Grandi elettori pugliesi divisi tra Marini e Rodotà

Roma. In corso le procedure di voto per l'elezione del nuovo capo dello Stato. Pdl compatto sul nome di Franco Marini. PD spaccato. Sel e M5S convergono su Rodotà

A partire dalle ore 10 inizieranno le complesse procedure di voto per l'elezione del successore di Napolitano, il dodicesimo presidente della Repubblica italiana. I 1.007 grandi elettori (Senatori, deputati e delegati regionali) si ritroveranno a Montecitorio per dare il via al processo di voto che si prevede piuttosto macchinoso. Saranno due votazioni al giorno a scandire il prossimo calendario parlamentare, la prima alle ore 10 di oggi, poi alle 16 e nuovamente domattina. Per queste prime tre tornate il quorum è fissato a due terzi, ovvero 672 voti. Si procederà poi a maggioranza semplice (504 voti) a oltranza, incluso il fine settimana. In teoria il centrosinistra può contare su 496 grandi elettori, il centrodestra su 270, Monti 70 e Movimento 5 Stelle 162 voti. Franco Marini parte in pole position, potendo contare sul voto in massa di Pdl-Lega. Le divisioni sono invece forti all'interno del centrosinistra, con Nichi Vendola che ha annunciato il voto a Rodotà di Sinistra Ecologia e Libertà. Anche a livello di Pd regionale ci sono diverse defezioni.

rodotà

Stefano Rodotà Il vicepresidente del Consiglio pugliese Antonio Maniglio (Pd), uno dei tre grandi elettori in rappresentanza della regione Puglia, ieri sera sulla sua pagina facebook ha stigmatizzato come sbagliata la scelta del suo partito di votare Franco Marini. Ecco il suo “post”: “L'assemblea ha votato la proposta per Marini, avanzata da Bersani: 200 circa a favore, 90 contrari… È UN ERRORE GRAVE”. Antonio Decaro (Pd), alla sua prima esperienza di parlamentare, ieri si è dissociato dal segretario Bersani, votando contro l’elezione di Marini. “Stasera il PD ha scritto credo una delle sue più brutte pagine – si leggeva ieri sera sulla sua pagina facebook -. Consapevolmente e intenzionalmente si è deciso di prendere una strada che sappiamo non porterà niente di buono, soprattutto al PD stesso. Io stasera ho fatto quello che sentivo e ho votato contro la candidatura di Franco Marini. Secondo me prima delle ‘larghe intese’ andavano cercate le ‘nostre intese’. Non possiamo condividere un nome con Berlusconi perdendo per strada una parte del Pd e Sel”. La deputata Teresa Bellanova, solitamente molto “presente” su facebook, non ha sciolto la riserva circa il suo personale voto, postando un messaggio molto sibillino. Rispondendo ad un appello della consigliera regionale di Parità Serenella Molendini, che la esortava a non “disconnettersi dal popolo di centrosinistra”, ha scritto: “Cara Serenella, come sai (perché ci conosciamo bene) non sono una che si appassiona al toto-nomi. Il nostro partito ha dato un grande segnale nell'elezione dei presidenti di camera e senato. sono certa che lavorerà anche in tal senso per il presidente della Repubblica. A mio parere si rende necessaria l'elezione di un, o una, Presidente che sia soprattutto in grado di garantire, da un lato, il rispetto rigoroso della Costituzione – troppe volte nel corso degli ultimi anni esposta a duri ed ingenerosi attacchi – ed il rispetto delle regole della democrazia, dall'altro l'esigenza di cambiamento profondo che la situazione del paese ed i cittadini italiani richiedono a grandissima voce. un profilo autorevole, il più possibile condiviso che rappresenti lo spirito e l’unità della nazione tutta. Un abbraccio, Teresa”. Quindi? Allineamento a Bersani? O voto indipendente? L’altro grande elettore portavoce della Regione Puglia, Onofrio Introna (Sel), presidente del Consiglio pugliese, al termine dell’assemblea dei grandi elettori del centro-sinistra, sempre dalle pagine di facebook si è dichiarato in assoluta sintonia con la linea del leader del suo partito, Nichi Vendola, convergendo sulla scelta di Stefano Rodotà. Tutti i grandi elettori del partito vendoliano ieri hanno abbandonato l’aula dopo la proposta di Bersani di votare Marini. Ecco il messaggio di Introna: “All'assemblea dei grandi elettori del centro-sinistra, Nichi Vendola ha proposto il prof. Rodotà, un nome alto e credibile. Quando ha sentito Bersani fare il nome di Marini… ha abbandonato la sala, seguito da tutti i grandi elettori SEL. La nostra decisione non rappresenta una valutazione negativa per Marini, di cui abbiamo grande stima. La decisione di votare Rodotà è nella prospettiva di aprire una fase nuova,che ci viene chiesta a gran voce dal Paese”. Nino Marmo (Pdl), consigliere regionale di opposizione, non si è espresso esplicitamente sul suo voto ma è praticamente certo che voterà per Marini.

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