Angurie. Aiuti ai produttori colpiti da crisi

Bari. Dalla Regione contributi “de minimis” per i coltivatori che nel 2011 non hanno potuto raccogliere il prodotto, attaccato dal batterio escherichiacoli

BARI – Aiuti “de minimis” per i produttori salentini di angurie, che a causa del batterio escherichiacoli nel 2011 non poterono raccogliere le proprie produzioni. E’ il provvedimento approvato ieri dalla Giunta regionale che ha stabilito anche criteri e modalità di erogazione. Agli imprenditori agricoli beneficiari dell’aiuto sarà chiesto di completare l’istanza avanzata nell’agosto 2011, presentando anche una autocertificazione che dichiari il non coinvolgimento in azioni penali per intermediazione illecita di manodopera e sfruttamento del lavoro. “Vogliamo consentire – ha dichiarato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Dario Stefàno – che gli imprenditori agricoli danneggiati siano ristorati, sia pure in parte, dei danni subiti, senza favorire in alcun modo coloro che sfruttano i lavoratori”. L’indennizzo massimo previsto è pari a euro 2.092,50 per ettaro. L’intervento regionale conclude un lungo e difficoltoso iter per il reperimento delle risorse, che aveva incrociato la impossibilità di attingere alle misure comunitarie. Il Regolamento (UE) n. 585 del 17 giugno 2011 della Commissione, infatti, ha istituito misure di sostegno eccezionali, a carattere temporaneo, per il settore degli ortofrutticoli freschi per il periodo dal 26 maggio al 30 giugno 2011. Tali misure erano rivolte ai produttori per regolarizzare i mercati agricoli, colpiti dall’escherichiacoli. La Regione Puglia aveva inizialmente chiesto al ministero per la Politiche agricole di “voler attivare ogni utile iniziativa per richiedere, tra l’altro, alla Commissione europea l’inserimento dell’anguria tra le produzioni agricole oggetto del provvedimento di tutela, ovvero di adottare un nuovo regolamento che preveda misure di sostegno eccezionali limitatamente al prodotto anguria”. In molti territorio delle Province di Lecce, Brindisi e Taranto, i produttori avevano segnalato un “vero tracollo del settore in quanto il prodotto anguria giace sui terreni di coltivazione non riuscendo nemmeno ad essere raccolto per mancanza di richieste da parte del mercato dei grossisti”. Ma il ministero aveva comunicato che la Commissione europea aveva “chiuso ogni possibilità di adottare misure urgenti transitorie per gestire la crisi delle pesche e nettarine o di altri prodotti”. Tuttavia, Via Capruzzi è riuscita comunque a reperire le risorse (anche se solo parte di esse) per sollevare gli agricoltori colpiti dalla crisi di mercato. Risultano pervenute alla Regione Puglia nell’anno 2011 circa 80 richieste di aiuto relative alla mancata raccolta di angurie da parte di produttori della provincia di Lecce e più precisamente degli agri di Nardò e Comuni limitrofi.

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Info sull'autore

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!