Mostra fotografica ai Cantieri Koreja

Franco G. Livera presenta UNTITLED, nell'ambito della rassegna di arti visive curata da Angela Serafino

Inaugurata oggi, sarà possibile visitare la mostra UNTITLED (con ingresso gratuito) sino al 19 marzo 2008. La serata prosegue alle 20.45 con TRITTICO BECKETTIANO trittico di performance Atto Senza Parole 1 con Fulvio Cauteruccio; Non io con Monica Benvenuti e L'ultimo nastro di Krapp con Giancarlo Cauteruccio per la regia di Giancarlo Cauteruccio premio alla regia 2006 dell’Associazione nazionale critici di teatro

Si inaugura oggi 1 marzo 2008 alle 18.30 nell’ambito STRADE MAESTRE 2007-2008 la stagione teatrale promossa da Cantieri Koreja, Provincia di Lecce, Regione Puglia e Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la mostra UNTITLED (ingresso gratuito) di Franco G. Livera nell’ambito di Arti-col-azioni 2007/2008 la rassegna di arti visive curata da Angela Serafino, che, giunta alla sua terza edizione, raccoglie elaborazioni/linguaggi eterogenei, corali e personali in cui le esperienze creative, diversamente affrontate nel tempo, offrono una sfumatura di maggiore intimità sia per gli artisti ché per il pubblico. In ciascuna delle proposte si affaccia una opzione teatrale intesa quale massima facoltà dello sguardo di estendersi, da vicino a lontano in una sorta di possibili appunti. UNTITLED è composta da una sequenza di fotografie (70×100 pellicola su metal; tiratura 1/3) che hanno come tema il corpo che con l’uso di una maschera, si presenta e si dissolve nello spazio. Il percorso si completa con la presenza plastica della maschera (quattro) utilizzate negli scatti. Tra le fotografie e le maschere c’è un legame, una similitudine. Entrambe svolgono un’azione teatrale: celano lo sguardo e inducono contemporaneamente ad estenderlo, fino al limite possibile. Le immagini di Livera, infatti possono sembrare a prima vista il resoconto visivo di uno spettacolo, di un teatro lontano e scarno, dove basta la presenza di un corpo-maschera ad elaborare l’azione. Lo spettacolo in realtà c’è ed è quello elegante del confine nell’intreccio nel quale confluiscono tre giochi per noi tra i più antichi e inquietanti: il gioco del mostrarsi e negarsi del corpo, il gioco di luci e ombre, il gioco del celarsi e rivelarsi della maschera. I confini, gli orli sono resi con cura, sintetizzando altri lunghi passaggi visivi, dove la luce non è solo un mezzo, ma diventa proporzione e direzione della dinamica compositiva. Operatore dell’immagine a tutto tondo Franco G. Livera, comprende nel suo lavoro, sia la fotografia ché i video rispettando le differenze tecniche, non tralasciando per entrambi gli usi, la valenza dell’immagine come testo complesso non referenziale. Il suo curriculum comprende mostre sia personali che collettive e collaborazioni con artisti di varia estrazione. (musicisti, videomaker, scrittori). E’ stato cofondatore del gruppo INTERZONE. Attualmente vive e lavora a San Pietro Vernotico(Br). Dagli anni ’90 maturando il suo linguaggio nella direzione della decostruzione, valutando la potenzialità del visivo, orienta il suo lavoro ad una forma di sottrazione della spettacolarizzazione riducendo qualitativamente la composizione tra poco colore e poco ornamento. Il suo lavoro fotografico si ricollega idealmente al senso pittorico del ritratto facendo ricorso ad uno studio e quindi ad una colta citazione della tradizione della pittura, intesa quale “Scrittura di luce”. La serata prosegue alle 20.45 con TRITTICO BECKETTIANO trittico di performance Atto Senza Parole 1 con Fulvio Cauteruccio; Non io con Monica Benvenuti e L'ultimo nastro di Krapp con Giancarlo Cauteruccio per la regia di Giancarlo Cauteruccio premio alla regia 2006 dell’Associazione nazionale critici di teatro. Atto senza parole si presenta come un lavoro mimico-gestuale che esalta e sottolinea l’incisiva capacità dell’attore di azione e espressione nello spazio scenico. Spazio abitato da oggetti in movimento creati dall’autore e qui utilizzati in una macchineria teatrale di forte impatto. Non io, uno dei più importanti dramaticule di Beckett, in cui la sostanza teatrale si riduce ad una bocca che parla di se stessa nel buio, uno dei “simboli” o “figura chiave” più indicati a rappresentare la sua poetica, è interpetato dalla cantante soprano Monica Benvenuti, nota nel panorama nazionale e internazionale per le sue interpretazioni nel repertorio della musica contemporanea. Ne L’ultimo nastro di Krapp un vecchio scrittore fallito, inesorabile mangiatore di banane e instancabile ascoltatore della sua voce registrata, si inoltra in “questo buio che mi circonda” per sentirsi meno solo. Lo spettacolo è stato salutato da un grandissimo successo di pubblico e stampa e il regista Giancarlo Cauteruccio è stato definito dalla critica “uno degli interpreti beckettiani più importanti in Italia”. Atto Senza Parole 1 con Fulvio Cauteruccio Non io con Monica Benvenuti L'ultimo nastro di Krapp con Giancarlo Cauteruccio regia di Giancarlo Cauteruccio di Samuel Beckett traduzioni di Carlo Fruttero e John Francis Lane scene André Benaim, costumi Massimo Bevilacqua, luci Trui Malten musiche ed elaborazioni sonore Andrea Vicoli regia di Giancarlo Cauteruccio foto di scena di Maurizio Buscarino Ingresso agli spettacoli: Intero 10 euro, Ridotto 7 euro

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