Sfratti in aumento. Il Sunia: ‘E’ allarme’

Lecce. Il sindacato denuncia la mancanza di attenzione per l’emergenza abitativa da parte del Comune

LECCE – Sono 4.000 i provvedimenti di sfratto in Puglia: di questi 1.283 nella provincia di Lecce che si guadagna una triste medaglia d’argento regionale, dopo Foggia, posizionandosi al secondo posto. I dati provvisori, diffusi in questi giorni dal Ministero dell’Interno, sono molto preoccupanti ed evidenziano una situazione di “emergenza abitativa” nel territorio a drammatica. Le famiglie vivono in ristrettezze economiche e sono colpite da una crisi che va oltre ogni limite di guardia sociale, non riuscendo più a pagare nemmeno la rata di affitto per la casa in cui abitano. Tradotto in cifre: nella provincia di Lecce, nel 2012, sono 279 le famiglie in più rispetto al 2011 che sono state sfrattate per morosità incolpevole. Mentre sono ancora più di 1.000 i provvedimenti ancora pendenti innanzi al Tribunale civile in attesa di giudizio. Cifre che danno un triste segnale sulla tenuta sociale nel territorio salentino. Il Sunia, sindacato degli inquilini ed assegnatari, lancia quindi, un nuovo allarme sfratti determinato dalle difficoltà che colpiscono una fascia sociale sempre più debole. Più volte dal Sunia è partito l’appello al Comune di Lecce, città ad alta tensione abitativa, di farsi carico, unitamente alle altre istituzioni locali, di questo disagio abitativo (sono circa 1.400 le domande presentate all’Ufficio Casa per un alloggio popolare), senza averne risposta. Così come, a tutt’oggi, non è stata ancora accolta la richiesta avanzata dal Sunia per l’attivazione di un tavolo di concertazione monotematico sulla crisi abitativa tra il Comune di Lecce e le Organizzazioni sindacali degli inquilini maggiormente rappresentative a livello territoriale, al fine di sottoscrivere, così come già fatto in altre città d’Italia, un Protocollo d’Intesa denominato “Salva Sfratti” per garantire un sostentamento per quelle famiglie costrette a subire lo sfratto per morosità incolpevole. “E che dire poi – aggiunge Mario Vantaggiato, della segreteria regionale del Sunia Puglia – del ‘piano nazionale per la città’ che avrebbe potuto rappresentare per Lecce una ottima opportunità per la realizzazione di nuovi alloggi popolari Erp-Iacp attraverso l’utilizzo di una parte delle risorse pari a 8.300.000 euro; si è invece pensato a destinare tali importi per opere, a nostro dire, meno urgenti come il ribaltamento della stazione ferroviaria, area ex cave di Marco Vito. Riteniamo inoltre – continua Vantaggiato -, che debba prendere immediatamente corpo il rilancio dell’edilizia sociale, partendo dal rapido impiego delle risorse ex Gescal ancora disponibili e colpevolmente non utilizzate dalla Regione Puglia. Un vero e proprio tesoretto di 379 milioni di euro ancora giacenti al 31 dicembre 2012 nella Cassa depositi e prestiti, che grida vendetta nei riguardi della Puglia che si guadagna pertanto il primato in graduatoria di Regione più inefficiente rispetto a molte altre Regioni d’Italia”. Articoli correlati: Lecce, emergenza casa Alloggi Erp. ‘C'è la graduatoria, mancano le case'

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