Varicocele, questione di temperatura

In genere l’uomo affetto da varicocele non avverte fastidi. La diagnosi viene dunque eseguita tardivamente, spesso in occasione del counselig di coppia per infertilità

di Lamberto Coppola (*) Il varicocele è una dilatazione delle vene che circondano i funicoli spermatici (plesso pampiniforme). Tale condizione è molto frequente quando si rinviene un deficit nella mobilità, morfologia e numero degli spermatozoi. Ultimamente è stato dimostrato che la presenza di varicocele può alterare l’integrità del DNA degli spermatozoi (frammentazione) con gravi conseguenze sulla possibilità di procreare e/o di indurre abortività durante il primo trimestre gestazionale. La causa di questa dilatazione non è conosciuta, ma sembra legata a fattori genetici e costituzionali, specialmente in soggetti che per vari motivi, soprattutto per lavoro, assumono più frequentemente la stazione eretta e vivono spesso vicino ad alte temperature oppure in coloro che eseguono facilmente sforzi addominali. Il torchio addominale infatti facilita il reflusso del sangue attraverso le vene del plesso pampiniforme del testicolo. Il reflusso di sangue caldo proveniente dalla cavità addominale per il così detto effetto termosifone aumenta la temperatura delle gonadi maschili, alterandone la spermatogenesi. E’ noto infatti che, a differenza delle ovaie, per una ottimale funzione i testicoli devono trovarsi sempre a temperature più basse di quelle presenti nell’addome. L’emiscroto sinistro è in genere il più colpito da questa patologia, a causa delle condizioni anatomiche della vena spermatica di questo lato che, avendo un decorso più perpendicolare rispetto a quella di destra, è sottoposta maggiormente alla forza di gravità durante la fisiologica funzione di far refluire il sangue venoso da valle a monte, verso i polmoni, per l’ossigenazione. Il calore ambientale eccessivo può inoltre accentuare tale tipo di danno. La congestione scrotale spesso provoca congestione pelvica per cui indirettamente essere un fattore predisponente all’istaurarsi di flogosi prostatiche batteriche e abatteriche. E’ di frequente riscontro clinico infatti l’associazione del varicocele con una prostatosi e/o prostatiti, specie quando nell’uomo esistono altri fattori di rischio generali come le abitudini di vita (abuso di alcolici, birra e cibi piccanti, attività sessuale sregolata) o locali come i microtraumi perineali (ciclismo, equitazione, lunghi viaggi in auto o in moto, coitus interruptus ed abitudine allo stop start eiaculatorio). Il varicocele d’alta parte passa spesso inosservato, perché in genere l’uomo non avverte fastidi. La diagnosi viene eseguita quindi tardivamente, spesso in occasione del counselig di coppia per infertilità, specialmente ora che è stata abolita la visita di leva. Così questa condizione ha molto tempo per esplicare i suoi effetti nocivi, specialmente quando la scelta riproduttiva avviene in età più avanzata. GUARDA IL VIDEO: (*) Prof. Lamberto Coppola Andrologo – Ginecologo – Sessuologo Direttore dei Centri Integrati di Andrologia e Fisiopatologia della Riproduzione Umana Tecnomed (Nardò- Lecce), Casa di Cura Petrucciani (Lecce) e Casa di Cura Fabia Mater (Roma).

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