Metallo: ‘Bilancio partecipativo si, ma piccoli comuni in difficoltà’

L’INTERVISTA. Racale. Il sindaco è stato il primo a rispondere a M5S ma precisa che l’iniziativa può essere fattibile solo se lo Stato rende effettivi i trasferimenti

RACALE – Donato Metallo, sindaco di Racale è stato il primo a dire si, circa due settimane fa, all’incontro organizzato da Movimento 5 stelle, mettendo a disposizione la sala e partecipando al dibattito sul Bilancio partecipativo, quel bilancio in cui una quota è detenuta dai cittadini che possono così essere protagonisti delle decisioni di spesa degli amministratori. Come dire cittadini ed istituzioni in connessione, entrambe parti attive del territorio. Sindaco Metallo, lei crede nella bontà dello strumento partecipativo riguardo al bilancio? “Io ho aderito all’iniziativa, ma ho anche precisato l’importanza di dover debitamente tener conto delle difficoltà tecniche, che in questo particolare momento sono tante, con le quali un Comune ha a che fare in un processo di bilancio. Le risorse sono poche e a questo si devono aggiungere le incertezze del momento circa Imu e trasferimenti statali”. Crede allora che l’idea del bilancio partecipativo non sia fattibile? “E’ fattibile, nel momento in cui lo Stato rende effettivi i trasferimenti, è indubbiamente molto importante che i cittadini partecipino alle scelte, è importante che chi opera su una porzione di territorio poi sia anche protagonista delle scelte legate a quel territorio, ma sarebbe bene che i cittadini fossero a conoscenza anche delle scelte legate ai tagli che un’amministrazione compie”. Quindi un bilancio non partecipativo, ma partecipato? “Un bilancio partecipativo fine a se stesso non serve, ciò che veramente sarebbe bene accadesse è un processo di cambiamento che presuppone un cambiamento culturale per poi giungere al bilancio sia partecipato (prima) che partecipativo (poi) e ai processi partecipativi in genere che dovrebbero, a mio avviso, diventare una regola nei nostri piccoli Comuni”.

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