PET: altri pazienti di Calabrese risarciti

 

Cavallino. Altri 5 pazienti del centro calabrese saranno risarciti del costo della prestazione PET effettuata privatamente per le inefficienze dell’ASL – GUARDA IL VIDEO

Nuova sentenza di condanna per la Regione Puglia nell’affaire “PET-TC Calabrese”. Un terzo gruppo di pazienti del Centro di medicina nucleare di Cavallino (Le) hanno chiesto e ottenuto il rimborso del costo delle prestazioni diagnostiche effettuate in regime privato. Anche in questo caso la difesa dei cinque pazienti affetti da patologie tumorali, è stata curata dal Codacons e in particolare dall’Avv. Massimo Todisco che era già stato contattato da Striscia la Notizia per raccontare i precedenti casi. Si tratta di una situazione al limite della follia. A Lecce esiste solo il centro privato accreditato Calabrese di Cavallino, che dispone di un accreditamento “anomalo”, in quanto non viene affidato un budget annuale alla struttura (come per tutte le altre strutture ambulatoriali e come prescrive la legge), bensì di un tetto di spesa rinnovato in maniera irregolare e spesso arbitraria. Il risultato è che i pazienti che hanno diritto ad effettuare la prestazione salvavita della Pet, o prenotano fuori territorio o sono costretti a pagare l’esame (salvo poi chiedere il rimborso e vincere il ricorso). La Regione Puglia dovrà rimborsare le somme (all’incirca 1000 euro per paziente) entro 120 giorni dalla notifica della sentenza. Articoli correlati: Il caso dei pazienti difesi dal Codacons su Striscia (16 maggio 2012)  Diritto alla salute negato: Regione condannata (31 marzo 2012)

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