Intrigo vaticano, alla maniera di Eco

Nel libro di Vitiello, scenari romanzati inquietanti ma molto affini ai tormenti che hanno investito in tempi recentissimi, e non ancora dissolti, il Vaticano

L'espressione “ogni morte di papa” è una frase che denota l’infrequenza di un evento. Usato come iperbole, questo modo di dire si riferisce al fatto che la morte del papa è un fatto eccezionale che si verifica, di norma, con cadenze temporali molto lunghe. Basti pensare che nei due millenni circa della Cristianità il numero dei pontefici è di poco superiore ai 260. Poi succede che un buon numero di papi si succedano in un arco temporale piuttosto breve, come nel caso della mia generazione che abbia potuto assistere a ben sei fumate bianche, dalla minuscola canna fumaria collegata al Conclave: Pio XII,Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II, e infine l’attuale Benedetto XVI. Ma quello che non ci saremmo potuto aspettare era l’abdicazione di un papa, un avvenimento che ricorda pochissimi casi (solo sette oltre quello attuale) in tutta la storia della Chiesa. Un fatto planetario che ha lasciato basiti tutti. Ecco allora che, prendendo spunto da questo evento eccezionale, propongo la lettura del libro “Il curatore segreto del Vaticano” di Umberto Vitiello, un romanzo edito da Lupo ed uscito nel 2012, che presenta degli scenari romanzati inquietanti ma molto affini ai tormenti che hanno investito in tempi recentissimi, e non ancora dissolti, il Vaticano. La vicenda del libro si svolge, in un’immaginaria Abbazia del Santo sul Colleprato, alla vigilia del Concilio Vaticano III, un evento che tutti si augurano possa venire indetto dal nuovo pontefice. Ed infatti il papa del romanzo è un sudamericano che vuole riconciliare tutta la Chiesa. Ma incontra l’avversione dei vescovi tradizionalisti che ricorrono a raggiri e complotti per evitare che ci sia il tanto universalmente auspicato rinnovamento. La vicenda ha inizio con l’omicidio di un novizio (e qui il riferimento al famosissimo “Il nome della rosa” di Umberto Eco è talmente evidente che appare più come una citazione ossequiosa dall’autore verso il suo grande collega piuttosto che una banale ripetizione di scenario), delitto che dà al papa la possibilità di porre mano con fermezza a quel rinnovamento che molti si aspettano. Il Curatore è un noto economista, un monaco ospite dell’abbazia che è il perno della storia. Lui informerà il papa della vera natura delle finanze vaticane e gli darà il modo per far pulizia radicale di tutte le operazioni finanziarie opache, compiute nel nome della Chiesa, che ne hanno snaturato i principi evangelici e la missione. Con il fine ultimo di far ritornare la Casa di Pietro alla sua missione spirituale originaria. Tutto quello che c’è in mezzo, che è poi un vero e proprio “giallo” ricco di intrighi e colpi di scena, ovviamente lo lasciamo alla curiosità del lettore, al quale segnaliamo un’ultima annotazione: Umberto Vitiello ha un eccellente rapporto con la lingua italiana che usa come uno strumento flessibile per le necessità di racconto che egli stesso predetermina. Non è frequente (e di libri ne leggo moltissimi ogni anno) imbattersi in un autore così tecnicamente ben dotato. Umberto Vitiello Il curatore segreto del Vaticano Lupo editore Euro 16,00

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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