Salentine indemoniate

La storia di Maria: l’affronto a Sant’Antonio, la processione delle vergini, l’esorcismo, la casa con la finestrella in alto

Intervista settembre 1986 Donna di Campi Salentina – Hai mai visto un’indemoniata? -Si, da bambina ne abitava una nella mia stessa via – Puoi raccontarmi la sua storia? – Maria era fidanzata da quando aveva appena undici anni con un giovane del nostro paese. Avevano fissato la data del matrimonio, ma qualche mese prima lui fuggì con la sua migliore amica. Lei, quando apprese la notizia, per la disperazione tirò un pugno al quadretto di sant’Antonio del fuoco che era sul suo lettino, si sentiva tradita anche dal santo al quale aveva raccomandato il suo amore. La stessa notte dal finestrino in alto nella sua camera scese la processione di vergini vestite di bianco con il fuoco in mano e la indemoniarono. – Come la indemoniarono? – Le vergini avevano in mano la fiamma eterna. – Cosa faceva l’indemoniata? – Urlava e bestemmiava tutto il giorno, si arrampicava sui muri, tremava… io la sentivo, ero bambina ed avevo paura. Ogni notte scendeva dal suo finestrino la processione. – Cos’erano ? Anime? – No, no, era la processione delle vergini del fuoco. Con Sant’Antonio non si scherza, è terribile quando si vendica, lui comanda i diavoli. – Vuoi dire che Sant’Antonio è un capo demone? – No, no. Sant’Antonio del fuoco tiene legati i demoni che obbediscono a lui perché è potente, ma li può anche sciogliere. – Maria venne esorcizzata? – Si, i suoi genitori fecero venire un esorcista, ma non riuscì a scacciare il demone del tutto. Ogni anno, quando arrivava la data del giorno che Maria aveva rotto il quadro e bestemmiato il santo, dal finestrino scendeva la processione delle vergini del fuoco e la indemoniavano di nuovo. Secondo me era tutto colpa di quei finestrini antichi, in alto alle stanze da letto. Da quello di casa mia scendeva l’uru. – Maria continuò a vita ad indemoniarsi? -No, no. La madre di Maria capì che era colpa della casa, la vendettero e ricominciarono una nuova vita in un’altra casa. Con il tempo Maria trovò marito e visse serena. – Dalla casa continuarono a scendere le vergini del fuoco? -No, no. Non c’era più Maria e non scese più a, tutto si spezzò così.

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Dipinto della chiesetta della Madonna degli angeli XVI sec dc , a pochi metri dalla casa dell'indemoniata, le tre Marie tra inferno e paradiso Ho studiato a lungo questo caso di possessione, per la sua singolarità, è una via di mezzo tra l’esorcismo e l’adorcismo, inoltre sembra un sincretismo tra Vesta, Demetra, Tautor ed il cristianesimo. E’ l’unico caso di possessione che mi è capitato di studiare dove a portare il demone sono delle vestali. Per cercare di capire il meccanismo che fece indemoniare Maria ho innanzitutto studiato la sua casa, il suo quartiere e la cultura della sua famiglia.

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Casa di Maria, lo scolo della cisterna La casa dove viveve Maria si trova in via San Francesco nel quartiere ‘la concia’, uno dei pochi siti di Campi abitato anche in epoca messapica, come testimoniano i numerosi granai sotterranei a botte ritrovati sotto le abitazioni. La zona era adibita dai messapi alla coltura del grano, vi era un piccolo stagno quasi di fronte alla casa di Maria, oggi è una piazzetta denominata lago di Kola. Tra la casa di Maria e lago di Kola vi era una costruzione identica a quella di fronte alla Madonna della mercede, oggi completamente murata ed adibita a deposito.

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la casa di Maria La casa di Maria è adiacente a porta sant’Oronzo, ritenuta dagli storici locali residuo di antiche mura del paese nel medioevo. Dalla porta inizia una discesa, artificiale, oggi cementata, fino all’epoca di Maria era ricoperta di chianche, al centro c’è un pozzetto, doveva essere un arcaico metodo per la raccolta di acqua piovana, oggi il pozzetto è collegato direttamente con la fognatura. Ho visitato la casa pochi anni fa, prima che la ristrutturassero, le stanze più antiche sono tre, alte poco più di due metri, a botte, costruite ad L intorno al pozzetto di scolo. Da documentazioni catastali risulta che i familiari di Maria furono i primi proprietari dell’abitazione, che risulta in un’unica particella ed essere composta dalle tre stanze a botte, lo scolo cisterna ed il tempietto frontale. Era quindi una famiglia autoctona della cupa, coltivata a grano dai borghi messapici delle serre ed abitata probabilmente da vestali o sacerdotesse.

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Casa di Maria Essendo un nucleo familiare dove era stata tramandata la cultura e la religione degli antichi, come spesso succedeva in tutto il Salento, il matrimonio le fu combinato in modo da creare un clan di famiglie dove poter confrontare una storia patria completamente diversa dalla storia appresa dall’esterno. Maria doveva ereditare anche la casa con la sua storia. Il matrimonio mancato spezzò completamente e per sempre il suo equilibrio, le spettava una vita di non confronto, di disagi e solitudine. Ecco perché scattò nella sua mente questo infernale meccanismo, mise alle strette inconsapevolmente i suoi genitori a scegliere o la casa o il demonio. Riuscì così a rifarsi una nuova vita tramandando comunque la cultura degli antichi nella sua storia da indemoniata.

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Antica costruzione accanto alla chiesa della Madonna della mercede a CAMPI Dalla sua storia e dalla sua casa deduciamo infatti che nei campi vicino agli acquitrini le sacerdotesse mantenevano vivo il fuoco perenne con il quale si accendevano i fuochi sacri, in accordo con altre testimonianze tramandate un po’ ovunque in Salento.

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