dal costruttore Pietro Guagnano al gruppo Mythos del commercialista Giuseppe Berghella. Un pagamento sottoscritto proprio in virtù della consulenza svolta nella compravendita dei due palazzi sede del polo della giustizia civile, comprensivo anche di alcune quote della SoCoGe, la società edile facente capo a Guagnano. Questo lo scenario in cui si sarebbe svolta, di lì a poco, la cessione all'agenzia milanese SelmaBipiemme e la successiva stipula di un accordo con Palazzo Carafa per un contratto di leasing da 60 milioni di euro, cifra da versare in venti anni. Al vaglio del sostituto procuratore Imerio Tramis degli uomini del Nucleo di polizia tributaria, è la posizione di Massimo Buonerba, il consulente giuridico dell'ex sindaco Poli Bortone. Resta da capire, infatti, se sia stato proprio il “professore”, raggiunto nei giorni scorsi da un sequestro preventivo di oltre due milioni di euro, la mente occulta della maxi operazione finanziaria finita nell'inchiesta. Dopo Giuseppe Buccarelli, nei prossimi giorni saranno sentite in Procura altre persone. Interrogatori utili a far luce su come e perché sia emersa una politica di lucroso favoritismo nei confronti della SoCoGe. 3 febbraio 2010 – Via Brenta, ritrovato il fascicolo scomparso E' bastato un semplice sopralluogo degli uomini della Guardia di Finanza per risolvere il mistero della scomparsa, dagli uffici del Genio Civile, del fascicolo riguardante i palazzi di via Brenta, sede della giustizia civile. Apparentemente gli atti sono sempre stati lì, nell'archivio di viale Don Minzoni, come hanno appurato nella mattinata di ieri gli uomini del colonnello Vezzoli. Un mistero buffo dunque, su cui saranno i militari a far luce, dopo aver verificato che il fascicolo contenga realmente tutte le carte concernenti gli edifici oggetto dell'inchiesta della procura leccese. A denunciare la scomparsa erano stati i legali della SelmaBipiemme (la società milanese di leasing che, dopo aver acquistato gli edifici dalla Socoge dei fratelli Guagnano, ha poi stipulato con il Comune di Lecce un oneroso contratto di leasing), impossibilitati ad accedere all'incartamento. Una scomparsa che rischiava di far slittare l'accordo, in programma nei prossimi giorni, tra la società lombarda e il Comune sulla ità del contratto precedentemente stipulato e la conseguente restituzione di quanto precedentemente versato (una cifra vicina ai sette milioni di euro). Sia la documentazione ritrovata ieri, che quella sequestrata nei giorni scorsi negli uffici dell'assessorato all'Urbanistica, sono comunque al vaglio degli inquirenti, che dovranno innanzitutto accertare le fasi relative al collaudo dei due palazzi. Scade oggi, intanto, la misura interdittiva di due mesi disposta dal Gip Ercole Aprile per Giuseppe Naccarelli, dirigente comunale alle Politiche comunitarie (già arrestato lo scorso 20 ottobre con Pietro Guagnano della SoCoGe e Vincenzo Gallo della SelmaBipiemme), che potrebbe, di fatto, tornare al lavoro. 2 febbraio 2010 – Via Brenta, la Finanza acquisisce nuovi documenti Vi sarebbero nuove importante acquisizioni da parte dei militari della Guardia di Finanza di Lecce nell'indagine sui palazzi di Via Brenta. Gli uomini delle Fiamme gialle, al comando del colonnello Patrizio Vezzoli, hanno passato al setaccio, nella giornata di ieri, gli uffici dell'assessorato all'Urbanistica, in viale Marche. Al centro delle nuove perquisizioni i documenti relativi al collaudo statico ed alla agibilità dei due palazzi, conservati proprio negli archivi dell'ex Opera Omni. Gli stessi inquirenti definiscono interessanti le carte acquisite nel corso dell'operazione, per cui non è escluso vi siano nuovi sviluppi. Nel corso della mattinata sono iniziate invece le perquisizioni degli uffici del Genio civile, in viale Don Minzoni, in cui sarebbe sparito l'intero fascicolo riguardante i palazzi di via Brenta. A denunciare la scomparsa sono stati i legali della SelmaBipiemme, la società milanese di leasing proprietaria degli edifici finiti sotto inchiesta, che avevano presentato richiesta di poter visionare gli atti. Una misteriosa scomparsa di cui si sta occupando, su disposizione del sostituto procuratore Imerio Tramis, proprio la Guardia di Finanza. Si è svolto ieri il nuovo interrogatorio di Giuseppe Naccarelli. L'ex dirigente del Comune di Lecce, arrestato lo scorso 20 ottobre 2009 con l'accusa di truffa, si è presentato, accompagnato dal suo avvocato Stefano De Francesco, dinanzi ai magistrati per chiarire alcuni aspetti dell'inchiesta sulla stipula del contratto di leasing per i due palazzi giudiziari di via Brenta. Lo stesso Naccarelli (la cui interdizione scadrà domani) avrebbe nuovamente tirato in ballo Massimo Buonerba, ex consulente di Adriana Poli Bortone, che, secondo l'ex dirigente, avrebbe avuto un ruolo importante nell'operazione finanziaria. 31 gennaio 2010 – Via Brenta, spunta un nuovo giallo Spunta un nuovo giallo nella già complessa vicenda dei palazzi di via Brenta. Al centro del nuovo mistero vi sarebbe la scomparsa del fascicolo, custodito negli archivi del Genio civile, relativo alla costruzione degli edifici destinati ad ospitare gli uffici della giustizia civile. A portare alla luce la misteriosa scomparsa, sono stati proprio i legali della Selmabipiemme, la società proprietaria dei palazzi di via Brenta (acquistati dalla Socoge dei fratelli Guagnano e poi ceduti con un contratto di leasing al Comune di Lecce per un costo complessivo di venti milioni di euro). Gli avvocati della società milanese alcuni giorni fa avevano richiesto di visionare gli atti del fascicolo. Ma di quelle carte (contenenti tutti i dettagli relativi alla progettazione e alla realizzazione della struttura), negli uffici di viale don Minzoni, pare non esserci traccia. Una scomparsa che, come era logico supporre, ha destato l'interesse della procura e del magistrato titolare dell'inchiesta sui palazzi di via Brenta: il sostituto procuratore Imerio Tramis. Sulla vicenda indagano intanto gli uomini della Guardia di Finanza. 18 gennaio 2010 – Via Brenta, verso un accordo sul leasing Il caso “Via Brenta” arriva in Consiglio comunale. Il sindaco di Lecce Paolo Perrone ha aperto l'assise cittadina convocata per questa mattina a palazzo Carafa, relazionando sulla controversia tra amministrazione comunale, Selmabipiemme e Socoge, proprietari degli immobili di via Brenta, per la risoluzione del contratto di leasing con il quale il Comune si era impegnato, prima della bufera giudiziaria, all'acquisto degli immobili dove hanno sede gli uffici del Tribunale civile. Il sindaco ha dato lettura dei pareri degli esperti da lui incaricati, i quali hanno verificato se esistono le condizioni per chiedere l'anamento di quel contratto di acquisto e se poi il prezzo chiesto dalle società milanesi per la vendita degli edifici, è adeguato all'attuale prezzo di mercato. “Facendo seguito alle delibere di giunta dello scorso 5 ottobre – ha detto Perrone – ho incaricato il professore Angelo Carlo Pelosi dell'Università Milano ed il professore Gualtiero Brugger della Bocconi, affinché fornissero parere sulla validità del contratto di leasing e sulla congruità del prezzo di acquisto dei due immobili di via Brenta. Ora, Pelosi, in merito al contratto e alla sua validità, ha concluso sulla possibilità del Comune di agire in giudizio per l'accertamento della ità o inefficacia del contratto, mentre Brugger asserisce che, relativamente alla stima dei due immobili e sulla base della relazione dell'Agenzia del territorio del 2004, agli stessi poteva essere attribuito un valore complessivo compreso tra 22,5 milioni di euro e 24,5 milioni”. Quindi molto meno di quanto erano stati valutati dai proprietari, circa 35 milioni. Uno spiraglio sulla risoluzione della controversia tra le due parti, si intravede proprio nella risposta delle società con sede a Milano. “Con la lettera formale del 23 dicembre scorso – ha aggiunto il sindaco di Lecce – l'Amministrazione comunale ha messo in mora la Selmabipiemme e la Socoge per la risoluzione del contratto del leasing per la ità dello stesso”. La Selmabipiemme, pur riscontrando in una nota di non condividere “l'impostazione secondo cui il contratto di leasing, nel quale il Comune è subentrato al precedente utilizzatore, sarebbe o o anabile”, si dichiara disponibile a “valutare soluzioni di mutuo soddisfacimento idonee a rendere sostenibili gli impegni finanzieri del Comune”, chiedendo un incontro che si terrà il prossimo 20 gennaio, alle 15.30. L'opposizione ha espresso pieno sostegno a Perrone. “Nell'incontro che si terrà il 20 gennaio con la Società finanziaria Selmabipiemme – ha detto il capogruppo del Pd Antonio Rotundo – il sindaco potrà contare sul consenso e sul sostegno del centro sinistra; la rappresentanza politica della nostra città è unita e compatta sull'obiettivo di anare il contratto di leasing”. Poi ha aggiunto: “Quel contratto, come ci confermano anche i consulenti nominati dal Comune, è stato sottoscritto senza gli atti deliberativi preliminari, essendo stato il Consiglio Comunale espropriato da qualsiasi funzione, così come pareri pro-vendita confermano il carattere eccessivamente oneroso e rischioso del contratto sino al possibile dissesto del bilancio perché sulla valutazione di congruità di quegli immobili grava una sovraprezzo di circa 21 milioni di euro”. Nel corso della seduta si è discusso anche sul rinnovo dei contratti di servizio con la Lupiae servizi, che, secondo il sindaco, “rappresenta un ulteriore ed importante passo in avanti verso l'ottimizzazione dei servizi alla cittadinanza, verso una riduzione dei costi di quei servizi e un maggiore controllo dell'amministrazione comunale sulle attività della sua partecipata”. Si è proceduto ad un affidamento triennale e non più quinquennale. In linea con la politica di progressiva riduzione dei costi dei servizi affidati alla Lupiae, per l'anno 2010 è stato previsto un impegno complessivo del Comune di 11.199.978 euro a fronte dell'impegno di 11.241.282 euro già previsto per il 2009. Ciò ha generato un risparmio immediato di 41.303,68 cui si deve aggiungere l'ulteriore risparmio di circa 78 mila euro per il mancato riconoscimento dell'adeguamento Istat, generando quindi un risparmo complessivo di 119.303 euro. Tra i punti all'ordine del giorno, anche i provvedimenti relativi alla convenzione per la “Gestione associata delle funzioni e dei servizi socio assistenziali – Piano di Zona 2010-2012”, approvati all'unanimità, come i provvedimenti attiativi del Piano sociale di zona. A tal proposito, i consiglieri di opposizione hanno proposto l'istituzione di un Osservatorio di monitoraggio sull'applicazione del Piano, una volta ratificato l'atto, e di convocare ogni 3 mesi la Commissione Affari sociali, “avendo il Piano sociale di zona l'obiettivo di dare risposte concrete a quei cittadini che rappresentano le fasce più fragili e deboli della società”. La proposta è stata accolta dal governo cittadino. Approvato all'unanimità anche il progetto per la realizzazione di una struttura del Consiglio nazionale delle ricerche da destinare alle attività istituzionali del Comune. E' stato inoltre deciso il rinnovo dell'adesione del Comune alla Giornata mondiale delle Città per la vita – Città contro la pena di morte. Approvato anche lo schema di convenzione per regolare i rapporti tra il Comune e la società Inergia spa per la realizzazione e la gestione di un impianto di produzione di energia eolica da insediare nel territorio del Comune di Surbo, ai confini di Lecce. Una domanda di attualità del consigliere Wojtek Pankiewicz ha inoltre richiamato l'attenzione dell'assise sull'albero di pino caduto ieri all'interno del campo scuola “Santa Rosa”. Il consigliere del Centro moderato ha così chiesto di provvedere a una migliore manutenzione e gestione della struttura. Pronta la risposta dell'assessore comunale allo Sport, Massimo Alfarano. L'assessore ha fatto sapere che già in mattinata è stato disposto un intervento per la pulizia del verde e che è stata convocata per il 27 gennaio una riunione con le associazioni sportive della città in cui si discuterà di eventuali cambiamenti da apportare al regolamento del centro che, ha sottolineato Alfarano, va senz'altro migliorato. Ultimo punto all'ordine del giorno, l'approvazione della modifica della circoscrizione di Casalabate: si è così avviato l'iter per il “passaggio” a Squinzano, Trepuzzi e Campi dell'area della marina di Casalabate ora nel territorio comunale leccese. 14 gennaio 2010 – Via Brenta. Perrone: “Nullo il contratto” Pronto ad intraprendere un'azione giudiziaria contro la società di leasing Selmabipiemme per porre fine al contratto sugli immobili di via Brenta. Paolo Perrone, primo cittadino di Lecce, considera o quel contratto e punta a chiedere la restituzione dei 9 milioni (su 35 più Iva) versati finora dal Comune. Le perizie richieste a due consulenti Gualtiero Brugger e Angelo Pelosi, il primo ordinario di Finanza aziendale presso l'Università Bocconi di Milano, ed il secondo ordinario di Istituzioni di Diritto privato presso la facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Milano, confermerebbero quanto dal sindaco sempre sostenuto, ovvero che quel contratto stipulato dal Comune fu nient'altro che un “malaffare”. Un contratto sconveniente ma anche irregolare per una serie di motivi: non venne preventivamente approvato dal Consiglio comunale; a firmare il contratto fu l'allora dirigente Giuseppe Naccarelli, il quale non aveva alcun titolo per farlo; sarebbe stata troppo superficiale l'attenzione del segretario generale Domenico Maresca. I pareri dei due esperti costituiscono anche un valido riscontro all'inchiesta per truffa e per falso condotta dalla Procura, che nei mesi scorsi ha portato all'arresto di Naccarelli, Vincenzo Gallo della Selmabipiemme, Pietro Guagnano, legale rappresentante della Socoge (la ditta che vendette i palazzi alla società di leasing) e ad iscrivere nel registro degli indagati Ennio De Leo ex assessore, Piergiorgio Solombrino, direttore generale, Roberto Brunetti, geometra comunale, Raffaele Attisani, ex dirigente all'Urbanistica, e Massimo Bonerba l'ex consulente giuridico della Poli, sindaco all'epoca dei fatti. 17 dicembre 2009 – Via Brenta. “C'era l'ok di Solombrino” Dopo l'interrogatorio di ieri a Roberto Brunetti, geometra comunale, l'inchiesta sui palazzi di via Brenta a Lecce dovrebbe aver acquisito tutti gli elementi utili a fare un primo punto della situazione. La convinzione degli inquirenti, al momento, è che se i due immobili vennero sovrastimati, non fu per responsabilità di Brunetti, ma di Piergiorgio Solombrino, l'ex ingegnere capo dell'Ufficio tecnico, che diede il suo “ok”. A questo sono giunti il pm Imerio Tramis e i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria dopo aver ascoltato le dichiarazioni del geometra. Resta, ora, da chiarire i singoli step che portarono l'amministrazione comunale a stipulare un contratto per l'acquisto in leasing dei due palazzi con l'impegno a versare 60 milioni di euro in 20 anni. E con annessa la sovrastima di Solombrino che indicò in 13 milioni di euro il valore di solo uno dei tre immobili, quando la Socoge di Pietro Guagnano, che li aveva costruiti, aveva fissato in due milioni e 920mila euro il costo per tutti e tre. Già il gip Ercole Aprile, nell'ordinanza di custodia cautelare per Guagnano, Vincenzo Gallo, funzionario della società di leasing Selmabipiemme, e Giuseppe Naccarelli, funzionario comunale, aveva rilevato abusi edilizi ed urbanistici che lasciavano supporre che fosse stato attuato un piano per favorire la Socoge. Stando alle ricostruzioni, questa avrebbe incassato 35 milioni di euro dalla Selmabipiemme una volta garantito il subentro del Comune. 4 dicembre 2009 – Liberi Naccarelli e Guagnano. Ma non potranno ritornare al lavoro Sono tornati liberi Giuseppe Naccarelli, dirigente del Comune di Lecce, e Pietro Guagnano, costruttore. Liberi dopo 43 giorni trascorsi dal secondo agli arresti domiciliari, dal primo in parte anche in carcere. Liberi, ma non del tutto, in quanto il gip Ercole Aprile ha disposto che per due mesi dovranno astenersi dalle loro attività professionali. Loro che il 20 ottobre scorso ricevettero la notifica di un'ordinanza di custodia cautelare dallo stesso Aprile per l'affaire di via Brenta. Il provvedimento emesso ieri prevede che Naccarelli non possa tornare a ricoprire l'incarico di dirigente comunale alle Politiche comunitarie e che Guagnano non si debba occupare dell'azienda edile Socoge che amministrava con il fratello Leonardo. La prima fase dell'inchiesta può dirsi dunque chiusa; gli inquirenti ritengono infatti di non poter acquisire ulteriori informazioni dai tre indagati (il terzo è Vincenzo Gallo, funzionario della Selmabipiemme che aveva lasciato i domiciliari dopo due settimane) interessati dai provvedimenti cautelari. 10 novembre 2009 – Via Brenta. Contratto o Il contratto di acquisto in leasing dei palazzi di via Brenta sottoscritto tra Comune di Lecce e finanziaria Selmabipiemme è o. Lo dicono i giudici del Tribunale del Riesame Laura Liguori, Stefano Marzo e Silvia Minerva nel provvedimento che ha respinto la richiesta di anare gli arresti domiciliari per Pietro Guagnano, 69enne amministratore della Socoge, costruttore di quei palazzi, costretto in regime di libertà ridotta dallo scorso 20 ottobre. Nullo perché cambiarono i termini dei contratti stipulati dalla Selmabipiemme prima con l'impresa Socoge dei fratelli Pietro e Leonardo Guagnano e poi con l'amministrazione comunale. Diverse domande sorgono a questo punto. Che fine faranno gli uffici del Tribunale civile, della Corte d'appello e del giudice di pace? L'amministrazione comunale sottoscriverà un contratto di affitto in attesa che tutta la questione assuma contorni più chiari? E infine: la Socoge dovrà versare 21 milioni di euro alla Selmabipiemme sulla base della clausola che prevedeva questo obbligo se il Comune di Lecce non fosse subentrato all'impresa edile? 5 novembre 2009 – Solombrino si è dimesso Dopo 37 anni di attività Piergiorgio Solombrino non è più direttore generale del Comune di Lecce. Ieri mattina ha consegnato al primo cittadino Paolo Perrone la lettera di dimissioni motivandole con la necessità di togliere “l'ente da ogni imbarazzo”. Solombrino è infatti indagato nell'ambito dell'inchiesta sugli immobili di via Brenta, acquistai dal Comune con un'operazione finanziaria che si sarebbe basata su una sovrastima del loro valore. “Non posso che esprimere apprezzamento per il gesto di Piergiorgio Solombrino – ha commenta Perrone – il quale ha voluto riportare serenità in un ambiente piuttosto turbato per gli sviluppi di questa inchiesta. Abbiamo sempre confidato nella sua esperienza e nella sua competenza e per questo motivo riteniamo che sia una scelta ponderata ed opportuna in un momento come questo. Dispiace dover rinunciare all'apporto di Solombrino nella nostra macchina amministrativa, ma ritengo che in questa fase sia legittima la decisione di voler dare un minimo di tranquillità a se stesso, alla sua famiglia e all'amministrazione comunale”. La stessa inchiesta sugli immobili di via Brenta ha portato all'arresto di Giuseppe Naccarelli, dirigente del Comune, ora agli arresti domiciliari. Il Tribunale dl Riesame ha intanto revocato l'ordinanza di custodia cautelare per il costruttore Pietro Guagnano che resta dunque ai domiciliari in attesa che la sua posizione venga meglio chiarita. 21 ottobre 2009 – Via Brenta. Naccarelli in manette Clamorosa svolta per il “caso via Brenta” a Lecce. Sono stati arrestati ieri i tre artefici dell'acquisto dei due palazzi divenuti sede del Tribunale civile, della Corte d'appello e del giudice di pace. Un contratto di leasing che ha impegnato l'amministrazione leccese a versare due milioni e mezzo di euro all'anno per 20 anni oltre ad un riscatto di 14 milioni di euro. Si tratta di Giuseppe Naccarelli, 40 anni, di Veglie, dirigente comunale già condotto nel carcere di Borgo San Nicola; Pietro Guagnano, 69 anni, originario di Noci (Bari) ma residente a Lecce, amministratore dell'impresa edile Socoge che costruì e vendette i palazzi; e Vincenzo Gallo, 57 anni, originario di Taranto ma residente a Milano, funzionario della finanziaria Selmabipiemme che sottoscrisse il contratto di leasing. A questi ultimi due sono stati concessi i domiciliari. Tutti e tre rispondono di truffa aggravata in concorso; Naccarelli anche di falso. L'ipotesi di truffa contestata ai tre indagati prende le mosse dal fatto che nessun contratto, né di leasing né d'affitto, poteva essere stipulato per i due edifici in quanto privi dell'agibilità e in quanto realizzati per ospitare uffici privati e non pubblici. Il gip Ercole Aprile, che ha emesso le misure cautelari su richiesta del pm Imerio Tramis, ha fatto presente il pericolo di inquinamento delle prove in virtù del fatto che Naccarelli ha continuato a lavorare in municipio dopo la sospensione dell'incarico di dirigente del settore Economico e Finanziario per l'inchiesta sui Boc, ed il successivo spostamento al settore delle Politiche comunitarie. Non solo. Aprile ha anche evidenziato la possibilità che i tre continuino a reiterare il reato di truffa. Domani Naccarelli sarà interrogato in carcere. A breve, inoltre, saranno convocati in Procura gli assessori della seconda Giunta Poli, che dovrebbero sapere come venne condotta l'operazione di leasing. Qualcuno potrebbe presentarsi in veste di indagato; qualcun altro solo come persona informata sui fatti. 17 settembre 2009 – Via Brenta. Il Comune sospende l'acquisto Paolo Perrone, sindaco di Lecce, vuole vederci chiaro e sull'acquisto dei due immobili di via Brenta destinati al Tribunale fa un passo indietro. Sull'annosa questione è infatti attualmente in corso un'inchiesta della Procura e, in attesa di saperne di più, al termine della riunione di Giunta di ieri, il sindaco ha deciso di sospendere in via cautelativa il pagamento delle rate alla “Selmabipiemme” di Milano, la società di leasing attuale proprietaria degli immobili. Non solo. L'esecutivo di Palazzo Carafa ha anche dato mandato al primo cittadino di incaricare un esperto, probabilmente un professore universitario del Foro di Milano, di approfondire le condizioni della trattativa che lega il Comune alla “Selmabipiemme”. I contratti di affitto in questione per i due locali risalgono rispettivamente al 2000 ed al 2003, quando l'Amministrazione cittadina era guidata da Adriana Poli Bortone. Il Comune era subentrato nella contrattazione di vendita dopo che i costruttori avevano aperto il leasing con la società milanese. La determina che sancisce il passaggio da contratto di affitto a leasing fu firmata dal dirigente di allora, senza passaggi in Giunta, ad un costo di acquisto fissato di 35 milioni di euro. “Una cifra che mi sembra spropositata – ha commentato Perrone – e che potrebbe minare la stabilità finanziaria del Comune. Anche perché – aggiunge – al di là del costo dell'immobile stabilito dal contratto, quel leasing ha un costo annuale di circa due milioni e mezzo di euro”. Pagamenti sospesi, dunque, in attesa di saperne di più. Ma non è escluso che si possano presentare nuove spese per l'Amministrazione leccese: la Selmabipiemme potrebbe intraprendere un'azione risarcitoria.

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