Albi pretori on line: Puglia fanalino di coda

Dal 1° gennaio le PA hanno l'obbligo pubblicano gli atti sul web. Con il 60,8% dei Comuni “digitalizzati” la Puglia è in fondo alla classifica

Non tutte le Regioni d'Italia sono pronte a dire addio a fogli e foglietti affissi sulle bacheche degli Albi pretori. La Puglia, ad esempio, non lo è. Nonostante sia in corso dal 1° gennaio una rivoluzione digitale che punta all’eliminazione degli sprechi nella pubblica amministrazione, infatti, molti Comuni si adeguano a fatica alla novità. La rivoluzione, nello specifico, si chiama art.32 della Legge n. 69/2009, e reca una serie di disposizioni per le pubbliche amministrazioni. Che sono obbligate, dall’inizio dell’anno, a pubblicare sul proprio sito internet le notizie e gli atti amministrativi come bandi di concorso, permessi di costruire, delibere di Consiglio e di Giunta comunale, eccetera. L’adeguamento completo al digitale è stabilito per il 1° gennaio 2013; fino ad allora, cartaceo e digitale coesisteranno fino alla definitiva sostituzione dell’uno con l’altro. Dall’indagine sullo stato di applicazione della legge, realizzata nei giorni scorsi dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione in collaborazione con il Cnr, è emerso che finora solo 5.133 Comuni (pari al 66,80% del totale), pressochè equamente suddivisi tra Nord e Sud, hanno predisposto una sezione online dell'Albo pretorio. Prima della classe su scala nazionale è la Regione Toscana, con ben il 90,2% al passo con la novità digitale; molto al di sopra della media nazionale. Segue, ma a distanza di ben dieci punti percentuali, il Piemonte (80,6%). Tra le regioni del Sud, quella che ha il maggior numero di Comuni con Albo pretorio on line è la Calabria, con 291 Comuni, pari al 74,6% seguita da Campania (71,4%), Sicilia (61,9%), Puglia (60,8%), quest’ultima in posizione numero 11 della classifica. In particolare nella regione pugliese su 258 Comuni totali, dispongono di sito internet in 250; in 152 hanno Albo pretorio on line. Fanalino di coda della classifica nazionale sono due Regioni meridionali, Molise (41%) e Basilicata (40,5%), nettamente in ritardo rispetto all’andamento nazionale. // Le città metropolitane Dall’indagine di Ministero e Cnr è emerso che tutte le città metropolitane sono in regola con la legge: non solo hanno collocato nell'homepage del proprio sito (seppure con evidenza diversa) la sezione dedicata all'albo pretorio ma molte vi hanno già inserito anche i bandi di gara. Tuttavia, non tutte hanno utilizzato questa occasione come front-office di una corretta e integrata gestione documentale: in alcuni casi il digitale resta mera rappresentazione dei documenti prima esposti in forma cartacea. // I casi eccellenti Alcune città hanno utilizzato l'obbligo dell'Albo pretorio online per rivedere l’intero processo documentale. Si tratta in tutti i casi di amministrazioni del Nord Italia, che hanno già completato, e con successo, il processo di sostituzione della carta col digitale. A Milano, ad esempio, gli Albi pretori on line e cartaceo sono stati attivati in parallelo nel novembre 2010 per mettere a punto le procedure organizzative e oggi l’Albo pretorio on line ha totalmente sostituito quello cartaceo che dunque non è più in piedi. Per affrontare il cambiamento, il Comune lombardo ha costituito un Gruppo di lavoro interdisciplinare coordinato dal Settore Servizi al Cittadino, che gestisce l’Albo Pretorio. Tale Gruppo di lavoro ha svolto l’analisi funzionale ed organizzativa per preparare il personale ai cambiamenti. Per avere una idea della mole di documenti “dematerializzati” basta guardare ai numeri della documentazione prodotta nel 2010: 19.150 atti, 70.025 avvisi di deposito provenienti da Equitalia, 45.865 avvisi di deposito di Equitalia nominativi, 2.518 pubblicazioni di matrimonio. A Rimini il vecchio Albo Pretorio cartaceo è ancora in vita ma con la sola funzione di pubblicità per gli atti già affissi. Il Comune di Bagheria ha iniziato a lavorare sull' Albo Pretorio on line già da giungo 2008, anche se fino al 31 dicembre 2010 esso è stato solo un servizio aggiuntivo e non sostitutivo del tradizione Albo Pretorio. Anche il Comune di Padova si è fatto trovare pronto alla scadenza del 1° gennaio 2011. Sul sito web del Comune è disponibile un’apposita sezione dedicata all’Albo pretorio on line. La Provincia di Bologna ha attivato la sezione del sito web dedicata all’albo pretorio telematico dal luglio 2010. La Provincia di Bologna è uno dei pochissimi Enti locali nel panorama nazionale a pubblicare tutti gli atti in originale informatico sottoscritto digitalmente. L’Albo pretorio on line è presente sul sito ATC, l’Agenzia Territoriale per la Casa (ex Iacp) della Provincia di Torino dal 2 novembre 2010. Dal 1 gennaio 2011 la modalità cartacea è stata completamente sostituita con quella digitale.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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