Fanghi di dragaggio mescolati col terreno. Sequestrati 20mila metri

Brindisi. Nuova operazione del Noe di Lecce nelle campagne tra Brindisi e Taranto: fanghi e rifiuti da demolizione stoccati tra gli ulivi

BRINDISI – Continuano i sequestri di terreni nell’area tra Brindisi e Taranto. Dopo quelli effettuati lo scorso 25 marzo, quando i carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Lecce apposero i sigilli ad una ex cava dismessa e ad un terreno agricolo nei quali erano stati stoccati e tombati circa 25mila tonnellate di fanghi di dragaggio provenienti dal porto di Taranto e relativi all'ex area “Belleli”, nelle scorse ore nuove aree sono state interessate da analogo provvedimento. Si tratta di due terreni agricoli, estesi per un totale di 20mila metri quadrati, a ridosso della superstrada che collega Brindisi a Taranto. Lì erano stati illecitamente tombati e stoccati fanghi di dragaggio, presumibilmente provenienti anch’essi dal porto di Taranto, e plastiche ed inerti da demolizioni edili. I fanghi si erano mescolati col terreno dove recentemente erano stati piantumati alberi d’ulivo. Le indagini del Noe proseguono per verificare quanti altri terreni delle campagne brindisine (e non solo) siano stati contaminati con la medesima tipologia di rifiuti speciali, con inevitabili conseguenze anche per la salute umana, se si considera che le due aree sequestrate sarebbero diventate degli uliveti e, in ogni caso, sono adiacenti a dei frutteti. Dopo il sequestro, il proprietario dei terreni, un agricoltore del posto, è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Brindisi; l'ipotesi di reato che gli viene contestata è i gestione illecita di rifiuti speciali ed esercizio di discarica abusiva. 25 marzo 2013 Rifiuti speciali. Sequestrata area di 30mila metri BRINDISI – Una distesa impressionante di rifiuti speciali. 15mila tonnellate in tutto, stoccate e tombate in una cava dismessa ed in un’area agricola estese complessivamente circa 30mila metri quadrati. I carabinieri del Noe di Lecce hanno eseguito un sequestro preventivo d’urgenza sulla strada statale 16 che porta da Brindisi a San Vito dei Normanni, in località contrada Chiusura grande e in località Mascava. I rifiuti speciali erano costituiti da fanghi di dragaggio provenienti dal porto di Taranto relativi all’area ex Belleli, inerti da demolizioni edili, conglomerato bituminoso, plastiche e rifiuti ferrosi.

Noe Brindisi

Già i primi accertamenti escludono la possibilità che i fanghi di dragaggio potessero essere utilizzati per ripristini ambientali in terreni agricoli, essendo impiegabili solo per ricolmamenti in aree ad uso industriale con falda acquifera naturalmente salinizzata.

Noe Brindisi

Allo stato attuale delle indagini sono quattro le persone iscritte nel registro degli indagati da parte della Procura di Brindisi: i proprietari della ex-cava e del terreno agricolo, il titolare della società di autotrasporti e un autista, sorpreso dai militari mentre era intento a scaricare i rifiuti in uno dei due siti. Per tutti l'ipotesi di reato contestata è di gestione illecita di rifiuti speciali ed esercizio di discarica abusiva.

Noe Brindisi

Mentre le indagini proseguono per approfondire ulteriori aspetti della vicenda, il pubblico ministero Giuseppe De Nozza ha già provveduto a convalidare il sequestro del Noe. Ecco i video dell'operazione del Noe:

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