Madonna dell’alto. Il miracolo della Piramide storica

San Donaci. Tornano le cicogne nella terra sacra ad Afrodite messapica delle acque dolci

SAN DONACI – Proprio a fine aprile, mese di morte e rinascita, sul campanile di San Donaci, si sono posate per miracolo due splendidi esemplari di cicogna bianca, simbolo da tempi immemorabili della dea madre e del BA egizio: lo spirito, l’anima immortale. Il primo maggio nidificano, dopo quasi 500 anni che non accadeva, nella terra di San Giovanni Montecantoni, fascia di terra che parte dalla Madonna dell’alto, scende nei pendii fino al paese fantasma della Giuanneddra, procede verso Malaski e giunge alla masseria medioevale Li Carritieddri, luoghi sacri da millenni alla dea madre ed Afrodite messapica delle acque dolci.

masseria medioevale li carritieddri Una notizia meravigliosa coperta da un’altra notizia orrida: proprio lo stesso giorno hanno trovato i corpi dei ragazzi assassinati con una violenza inaudita nelle terre sacre ad Afrodite. Nulla avviene per caso, la nostra terra magica ci ammonisce e ci ricorda che: un popolo spersonalizzato dalla sua cultura giunge ad atti barbarici ricodificando, in negativo, i luoghi che un tempo ritualizzavano la rinascita. C’è solo un modo per fermare tutto questo: facciamo parlare il popolo, libero di raccontare ciò che è stato tramandato nelle famiglie, senza essere accusato di ignoranza, anche se documentazioni storiche lo contraddicono, perché la storia è scritta dagli oppressori e la voce degli oppressi è tramandata oralmente da padre in figlio. Ogni etnia ha la sua spiritualità che va rispettata senza imposizione alcuna da parte dei cattolici praticanti. Anni fa proposi un questionario alle popolazioni intorno alle serre, le risposte furono molto interessanti in tutte le fasce di età, dai giovanissimi agli anziani. Alla domanda: quale spiritualità ti trasmette la serra o cosa ti ispira, ho ricevuto da ogni generazione risposte identiche, riscontrando una codificazione sociale intorno a quei luoghi millenaria.

chiesa paleocristiana madonna alto 700 dc Età 63 in su (Questa fascia di età mi ha risposto solo a Campi, negli altri paesi non ho avuto risposte) -Proprio lì, alla Madonna dell’alto, sul monte sacro, è nata la Madonna ed è morto il Signore sulla croce fatta con i rami di olivo del posto, quella che il re di Spagna portò via, con la forza, nella chiesa a Campi. Per questo la croce volò alle serre, voleva tornare a casa sua, prima i nostri antenati vivevano tutti lì. Non contenta, la croce, dopo tanti anni, si incendiò, per ricordare i fuochi sacri che si accendevano all’alto. La croce venne ricostruita con il legno del posto ed ogni volta che c’era siccità, la portavamo con le catene ai piedi, fino al monte sacro e lei faceva piovere. Prima prima dietro la croce suonavano i tamburelli. La chiesa della Madonna di Bagnara è stata la nostra prima chiesa, è dedicata alla Madonna perché la madre è più importante. Morto il Signore, resta sempre la madre che piange lacrime che sono acqua, come la pioggia che fa cadere il signore. Età 60-4O -Ricordo le feste sulla serra, i pic nic, i giochi nei tunnel. Quando entravamo nella casa rossa era come entrare nella nostra prima casa. Salivamo sulla cupola e dall’alto, osservando il panorama, dimenticavamo le difficoltà del vivere in paese e sentivamo solo un grande amore verso la nostra terra. Età 40-25 -E’ un luogo spaventoso, io ci sono andata una volta di notte, come prova di coraggio, quel bosco ruba l’ombra. Età 25 in giù -E’ un posto meraviglioso, nostro, ci andavamo per suonare, dei miei amici hanno composto anche una canzone sulla Madonna dell’alto. C’è pure una chiesa vecchia, vecchia. Il monte sacro nominato dalle nostre nonne altro non è che una specchia, cioè i resti di una piramide preistorica del 3000 aC, dove in realtà è nata la prima donna ed il primo uomo dei paesi limitrofi. Lì viveva il clan che ha dato origine alla popolazione attuale. La cosa sorprendente è che la croce messa sulla specchia ha fatto il miracolo di far piovere per due volte, tanto che la chiesa oggi è un santuario. Il signore della pioggia ci fa pensare al dio Menzana, che in alcune zone salentine veniva identificato nella madonna del latte, infatti anche nella chiesa paleocristiana della Madonna dell’alto, venne ritrovato un dipinto bizantino della Madonna del latte. Questo paradosso lo hanno tutti interpretato come un culto di Madre terra, sostituito dal divino maschile quando vi è stato un passaggio dal matriarcato al patriarcato. A me personalmente sembra una soluzione teologica presa da altri contesti. Nel nostro caso c’è qualcosa che non va. Intanto se in epoche paleocristiane la popolazione identificava la madre che allatta nel dio della pioggia, ciò tramanda una triplicità della dea, documentata archeologicamente dall’epigrafi messapiche della triade autoctona TANA, TAOTOR, IDDI, ritrovate in tutto il territorio salentino. Tana dai ritrovamenti archeologici di Porto Cesario, risulta essere una dea madre cacciatrice e signora degli animali. Tautor è un dio che nasce ctono, cioè legato agli inferi, al grano ed alla fertilità, assimilato in epoca ellenica in Zeus, in epoche romane in Minzana. Iddi ancora oggi è un mistero, non si sa a su questa divinità , se non la sua radice norrenica ides, che fa intuire che forse abbia a che fare con le valchire. La forma più antica di Taotor, la troviamo nella grotta Porcara, verso Santa Maria di Leuca, come dio Batius, il dio dei rovi. A pochi km della Madonna dell’alto sorgeva la polis Batias o BALENTAS (valesio in epoche successive), da BATIUS, il dio rovo. Anche nella grotta Porcara troviamo la triade. Il tempio consisteva in tre grotte, una sacra a Batius, l’altra ad Afrodite di Efeso (Artemide nera), la terza dove le uniche effigi risultano essere delle croci. Ma sono croci paleocristiane o preistoriche? Nelle vicinanze di Leuca sono stati molti i menhir ritrovati a forma di croce, ci viene da associare la croce ad Astarte-Tanit, visto il ritrovamento di un epigrafe messapica dove compare una DEA ASTI. Ma che senso aveva un terzo tempio dedicato alla croce se croce ed Afrodite preistorica erano la stessa cosa? La croce era una divinità a sé, rappresentava la triade o, come in altre zone era il simbolo dell’araba fenice (cicogna, fenicottero, ecc), cioè l’eternità dello spirito divino, assimilato in seguito con le cariti e le grazie? Per le nonne della zona balentina la croce, la Madonna di Bagnara (dell’acqua, paludi, del latte, delle lacrime dell’Addolorata) ed il Signore che risorge e fa piovere sono la stessa cosa. Ad un km dal santuario troviamo una masseria intitolata “Li veli di afro”; questa ci fa pensare alle tre grazie. Il sincretismo intorno al Taotor cattolico di Campi, Santo Oronzo, ci fa pensare a Tanit, Atena e Zis, infatti accanto al santo troviamo Santa Monica, signora di Cartagine, Sant’Irene assimilabile ad Atena o alla caride Irene. Le madonne ritrovate intorno al santuario sono: -la Madonna del Carmelo e l’addolorata nella cappella settecentesca della Masseria Bagnara -l’edicola della Madonna del Carmelo sulla Campi-San Donaci, a pochi metri dal viadotto messapico -l’edicola della Madonna del pozzo nella zona Occhineri , ad un km dal santuario -La Madonna nera in terracotta della famiglia Occhineri, di provenienza bagnara, frantumatasi nell’ottocento. Tutte madri riconducibili alla signora preistorica della palude che in territorio italico si chiamava MARICA, MARIA come la Madonna. Ritornando alle interviste è molto interessante la risposta che quasi all’unanimità, in tutti i paesi, ha dato la generazione che ha rimosso ed abbandonato la collina sacra ‘il bosco ruba l’ombra’, la stessa identica risposta che pochi anni fa ha dato la popolazione greca sul monte Luparco, dove Zeus ctono, figlio di Amantea, dea della palude, mise un ramo di olivo, preso dal posto, nella fonte per far piovere. Ecco cosa tramandano le risposte sulla croce fatta di rami di olivo del posto che fa piovere: luparchie , supportata dal fatto che le specchie sembrano essere pelasgiche come le luparchie. Quindi il culto tramandato sulla serra è quello della nostra triade, dove compare la Venere preistorica delle paludi ed il dio ctono, riti di prosperità della terra e fertilità della donna. Sui pendii della serra troviamo la Masseria Montecantoni, nelle pozze intorno sono stati tramandati riti preistorici di prosperità della donna ed è stata ritrovata la testa di Afrodite messapica del IV sec ac.

afrodite ritrovata sui pendii della serra iv sec ac Attraversando la Cellino-Campi giungiamo nel paese fantasma della Giuanneddra, dove il nucleo più irriducibile legato alla terra d’origine, resistette fino agli anni ’60. Grazie alle donne di questo borgo i culti di prosperità della donna vennero eseguiti fino a quasi i nostri giorni. Tra la Giuanneddra e Malaschi, procedendo direzione San Donaci, troviamo un’antica costruzione, che ricorda il tempio delle camene. Proprio lì venne ritrovata negli anni ’80 l’epigrafe della sacerdotessa MILLANOA di Afrodite messapica del IV sec ac. Subito dopo Malaschi, sulla Campi-San Donaci, sorge la masseria Li Carritieddri, legata più alla popolazione di Villa Baldassarre. Proprio nella masseria, in questa terra sacra da sempre alla dea, hanno nidificato le cicogne. Mi fermo qui, rendendo pubbliche le risposte su Malaschi, la Giuanneddra, Carritieddri, al prossimo articolo. Proteggendo nel frattempo i nascituri delle cicogne in terra di Afrodite.

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