I Toromeccanica al concertone. Chissà se stavolta…

Roma. Salentini nella capitale. Con in testa un sogno: entrare tra le band che contano. Ecco come si sono preparati alla “grande occasione”

ROMA – Ci speravano e ce l’hanno fatta. I Toromeccanica sono tra le sei band che oggi pomeriggio si contenderanno la possibilità di esibirsi nella fase serale del concertone del Primo Maggio, in piazza San Giovanni a Roma. Salentini, come i Crifiu, hanno raggiunto la fase finale dell’1MFestival arrivando fino a Roma. Ed è già una grande soddisfazione. Ma non è finita. I Toromeccanica, al secolo Gianpiero Della Torre (voce), Matteo Tornesello (chitarra), Iulo Merenda (chitarra), Mauro Levantaci (basso), Giorgio Maruccia (batteria). Eccoli, ad un passo dalla grande occasione. Ragazzi, ve l’aspettavate? “Ci speravamo, forse è più corretto! Come ogni volta che ci si trova davanti ad una sfida ed hai la certezza di aver fatto tutto il possibile e poi tocca a qualcun altro giudicare il tuo lavoro. In quel momento inizi a sperare perché a crederci ormai ci hai fatto l'abitudine, quell'abitudine che ti accompagna ogni giorno e ti fa sognare ogni notte”. Come avete trascorso le settimane precedenti il grande giorno? “Ci siamo chiusi in sala prove e abbiamo ripassato i brani fino allo sfinimento, tentando diverse soluzioni per migliorare la performance e cercando di memorizzare stati d'animo e intenzioni così da poterle trasportare su quel palco, al meno fino al punto in cui l'emozioni non prenderanno il sopravvento, perché è quello che inevitabilmente accade davanti a così tanta gente”. Al pubblico romano presenterete i brani “L'Amore ai tempi della crisi” e “Non mi sbilancio”. Come li avete scelti? “Sono due dei brani più amati dal nostro pubblico e questo costituisce una grande spinta, per noi. Anche se, tra i nostri ‘pezzi forti’ annoveriamo che il grande classico ‘Bungalow’, che ci ha aperto un po’ di porte nella musica, un cavallo di battaglia storico, diciamo”. Che cosa significa esibirsi al Primo Maggio? “Significa prendere al volo un'altra bella occasione, farsi una mega esperienza e portare sempre a più persone la tua musica. Significa farsi le ossa, cercare di portarsi a casa il migliore dei ricordo e farsi sempre la stessa domanda: Chissà se stavolta….?” Sul palco di Roma, e nel retropalco, verrete a contatto con i grandi della musica. Quale incontro vi emoziona di più? “Indubbiamente quello con gli Elio e le storie tese. Oltre ai grandi autori come Fabi e Gazzè, gli ‘Elio’ per noi rappresentano da sempre il gruppo guida, un collettivo di persone che ha fatto dell'autoironia una ragione di vita, la musica come una dose di positività e buon umore. La musica, lo humor e la grande intelligenza che caratterizzano ogni aspetto di questa band sono per noi una benedizione divina, manna dal cielo, faro nella notte, acqua nel deserto”. Vi contenderete lo scettro con altri salentini, i Crifiu. Come viete questa sfida nella sfida? “I Crifiu li abbiamo conosciuti musicalmente in giro per il Salento l'estate scorsa e siamo molto felici di rappresentare insieme a loro non solo il Salento ma tutta la Puglia anche perché insieme costituiamo due modi disitinti di concepire la musica, entrambi ben radicati sul nostro territorio. Loro molto più legati ad un contesto etnico-culturale che nasce dalla tradizione popolare e si mischia alla world music affrontando temi importanti; noi siamo un po’ quelli che vengono dalle band nate in garage e che hanno in testa le chitarre elettriche e che ad un certo punto trovano una strada, dei testi più intimi e personali, che utilizzano la fantasia per ogni aspetto musicale che si accorgono di fare qualcosa di nuovo, che prima non c'era. Del resto, come dicono gli sessi Crifiu, ‘La Musica sta cambiando’”.

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