Puglia smart: 6 milioni per progetti Ict voluti dai cittadini

Bari. Aggiudicate le risorse per i bandi Apulian ICT Living Labs e Pre-Commercial Public Procurement. 19 i progetti giudicati meritevoli di finanziamento

BARI – Mentre la crisi dilaga nell’economia reale, prende corpo la “Smart Puglia”, la regione intelligente e democratica che coniuga innovazione, sostenibilità e inclusione per uscire dalla congiuntura negativa più forte e accogliente di prima. Sono state aggiudicate le risorse per i bandi Apulian ICT Living Labs (laboratori viventi) e Pre-Commercial Public Procurement (appalto pre-commerciale). Più di 6 milioni di investimenti per entrambi gli interventi suddivisi in 19 progetti. Nella loro prossima realizzazione si incarna la speranza di un territorio che ha dimostrato di saper dare ascolto ai bisogni di ciascuno, anche degli individui più deboli e fragili della società. Con i laboratori viventi (Apulian ICT Living Labs) infatti per la prima volta l’utente finale passa al timone diventando l’artefice di un processo che partendo proprio dalle sue esigenze e trasferendo la ricerca dei laboratori alla vita reale, diventa un prodotto. Undici i progetti in graduatoria per investimenti che superano i 4,6 milioni di euro e riguardano 20 imprese (cinque di Bari, cinque di Lecce e uno di Foggia). Le aziende, singolarmente o in raggruppamenti, hanno presentato proposte nel settore dei Beni culturali, del Governo elettronico per la pubblica amministrazione, dell’Inclusione sociale e invecchiamento attivo e in salute, dell’Istruzione ed educazione. Di grande impatto la carica innovativa dei progetti. Un’impresa ha elaborato un sistema robotico multimediale per l’apprendimento personalizzato degli studenti dislessici, un problema che riguarda 350mila studenti tra i sei e i 19 anni (uno studente su 20). C’è poi chi progetta una piattaforma per la conoscenza integrata del patrimonio di musei e biblioteche, condivisa e fruibile da parte di tutti i cittadini, attraverso la rete e sui dispositivi mobili, mentre l’archivio storico di un Comune sarà digitalizzato e pubblicato, applicando i principi degli ‘open data’ per trasformarlo in risorsa disponibile per la comunità. C’è anche chi immagina promozioni innovative del territorio attraverso un sistema unico e integrato di servizi turistici, erogati in modalità multi-dispositivo e multi-canale, ma anche chi progetta un sistema di voto elettronico e la sperimentazione di forme di eDemocracy per favorire meccanismi di comunicazione innovativa e interattiva tra Amministrazioni e cittadini. Nasce persino una nuova metodologia che, con tecniche di elaborazione delle immagini, di realtà virtuale, tracking spaziale e sensoristica avanzata, realizzerà un sistema mini-invasivo per gli interventi in laparoscopia, in grado di guidare il chirurgo con sicurezza nella visualizzazione 3D e nella navigazione in tempo reale nel distretto addominale. Ad indicare queste necessità sono stati proprio gli utenti finali attraverso la partecipazione alla prima fase del bando finalizzata appunto a stilare una mappa dei fabbisogni. A questa fase hanno partecipato più di 130 soggetti esprimendo circa 400 fabbisogni. I progetti delle imprese invece sono stati individuati nella seconda fase dell’intervento che ha realizzato l’incontro tra domanda e offerta. È stata aperta poi una seconda finestra alla quale le imprese possono partecipare ancora, sino alle ore 13,01 del 30 aprile 2013, accedendo alla procedura telematica del portale www.sistema.puglia.it. Con l’appalto precommerciale (Pre-Commercial Public Procurement) la Regione guida di concerto con le imprese, lo sviluppo di soluzioni tecnologicamente innovative dai primi stadi della ricerca fino allo sviluppo pre-commerciale di un prodotto. Si tratta in particolare di un appalto pubblico per la realizzazione di una serie di attività di ricerca e sviluppo finalizzate alla progettazione, produzione e sperimentazione di prototipi di prodotto/servizio non ancora idonei all'utilizzo commerciale ma che potrebbero affacciarsi al mercato dopo essere stati perfezionati e industrializzati. Il bando ha coinvolto il servizio Politiche Benessere Sociale per l’individuazione dei fabbisogni, mentre l’appalto innovativo è stato strutturato con gli Affari Generali che hanno condiviso la sperimentazione di questa nuova forma di gara d’appalto. Una volta partita, l’attività prevede una prima fase di ricerca industriale e sviluppo sperimentale e una seconda di validazione e verifica dei prototipi. Le proposte richieste dovevano riguardare due principali macroaree tematiche: “Assistenza e Inclusione” e “Sicurezza e Salute”. L’esito della gara ha premiato quattro progetti nella prima area per un importo totale di oltre 656mila euro e il coinvolgimento di dieci imprese (singole e in raggruppamenti) e quattro nella seconda per un valore totale superiore ai 729mila euro e l’interessamento di otto aziende (singole e in raggruppamenti). Tra i vincitori, due imprese hanno progettato una nuova gamma di dispositivi innovativi a supporto degli audiolesi, da sperimentare sugli iscritti all’associazione Fiadda. Un raggruppamento di quattro aziende ha elaborato invece un sistema di telemedicina per l’assistenza medica generale e specialistica a domicilio da testare per quattro mesi su cittadini malati di Alzheimer e cardiopatici. Altre quattro imprese hanno progettato un sistema indossabile elettromiografico ed elettrocardiografico per la rilevazione del rischio caduta da sperimentare per quattro mesi su dieci persone autosufficienti che presentano tuttavia forme di fragilità direttamente legate all’invecchiamento. C’è persino chi ha inventato un gioco interattivo per soddisfare i fabbisogni di continuità assistenziale dei giovani malati di diabete e motivare i cambiamenti dei loro comportamenti: la sperimentazione del prototipo sarà condotta su dieci giovani pazienti diabetici e dieci non diabetici e durerà due mesi. // I commenti “Una Puglia più innovativa, sostenibile e inclusiva ha più possibilità di uscire dalla crisi – ha detto l’assessora allo Sviluppo economico della Regione Puglia Loredana Capone -. Attraverso i laboratori viventi abbiamo voluto creare connessioni tra i bisogni di servizi dei cittadini e la qualità dell’impegno della pubblica amministrazione e abbiamo collegato entrambi con le imprese. Questi operatori spesso agiscono separatamente pur potendo giovarsi dell’impegno reciproco. Così accade frequentemente che i bisogni delle persone restino insoddisfatti e che imprese e amministrazioni pubbliche eroghino servizi che non soddisfano le necessità delle comunità. Le connessioni tra i tre soggetti insieme possono permettere alla pubblica amministrazione di costruire un intervento mirato e alle imprese di erogare servizi che trovano una domanda, generando per di più la soddisfazione dei cittadini. L’obiettivo era ambizioso, ma i progetti arrivati sono la dimostrazione che il percorso intrapreso è quello giusto”. “Nel progetto Living Labs siamo passati dalla competizione alla collaborazione e applichiamo il principio della co-progettazione per sviluppare un modello consapevole e inclusivo – ha concluso Sabrina Sansonetti, presidente di InnovaPuglia, la società regionale che gestisce il bando per incarico della Regione Puglia -. Attraverso la consultazione pubblica del territorio, che ha prodotto ad oggi una mappa di oltre 400 fabbisogni, vogliamo fare innovazione sociale, stimolando l’ingegno e la creatività collettiva e il catalogo dei partner disponibili a collaborare alla sperimentazione è la rappresentazione di una connessione possibile tra bisogni, cittadini e soluzioni innovative. Questo processo consentirà di creare un modello consapevole capace di superare la resistenza alla tecnologia, affinché vi sia il reale miglioramento della qualità della vita e un maggiore benessere collettivo”.

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