Taurisano, cinque anni senza ecocentro

INCHIESTA. Taurisano. La Igeco Spa non ha mai realizzato l’ecocentro previsto dal contratto. Il Comune deve quindi accollarsi spese extra per lo smaltimento dei rifiuti abbandonati per strada. Ed i cittadini pagano due volte (nella foto: Taurisano. Scarti edili, ovvero rifiuti speciali, abbandonati ai margini delle cave dismesse, sulla strada per Acquarica del Capo. Proprio sotto il cartello "Divieto di discarica")

TAURISANO – “Se la ditta incaricata del servizio rifiuti avesse realizzato l’ecocentro, così come previsto dal contratto, non si creerebbero, in alcune nostre strade, sempre negli stessi punti, discariche abusive”. L’assessore all’Ambiente del Comune di Taurisano Francesco Damiano ammette le difficoltà a vigilare sul rispetto dell’ambiente. Ammette anche la mancanza di risorse economiche e di personale da destinare all’attività di controllo su strade e campagne. Che, come documentato in più circostanze dal Tacco d’Italia (leggi qui e qui), si trasformano in discariche a cielo aperto di ogni tipo di rifiuto. Anche di rifiuti speciali, come gli scarti da lavorazioni edili, che vengono abbandonati con noncuranza ai margini del cantiere oppure portati poco più in là, nelle cave dismesse o ai bordi delle strade provinciali, dove controllare è difficile e quindi nessuno paga. Nessuno, tranne il Comune – cioè i cittadini -, costretto farsi carico di costi aggiuntivi per la raccolta dei materiali abbandonati e per il loro conferimento nelle strutture adeguate. “Abbiamo già pagato – riferisce Damiano – decine di migliaia di euro per gli interventi non programmati”. Tuttavia, se la Igeco Spa, la ditta che gestisce il servizio rifiuti a Taurisano, avesse realizzato l’ecocentro, cioè la struttura – una delle otto previste in tutta la provincia – dove i cittadini possono conferire gratuitamente i rifiuti ingombranti di cui vogliono liberarsi, la situazione probabilmente non sarebbe così difficile da gestire. Perché il cittadino poco accorto ci penserebbe due volte prima di abbandonare i rifiuti per strada, rischiando sanzioni amministrative e penali. Del resto, la realizzazione della struttura, assieme alla sua gestione, a totale carico della ditta, è stata una delle voci che ha maggiormente inciso sulla decisione dell’Ato Lecce 3 di affidare, cinque anni fa, l’appalto del servizio rifiuti alla Igeco. Per la precisione, il contratto d’appalto prevedeva che la ditta realizzasse un ecocentro nel territorio di Ruffano ed uno in quello di Taurisano. A Ruffano gli impegni sono stati mantenuti. A Taurisano no. Addirittura il contratto prevede premi speciali o sconti sulla tassa sui rifiuti per i cittadini più attivi nel conferimento. Ma senza ecocentro, di quei premi e quegli sconti non c’è nemmeno l’ombra. I cittadini, insomma, non possono risparmiare. Così la Igeco versa, ogni anno, alle casse comunali, una sanzione di circa 20mila euro per i disservizi riscontrati e segnalati, di volta in volta, dal Comune all’Ato, che li verifica. In cinque anni di contratto, le sanzioni hanno raggiunto i 100mila euro. Perché la Igeco spa non ha realizzato l’ecocentro? Perché preferisce pagare una multa superiore al costo totale dell’ecocentro? Perché pare non abbia trovato, in cinque anni di tempo, l’area più adatta, da acquistare o da affittare, e da destinare alla struttura. Come è possibile? A chi conviene questo disservizio? Il Comune, che realizzerà comunque un ecocentro, invece l’area l’ha trovata: si trova sulla strada provinciale per Miggiano, praticamente di fronte alla zona industriale. Lì sorgerà un ecocentro comunale, finanziato per 209mila euro (109mila euro dalla Regione e 100mila dalla Provincia) che dovrà necessariamente essere completato, per legge regionale, entro il 31 dicembre 2013. Intanto, nell’attesa che diventi operativo l’Aro 10 (Ambito di raccolta ottimale, che ha sostituito l’Ato nella gestione dei rifiuti), nel quale rientrano, oltre a Taurisano, anche i Comuni di Ugento, Acquarica del Capo e Presicce, il contratto con la Igeco è scaduto nel novembre 2012 ed è in regime di proroga (su disposizione regionale). Quando l’Aro sarà pienamente attivo, i Comuni che lo compongono provvederanno a pubblicare il nuovo bando per l’affidamento del servizio rifiuti, un unico bando per tutti e quattro i Comuni. E, anticipa Damiano, probabilmente nel bando verrà inserita anche la voce della gestione dell’ecocentro comunale. // Nucleo di controllo del territorio, un tentativo fallito Per vigilare sull’abbandono incontrollato di rifiuti sul territorio comunale, il Comune di Taurisano ha istituito, nel novembre 2011, il Nucleo di controllo del territorio: tre unità, tra cui un vigile urbano, un dipendente dell’Ufficio tecnico ed uno dell’Ufficio Urbanistica, incaricate di effettuare ispezioni e segnalare gli abusi. Prima in maniera “bonaria”, con il solo scopo della prevenzione, poi in maniera più forte, attraverso sanzioni. L’attività del Nucleo si è interrotta ad un anno dalla partenza. Per mancanza di fondi e di personale, spiega Damiano. In un anno ha comunque conseguito dei risultati, fotografando gli abusi e segnalandoli al Comune. Dalle segnalazioni sono scaturite 15 ordinanze sindacali in tema ambientale e 10 in tema urbanistico. “Dopo un anno di attività, portata avanti con grandi sforzi, non siamo più riusciti a garantire il servizio. I Comuni non riescono a far fronte a tutti gli impegni in tema ambientale. Ogni intervento extra di rimozione di rifiuti e conferimento in discarica ci costa un migliaio di euro. Sono spese che non riusciamo a sostenere”. // I paladini dell’ambiente. Arrivano le Gev A marzo 2013 si sono conclusi i corsi organizzati dalla Provincia di Lecce per la formazione delle Gev, le Guardie ecologiche volontarie. Si tratta di figure che vengono formate sui temi del controllo ambientale e che possono costituire un valido aiuto ai Comuni o alla Polizia provinciale nell’attività di ispezione territoriale. La Regione Puglia ha previsto l’istituzione delle Gev con legge regionale 10 del 28 luglio 2003, affidandone la competenza alle Province. E la Provincia di Lecce, dal 2009 ad oggi, ha organizzato due corsi di formazione, abilitando in tutto un centinaio di guardie ecologiche, che hanno ottenuto il decreto di guardia giurata particolare da parte del prefetto. Recentemente Palazzo dei Celestini ha anche istituito l’Ufficio del corpo Gev che si occuperà di gestire l’attività dei neopaladini dell’ambiente. Non si sa di preciso quando le Gev salentine entreranno effettivamente in azione. In una prima fase affiancheranno la Polizia provinciale nelle “uscite” e si occuperanno principalmente di controlli sull’attività venatoria. Le Gev svolgono attività volontaria e vengono inviate dall’Ufficio provinciale laddove ci sia bisogno della loro attività, ovvero presso quei Comuni che ne facciano richiesta per far fronte alle emergenze ambientali. Ai Comuni spetta comunque la copertura assicurativa delle guardie ecologiche ed il rimborso spese per eventuali spostamenti. Significa nuovi soldi “extra”, che escono dalle casse pubbliche. Se esistesse l’ecocentro ed i cittadini vi potessero conferire i propri ingombranti, pagherebbero una volta sola: la tassa comunale sui rifiuti. Anzi pagherebbero di meno quanto non facciano oggi, perché, come si legge nel contratto Igeco-Ato Lecce 3, la tassa sarebbe scontata, per i più attivi “conferitori”. L’abbandono incontrollato dei rifiuti per strada significa invece pagare due volte: oltre alla tassa comunale, anche i costi sostenuti dal Comune per gli smaltimenti. E intanto alimentare l’economia illegale e gli interessi della mafia.

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