Tre critiche al sindaco di Casarano

Casarano. Lettera aperta al sindaco Gianni Stefano da parte del cittadino Piergiorgio Caggiula, ex coordinatore cittadino di Italia dei valori

Se tre indizi fanno una prova possiamo dire di averne a sufficienza per giudicare negativamente l’esperienza dell’attuale governo cittadino. Nato sotto gli auspici del rinnovamento e del cambio di rotta rispetto alle gestioni precedenti anziché perseguire obiettivi di risanamento e di tutela dei servizi e della loro qualità ha palesato invece le caratteristiche tipiche del berlusconismo più becero. Leaderismo sfrenato, esecutivo debole e facilmente controllato dal presidente del Consiglio comunale come dal Sindaco, denigrazione continua delle opposizioni. A ciò, che non è un dato di fatto ma una sensazione, si aggiungono fatti e numeri che lasciano basiti. Ed i fatti come i numeri non accettano repliche. Non ultimo lo sciopero degli operatori ecologici, fermi per due giorni fatto mai successo prima, come l’aumento discusso e discutibile delle rette per la scuola materna fino al rinnovo del contratto per le strisce blu. Discutibile nel merito come nei fatti. I numeri ed i fatti ci dicono che nel primo caso si assiste al rinnovo dell’appalto, o meglio alla proroga, mantenendo gli impegni economici con la ditta e regalandogli di fatto 114mila euro essendo la stessa non più oberata dalla manutenzione del verde pubblico. Sulla questione delle strisce blu, indizio numero due, il centrodestra che aveva sempre criticato l’assegnazione alla SIS la società aggiudicatrice del servizio, ci si ritrova a dover sostenere noi cittadini un servizio sulla cui liceità non ci pronunciamo, ma illegittimo e illegale per come risulta regolamentato ed assegnato. Ma l’indizio numero tre è quello che, seppur il suo impatto sia non trascendentale a livello economico lo è sicuramente per quello emozionale come per quello politico. In politica ogni tanto bisogna dar conto alle opposizioni, ogni tanto bisogna saper ascoltare altre voci specialmente per evitare sia il populismo che l’arroganza del potere. Tutto è perfettibile e perfettibile era sicuramente il nuovo regolamento. Ma contenti di sbagliare pur di avere a modo loro ragione hanno proceduto imperterriti confermandosi, il PDL ed i suoi seguaci, campioni nel chiedere sacrifici ai cittadini come nel lamentare eventuali, e finora non provate, deficienze altrui. Tanto che, questo vogliamo ricordarlo, se il nostro comune dovesse accedere al fondo di rotazione, che in sintesi è un prestito per rimettersi in carreggiata ma da pagare con i soldi dei cittadini sia ben chiaro, ci ritroveremmo per 4 anni a pagare il massimo delle tasse e delle imposte consentite per legge salvo poi ritrovarci in cassa un gruzzoletto eccedente che l’attuale amministrazione potrà spendere vantando chissà quale risultato di gestione. In periodi di austerità, di recessione, di disoccupazione dilagante, dove le famiglie fanno fatica a tirare a campare, dove i sogni per i nostri figli devono subire drastici ridimensionamenti, mio caro Sindaco unire alle già precarie entrate famigliari unire uscite più esose non è cura adatta. Come in periodi di grave incertezza economica perseguire politiche ostili alla condivisione ed alla trasparenza. Ma condivisione e trasparenza a questa destra appaiono sempre progetti difficili da realizzare.

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