Rom in protesta. Il sindaco rinvia l’incontro

Lecce. Anche se Perrone aveva rimandato la riunione a giovedì prossimo, i cittadini rom sotto il Comune ci sono andati lo stesso, in manifestazione pacifica

Lecce. E’ stato pacifico, colorato e musicale, il sit in di protesta della comunità rom svoltosi ieri pomeriggio sotto Palazzo Carafa a Lecce. La manifestazione a cui hanno aderito anche associazioni e sindacati è nata in opposizione al decreto di ingiunzione di demolizione delle baracche, per precarietà abitativa, notificato (25 gennaio) al campo sosta Panareo a una ventina di famiglie rom, che, si legge nel documento, da quella data hanno 30 giorni di tempo per fare valige e fagotti. Al loro fianco si sono schierati anche i cittadini salentini, che hanno dimostrato solidarietà, chiesto tolleranza e gridato “Siamo tutti rom”. E si sono visti, sotto il Comune, anche i consiglieri del Pd Paolo Foresio, Antonio Rotundo, Carlo Benincasa. Stride, infatti, l’atteggiamento del Comune di Lecce con l’orientamento della Regione Puglia, che solo un paio di mesi fa ha aderito alla campagna contro le discriminazioni dei cittadini Rom, promossa dal Consiglio d'Europa e dal Governo italiano, che prevede la realizzazione di specifiche iniziative per l’inclusione dei nomadi.

Lecce. La manifestazione dei rom

I rom manifestanti hanno chiesto casa e lavoro e hanno manifestato ugualmente, nonostante il sindaco avesse comunicato che li avrebbe ricevuti solo giovedì prossimo. “Non c’è tempo da perdere”, avranno pensato. Uno di loro ha chiamato, dalla strada, il sindaco, chiedendogli di scendere giù, e spiegando di non volere soldi ma solo rispetto. Poi ha commentato che la situazione in cui verte la sua comunità non è interesse del primo cittadino. Una ragazza ha raccontato delle difficoltà che si incontrano quando si cerca lavoro. “Non riusciamo a trovarlo perché ci sbattono le porte quando sentono che siamo del campo. Chi ci può aiutare in realtà scappa”. Qualcuno ha proposto migliorie per il campo stesso; ha chiesto la fogna e la fermata del pullman. Poi si è figurato un futuro alla ricerca di una casa in affitto. “Anche se usciamo dal campo, chi ci dà una casa in affitto con sette o otto?”. “Perché, se il Comune non ce la fa, non intervengono la Prefettura o l’Asl?”, ha chiesto un altro, alla ricerca disperata di una soluzione.

Lecce. La protesta dei rom

Secondo la Rete antirazzista Salento, l’iniziativa del Comune di Lecce di fatto vanifica il lavoro di concertazione che da anni le associazioni del terzo settore, i rappresentanti dei campi rom e i servizi sociali comunali portano avanti nel tentativo di far fronte agli ostacoli che questo gruppo di cittadini incontra ogni giorno. L’ingiunzione di sgombero dimostrerebbe anche un approccio demagogico nell’affrontare le problematiche e la totale mancanza di prospettiva circa l’inclusione dei rom presenti sul territorio “ovvero – dicono – donne e uomini giunti in Italia oltre 20 anni fa per sfuggire alle guerre che hanno insanguinato la ex Jugoslavia e i cui figli frequentano le nostre scuole”. Per queste ragioni le associazioni antirazziste chiedono al sindaco la revoca dell’esecutività dell’ingiunzione. Articoli correlati: La Regione Puglia contro le discriminazioni verso i Rom (11 novembre 2010) Via i rom dal campo sosta Panareo (27 gennaio) Sgombero del campo Panareo. Sit in di protesta (1 febbraio)

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