Cig in caduta: -30% in un mese

Lecce. Ad aprile autorizzate 449.438 ore; +229,3% rispetto al 2012

LECCE – Cala il ricorso alla cassa integrazione, ma le cause sono da ricercarsi nel sostanziale blocco degli interventi in deroga. Ad aprile, le ore complessivamente autorizzate dall’Inps alle aziende della provincia di Lecce sono state 449.438, con una diminuzione del -30,3% rispetto al precedente mese di marzo (664.586 ore). Le richieste maggiori sono arrivate dai settori industriale (326.725 ore) ed edile (118.363), seguiti da commercio (2.938) e artigianato (1.412). Rispetto al mese di aprile 2012, invece, nel quale furono autorizzate complessivamente 136.470 ore, si registra un incremento pari a +229,3%. Nel dettaglio, da uno studio effettuato dalla Uil sugli ultimi dati Inps, emerge una crescita degli interventi straordinari (la Cigs, per crisi più strutturali): da 90.626 ore autorizzate a marzo 2013 si è passati a 197.175 ad aprile, con un aumento del +117,6%. Non solo. Si evidenzia un aumento ancora più marcato della Cigs, pari al +9.379,6%, se si confrontano i dati di quest'anno con quelli di aprile dello scorso anno, quando furono autorizzate 2.080 ore. In controtendenza – solo apparente – le richieste di cassa integrazione in deroga (Cigd), che diminuiscono, ma solo per effetto “dei noti problemi di finanziamento dello strumento”, sottolinea il segretario generale Uil Lecce, Salvatore Giannetto. Rispetto al mese di marzo 2013, le ore di Cigd autorizzate ad aprile, pari a 18.827, registrano una riduzione del -77%. Sull'anno, invece, il decremento è del -64,1%. “Il dato sulla cassa integrazione in deroga – spiega Giannetto – non deve ingannare, in virtù del fatto che molte aziende hanno terminato questo ammortizzatore sociale tanto da ricorrere alla mobilità, ulteriore segnale di cessazione dell’attività produttiva e del conseguente licenziamento dei lavoratori. Che il dato della Cigd sia anomalo, poi, lo conferma anche l’andamento della cassa straordinaria che schizza con +117,6% su marzo. Indice, questo, sia di un possibile travaso da crisi congiunturale a crisi strutturale per molte aziende, sia di un possibile ritorno alla Cig straordinaria di ‘crisi’ aziendali passate per la cassa in deroga. La sostanza non cambia. La crisi colpisce duro e senza politiche di crescita l’ombrello degli ammortizzatori rischia di essere insufficiente. Per questo – conclude il segretario generale Uil Lecce – il nuovo Governo deve sapere che dare certezze di risorse ad oltre 450mila lavoratori tutelati dalla cassa in deroga, non è una opzione ma un imperativo e che, nel contempo, si deve aiutare il sistema produttivo a riprendersi a partire dallo stimolare un consumo interno senza il quale parlare di ripresa diventa, purtroppo, una chimera. I fondi stanziati per la Cigd con l’ultimo decreto (pari circa a un miliardo di euro) sono solo una prima importante risposta per le migliaia di lavoratori che hanno diritto a ricevere queste risorse, ma siamo ancora molto lontani dalle reali necessità”.

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