La crisi 'secca' anche i fiori

DOSSIER FIORI // Taviano. Mercato floricolo. C’è crisi. I produttori lamentano un forte calo nelle vendite, faticano a far girare la loro economia

Taviano.Il crollo dei prezzi costringe i produttori floricoli a svendere i propri prodotti, lavorati nelle aziende floricole. Col sudore della fronte, dall’alba al tramonto. Lilium, delle specie più prestigiose di L.A., Asiatico e Longiflorum, crisantemina, rose, gerbere, calle, stadice, gladioli, garofani e tantissime altre specie di fiori recisi, piante e verde sono ai minimi storici in quanto a prezzo sul mercato. Abbiamo iniziato il nostro reportage dal primo gradino, quello più largo, raccogliendo le voci di chi il mercato lo fa, lo vive, lo riempie, lo frequenta quotidianamente: i produttori floricoli e insieme a loro i commercianti (compratori, grossisti e negozianti). Il Tacco è stato con loro durante le compravendite, assistendo al carico e scarico della merce, per cercare di capire se oggi c’è ancora spazio per la bellezza delicata dei fiori.

il momento dell'apertura della compravendita ore 16.00 Come va il mercato? Si sente la crisi? “Il mercato è morto – risponde il produttore tavianese di gerbere W.P.- non è più quello di un tempo. La crisi c’è da 3 o 4 anni, ma in questo settore il colpo lo abbiamo accusato a partire dall’anno scorso” Cos’è successo? “Troppe tasse, costi di corrente, riscaldamento e manodopera salatissimi, un’inflazione dell’offerta che ha rovinato tutto, a questo poi dobbiamo aggiungere anche l’importazione dei prodotti olandesi e stupide leggi, come quella cimiteriale che vieta l’utilizzo di fiori recisi durante tutto il periodo estivo, tutto questo fa calare i prezzi e noi siamo costretti a svendere i nostri prodotti”.

fiori di stadice conferiti al mercato tavianese Cosa si potrebbe fare per migliorare le cose? Di chi sono le responsabilità, aldilà della crisi dilagante che impazza, comunque, dappertutto? “Le Istituzioni dovrebbero ridurre le tasse, il costo della benzina agricola ha raggiunto picchi notevoli- ci spiega un altro imprenditore floricolo tavianese, M. O. produttore di lilium – abbiamo pagato anche 1,10 euro a litro l’inverno scorso per riscaldare le nostre serre, ormai non ce lo possiamo più permettere, riuscire a mantenere un operaio è diventata un’impresa e inoltre manca una cooperativa, alla quale affidare la gestione dell’acquisto della materia prima e della vendita al mercato”.

scarico merci ad opera di due produttori Voi comprate la materia prima, cioè i bulbi, dall’Olanda, in media un grande produttore quanti bulbi consuma all’anno? “Acquistiamo la materia prima dai rappresentanti, ma sarebbe più conveniente che una cooperativa si occupasse dell’acquisto, potrebbe acquistare una maggiore quantità di materia prima ad un prezzo molto più conveniente. In media un grosso produttore di lilium consuma 500mila l’anno. Ma in questo periodo, purtroppo, gran parte della merce, del prodotto lavorato finito, poi alla fine lo buttiamo via, insieme a tutta la nostra fatica”!

fiori di calle conferite al mercato tavianese Avreste un esempio di compravendita che vi piacerebbe si attuasse anche in questo mercato? “Qui adoperiamo il cosiddetto ‘modello arabo’, cioè ognuno vende la propria merce, stabilendo il proprio prezzo, senza alcuna regola precisa, senza alcuna commissione qualità, mentre sarebbe opportuno attuare il modello olandese. In Olanda si usa l’asta al ribasso, ovvero una particolare forma di asta competitiva, detta anche olandese perché lì usata proprio nel mercato dei fiori. Si parte da una base elevata che il banditore abbassa fino a che non viene fatta un'offerta. Questo affrancherebbe noi produttori dall’immane lavoro legato al fatto di doversi preoccupare di piazzare la propria merce sul mercato, fare il prezzo, trovare gli acquirenti, dopo aver seguito tutte le fasi della produzione fino al prodotto finito, ovvero fiori recisi, raccolti, lavorati e assemblati in fasci o mazzi da 10, 20, 30 o 100 steli, a seconda dei tipi di fiori e trasportati nelle apposite vasche o secchi al mercato”.

rose conferite al mercato di Taviano da aziende produttrici di Terlizzi Ai negozianti non va certo meglio: “Nell’ambiente stimiamo un calo nelle vendite attorno al 30%” ci fa sapere il negoziante A.P. mentre contratta con un produttore il prezzo delle rose.

fiori di limonium Cosa contate di fare? “Sperare in tempi migliori, cercare la strategia giusta per affrontare un altro anno, stringere i denti e andare avanti oppure… cambiare mestiere”.

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