Mozione Giachetti-legge 50/50. La paura detta il rifiuto

Bari. La portavoce del Comitato 50/50 paragona la bocciatura della proposta di legge per la pari rappresentanza alla bocciatura della mozione Giachetti

BARI – Il recente rifiuto, a Montecitorio, della mozione Giachetti (415 voti contrari e 139 a favore) che proponeva il ritorno alla legge elettorale Mattarellum (un sistema elettorale misto, fondato su tre diverse modalità di ripartizione dei seggi: quota maggioritaria di Camera e Senato; quota proporzionale alla Camera; recupero proporzionale al Senato) ha spaccato i partiti (il Pd) e sollevato molte polemiche. In Puglia, la portavoce del Comitato legge elettorale 50/50 Magda Terrevoli, paragona quella bocciatura con quella della legge di iniziativa popolare 50/50 per la pari rappresentanza dei generi nella politica regionale pugliese. In Puglia, lo scorso novembre, i consiglieri regionali in votazione segreta hanno bocciato la democrazia. Di Magda Terrevoli* Rifletto su quanto accaduto in questi giorni in Parlamento con il rifiuto della mozione Giachetti ed avverto una perversa relazione tra questo e la risposta scomposta offerta dai Consiglieri regionali alla legge elettorale per la parità di genere in Regione Puglia. La stessa volontà di arroccamento, la stessa paura di cambiamento, la stessa paura ad accogliere in sede politica le trasformazioni ormai in atto nella società italiana. In entrambi i casi hanno negato una evidenza offrendo una risposta politica davvero insignificante La proposta Giachetti rappresentava quel desiderio, non colto, di offrire un segnale, di mostrare una volontà reale di lavoro per una soluzione immediata al Porcellum. Come può, oggi, una esponente di questo strano Governo giustificare il loro no, con un banale definizione di inopportunità. Inopportuno è stato semmai il loro rifiuto, vista la difficoltà che questa maggioranza (strana) sta incontrando nel rimuovere una legge elettorale odiata da tutti e considerata la causa / effetto di un potere sempre più chiuso all'esterno. Uguale scenario vissuto in Puglia per la legge di iniziativa popolare (non dimentichiamo le 30.000 firme raccolte) sulla doppia preferenza e la parità di genere. Anche quella proposta di legge non era la soluzione ad un problema rappresentato da un potere così maschile, solo tre donne tra 70 consiglieri, ma era una via per cominciare a percorrerla quella soluzione, o meglio a rincorrerla. Eppure in Consiglio regionale si è consumata l'ulteriore ipocrisia, è stato richiesto il voto segreto per affossarla. Abbiamo tutte e tutti assistito alla perfetta rappresentazione di un ceto politico, per la maggior parte ignorante sul testo ed il contesto, ma contrario per definizione. La paura ha dettato i tempi ed i modi del rifiuto, la paura di perdere una posizione dominante, traballante e discreditata ma, pur sempre, dominante. Eppure era una legge che veniva dalla strada, da un tempo dedicato alla costruzione di un percorso difficile ma capace di generare anche una sintesi tra diversi. La parola caratterizzante era ‘proviamoci’!, ‘Incominciamo a provarci!’. Adesso? In Italia, in queste consultazioni amministrative, si è votato con la doppia preferenza e molte donne sono entrate nei Consigli comunali. Faranno la differenza? Non lo sappiamo ma comunque portano i loro corpi, i loro vissuti in ambienti a loro solitamente ostili. In Parlamento con l'elezione di Laura Boldrini presidente della Camera, abbiamo incominciato a sentire parole nuove. Produrranno effetti? Speriamo, ma il fatto che ci siano è già una vittoria. Nel Parlamento pugliese la discussione è ferma (per ora?). Spero solo che non siano capaci di fare della mia – della nostra – Regione un'isola in controtendenza con quanto accade nel resto d'Italia. *coordinatrice portavoce Comitato legge elettorale 50/50 Articoli correlati: Mai più senza 50 e 50 ‘50 e 50'. Non una quota, la parità 50/50. Terrevoli: ‘Se non in Puglia dove'? 50/50 bocciata. Terrevoli: 'Una vergogna' Qui l'iter della proposta di legge: 50/50. La Puglia boccia la democrazia

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