Produttori e commercianti decimati. Ma Leverano è in fiore

DOSSIER FIORI //Leverano. Numeri in picchiata dal ’96 ad oggi. A 10 mesi dal passaggio di gestione del mercato floricolo in mano al Comune, più controllo e trasparenza e una strategia anticrisi

Leverano. La crisi c’è e si fa sentire. Il mercato floricolo leveranese ha subito, come quello di Taviano, un calo vertiginoso nelle vendite e nel fatturato. Produttori e commercianti sentono sulle loro spalle il peso di una situazione che fatica a migliorare. Nonostante questo, però, si va avanti, cercando di individuare delle strategie scaccia crisi. Per un’estensione di 16mila metri quadrati con una superficie coperta di 2.200 metri quadrati il mercato di via Ancona è passato a luglio 2012 ad una formula di gestione diretta da parte dell’ente comunale.

il mercato floricolo di Leverano dall'esterno Creato successivamente a quello di Taviano per far fronte alle esigenze dei produttori che operavano nell'area nord-occidentale della provincia salentina, inizialmente, l'attività del mercato era destinata a trovare uno sbocco per la produzione locale invernale e primaverile relativamente ai gladioli. La crescente espansione delle produzioni poi ha aumentato il volume degli scambi e l'interesse degli operatori verso questo mercato. I numeri parlano più di mille parole e descrivono l’impressionante calo registrato nel settore nel corso di questi ultimi anni.

fiori di crisantemina al mercato di Leverano Se confrontiamo i dati relativi ai numeri degli operatori, commercianti e produttori, dal ’96 ad oggi, notiamo come sia calata l’affluenza dei frequentatori del mercato leveranese, che fino al’96 vantava circa 100 produttori con posteggio fisso e circa 300 con posteggio giornaliero e 350 commercianti per ogni giorno di mercato. Oggi la media è calata notevolmente con il risultato di 90 commercianti censiti e 110 aziende produttrici che affittano gli spazi di vendita mercatali suddivisi in box o carrelli per ogni giorno di mercato. Abbiamo raggiunto produttori, commercianti e responsabili amministrativi del mercato dei fiori di Leverano e abbiamo tracciato con loro un punto della situazione.

fiori di aster, una tra le numerose varietà conferite al mercato leveranese Come vanno le cose? “Le cose vanno – ci rispondono i produttori – trascinate con forza ed inerzia, non ci sono grandi guadagni, c’è crisi” Riuscite a mantenere un prezzo che vi permetta di andare avanti? “Non è sempre così, ma in questo periodo ci sono alcune produzioni in esubero, i fiori sono un bene deperibile, non di prima necessità, quindi a volte, ultimamente troppo spesso, si fatica a mantenere il prezzo e si svende la merce”

momenti di compravendita all'apertura del mercato “A quasi un anno dal passaggio all’internalizzazione del servizio ad opera del comune- ci spiega poi il responsabile amministrativo del mercato floricolo Marco Romanello – superata la fase iniziale di transizione strutturale, stiamo cercando di individuare delle strategie efficaci atte a rilanciare l’economia legata a questo mercato” In che modo, cercate una collaborazione fattiva con i produttori, collaborate? Quali sono le risposte che avete ottenuto finora? “Cerchiamo di coinvolgere sinergicamente le aziende produttrici in modo da convogliare le attività e gli sforzi di tutti i principali attori coinvolti nel processo economico legato alla floricoltura del territorio, ma non è sempre facile. Spesso, forse a causa di precedenti progetti poco produttivi e concreti, da parte dei produttori registriamo un atteggiamento scettico e poco incline alla collaborazione. Faccio un esempio concreto: il prossimo week end nei giorni 18 e 19 maggio, avremo ‘Leverano in fiore’, rievocando la vecchia manifestazione leveranese di 20 anni fa, che è il seguito delle precedenti edizioni della manifestazione ‘Note fiorite’ il cui nome non abbiamo potuto conservare in quanto il marchio ‘note fiorite’ è stato poi brevettato in un paese dell’Emilia Romagna. All’iniziativa ‘Leverano in fiore’ metà dei produttori aderenti nelle scorse edizioni non ha più dato la propria disponibilità. Siamo passati da 30 operatori a 17 che hanno deciso di conferire i fiori per la manifestazione”

i carrelli affittati dalle aziende produttrici presso la struttura mercatale Cosa farete voi per cercare, come Ente comunale, di dare una mano, di rilanciare l’economia del mercato? “Noi cerchiamo di offrire un servizio in materia economica al nostro tessuto sociale, ai produttori presenti sul territorio. A breve approveremo il nuovo regolamento del mercato in Consiglio comunale, in progetto c’è un ritorno al passato, a quella che una volta era la Commissione qualità che decideva lo status di prima o seconda scelta dei fiori, la commissione era e sarà nuovamente costituita dalle rappresentanze dei produttori presenti sul mercato. Idee, poi, ce ne sarebbero tante, ma anche gli amministratori sono tenuti a fare i conti con la scarsità di risorse odierne”. Quanti operatori comunali sono impegnati a gestire i mercati? “2 o 3 operatori gestiscono all’esterno del mercato gli accessi ed io come amministratore all’interno mi occupo della riscossione, fatturazione e stiamo iniziando a raccogliere qualche statistica utile per gli amministratori”. Sarà possibile l’interconnessione dei mercati? “S’inizia a parlare di collaborazione tra i mercati di Taviano, Leverano e Terlizzi, si sta pensando ad una proposta legata ad una commercializzazione all’esterno”. “Il periodo non è dei più semplici – dichiara l’assessore leveranese alla floricoltura Massimiliano D’Angela – ma questo mercato rappresenta parte principale dell’economia del nostro territorio leveranese e dovrà necessariamente rialzarsi, ci stiamo adoperando da 10 mesi a questa parte, in prima persona per mettere in atto strategie di rilancio. Intanto 18 e 19 maggio invito tutti a venire a vedere ‘Leverano in fiore’ “.

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