Salve, turismo a (sole) tre vele

 

Salve. Legambiente assegna una votazione sufficiente al Comune e alle sue marine. Le motivazioni? Al primo posto, la mancata programmazione paesaggistica

SALVE – Il turismo non è solo mare. Significa anche programmazione e tutela del territorio, attenzione per le esigenze dei villeggianti. E’ dalla media delle prestazioni registrate in tutti questi settori che Legambiente, ogni anno, assegna le sue “vele” alle località turistiche d’Italia. Da una a cinque. E Salve quest’anno ne ha ottenute tre. Un giudizio sufficiente, che però suona come una bocciatura se si pensa alle potenzialità che il territorio potrebbe sviluppare. Ma non lo fa. Legambiente Salve motiva le “tre stelle” analizzando le prestazioni del Comune, nei diversi ambiti presi in considerazione. Dall’analisi emerge il ritratto di un territorio del tutto privo di regolamentazione, dal punto di vista paesaggistico, da quello energetico, da quello relativo alla gestione dei rifiuti, e così via. Legambiente sottolinea, in particolare, l’aumento della percentuale di territorio occupata da seconde case, evidenziando come la mancanza del Pug crei “gruppi di edificabilità a macchie di leopardo”. Ecco il passaggio in cui si fa riferimento all’aspetto della programmazione territoriale e in cui è presente un preciso riferimento a località Montani: “L’assenza di un Piano urbanistico generale crea gruppi di edificabilità a macchie di leopardo compromettendo una pianificazione armonica del territorio, es. Torre Pali, loc. Montani, numerosi progetti per residence fuori dai nuclei abitativi o al limite dei 300 metri dal mare e in aree adesso protette dal Piano paesaggistico Regionale. Mancata presenza quindi di aree naturali protette, di musei e di siti archeologici fruibili”. La mancanza di pianificazione viene chiamata in causa anche relativamente allo stato delle aree costiere: “La pressione sui sistemi idrici dei mari vicino alla costa è aumentata. Mancanza di una pianificazione dei fabbisogni in rapporto alle unità abitative come ad esempio la viabilità e il fabbisogno idrico”. Ed anche relativamente alla risposta del Comune alle esigenze dei turisti. Salve non sarebbe in grado, secondo Legambiente, di fornire ai villeggianti le migliori condizioni di permanenza sul proprio territorio, trascurando, nello stesso tempo, le esigenze dell’ambiente: “Scarsi parcheggi pubblici in prossimità delle marine. Crescono senza nessun controllo i parcheggi privati di ben oltre 7000 mq così come stabilito la delibera del 31 marzo 2006. Mancanza di un coordinamento per consentire la giusta distribuzione di turisti lungo tutto il litorale con il risultato che la pressione antropica è notevolmente superiore a quella che la spiaggia e il sistema naturale costiero può sopportare. Camper e auto ancora circolano e sostano sui resti delle dune. I chioschi vengono ancora montati senza controllo e senza rispettare le dovute distanze dal piede dunale come previsto dal piano direttorio. Alcuni operatori decidono di scavare dei varchi per accedere rapidamente in spiaggia o di infilzare qualunque genere di segnaletica sulle dune”. Scarsa è anche l’attenzione alle energie rinnovabili e ad una corretta gestione dei rifiuti. Si legge nel documento di Legambiente: “Nulla è la percentuale di approvvigionamento da fonti rinnovabili sui tetti degli edifici pubblici, come pure nessuna iniziativa per incentivare gli impianti (fotovoltaici) ad uso domestico. Non risultano impegni dell’amministrazione alla riduzione dei consumi (patto dei Sindaci disatteso)”. Ed ancora: “La percentuale della raccolta differenziata è intorno al 18%, di gran lunga inferiore ai parametri di riferimento e con investimenti inadeguati sulla sensibilizzazione. Aspettiamo iniziative per praticare la differenziata alle marine e per ridurre la quantità dei rifiuti. Iniziative per dissuadere chi, soprattutto tra le attività commerciali, non pratica la differenziata. Poca chiarezza e informazione sulla raccolta di rifiuti speciali unita a mancate sanzioni, con il risultato di micro discariche sparse sul territorio di eternit, pneumatici usati, materiale di risulta dell’edilizia, oli sversati, batterie. Manca un monitoraggio sull’utilizzo delle compostiere distribuite. Auspichiamo pure una rapida realizzazione di un ecocentro che sicuramente va incontro alle esigenze della popolazione”. Qui il documento di Legambiente nella sua versione integrale. Articoli correlati: Il Salento d’amare colpito al cuore Il villaggio con la ‘stalla’ al centro La collina delle selci

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!