Prostituzione e spaccio. Un'assoluzione

Arrestato per sfruttamento della prostituzione e spaccio, è stato assolto per non aver commesso il fatto

Assolto per non aver commesso il fatto. D.I., arrestato nell'ottobre 2010 con l'accusa di far parte di un'associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione, ed al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, è stato assolto due anni dopo, nell'aprile 2012, dal Tribunale di Lecce, seconda sezione penale. Ne diamo notizia, dopo segnalazione dello stesso interessato, che ci ha inviato copia della sentenza del tribunale. 2 ottobre 2010 Prostituzione e spaccio: ancora un arresto a Lecce Nel tardo pomeriggio di ieri, militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Lecce, nel contesto dell’operazione di “Hot List”, hanno proceduto all’arresto di un decimo soggetto, Freitas Vianna Maia Ferreira Danilo, transessuale ventitreenne nativo di Rio De Janeiro, da alcuni mesi in Italia. L’uomo che già aveva sottoposto in altri stati il proprio corpo ad alcune operazioni per il cambio del sesso è stato trovato nel corso del blitz fatto dai Carabinieri nell’abitazione di uno dei soggetti arrestati. Era appena arrivato così come dimostrato dalle valigie non ancora disfatte ed era un'altra vittima dell’associazione che in cambio di un luogo dove esercitare la prostituzione sottostava alle regole imposte dai sodali. Per lui l’arresto è scattato in quanto lo scorso marzo era stato emesso dal Questore di Milano un provvedimento di allontanamento dal territorio nazionale, provvedimento a cui l’uomo non ha ottemperato. Tale circostanza a seguito dell’invio dei relativi atti dalla Questura di Milano e dopo aver accertato la mancanza di ulteriori procedimenti pendenti a suo carico, ha fatto scattare l’arresto. In attesa di lasciare questa volta l’Italia, l’uomo risulta ristretto presso il carcere di Borgo San Nicola a disposizione dell’Autorità Giudiziaria a cui l’arresto è stato tempestivamente comunicato. 30 settembre 2010 – Prostituzione e spaccio, nove arresti a Lecce Nella prima mattinata odierna, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Lecce hanno dato esecuzione a nove ordinanze di custodia cautelare – con contestuale perquisizione domiciliare – nei confronti di soggetti responsabili a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento – ipotesi aggravate – della prostituzione, nonché di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. I nomi Si tratta di: 1. Fabrizio Beatrice, 41enne originaria di San Donaci, domiciliata a Lecce, nubile, commerciante; 2. Lepore Giovanni, (alias pamela) 47enne da Gallipoli, residente a Lecce, pregiudicato; 3. Sumerano Massimiliano, 37enne barese, residente a Lecce, celibe, afacente, pluripregiudicato; 4. Di Cintio Stefano, 31enne leccese, celibe, afacente; 5. I.D., 33enne nato a Ceglie Messapica, residente a Lecce, celibe, afacente; 6. Serli Viviana, 41enne nata a como, residente a Lecce, nubile, afacente, prostituta; 7. Golia Paolo, 27enne nato a San Pietro Vernotico, residente a Torchiarolo (Br), celibe, afacente, pregiudicato; 8. Rizzo Francesco, 28enne nato a Maglie residente a Lecce, celibe, afacente; 9. Guido Valentino, 28enne nato a Maglie, residente a lecce, celibe, commesso. L'indagine L’attività d’indagine, conclusasi con l’arresto dei responsabili nella mattinata odierna, ha preso le mosse lo scorso settembre (2009) a seguito dell’osservazione di un insolito via vai di persone in una traversa di via Taranto. Un servizio di osservazione e i successivi controlli hanno permesso di identificare due prostitute dell’est – convenzionalmente chiamate “Thelma” e “Luise” – che raccontavano di essere vittime di una organizzazione che ne sfruttava la prostituzione, fornendo loro alloggiamento e logistica ed ogni bisogno anche di stupefacenti. Da qui, le circostanze e i primi elementi raccolti sono stati riferiti al Sost. Proc. Dr Giovanni De Palma. I successini approfondimenti investigativi sono stati condotti nell’arco di tempo che va da settembre 2009 a maggio 2010. Si è evidenziata l’esistenza di un’organizzazione che reclutava donne e trans provenienti dall’Europa dell’est, ma anche dall’America del sud e Sud Africa. Le donne e i trans, a volte già noti all’organizzazione in relazione a pregressi “rapporti di lavoro”, venivano contattati anche via internet e successivamente collocate presso abitazioni in Lecce e Brindisi, nella disponibilità del sodalizio criminoso. Trasporto, assistenza, logistica (come la pubblicazione delle vetrine pubblicitarie sui quotidiani e web locali), approvvigionamento di cocaina, hashish e marijuana per uso personale e “professionale”, corrispondevano ai vertici del gruppo la somma giornaliera di euro 100 pro-capite. L’inchiesta – che complessivamente ha portato al deferimento di 27 soggetti emersi a vario titolo – ha permesso di constatare che alcuni dei “clienti”, tra loro anche insospettabili professionisti, avanzavano richieste “particolari” prediligendo “trans”. La complessità della manovra investigativa è stata ulteriormente amplificata, oltre che dall’utilizzo talvolta di termini convenzionali per indicare elementi penalmente rilevanti, anche dalla disponibilità di nutrite schede telefoniche, che hanno così imposto un non indifferente lavoro di analisi ed “inseguimento” degli indagati. L’attività investigativa è stata effeuttuata attraverso 50 servizi di osservazione e pedinamento sul territorio; 2 arresti in flagranza e 2 denunce in stato di libertà per detenzione al fine di spaccio di sostanze stupefacenti; 20 persone segnalate per uso di sostanze stupefacenti; 100 grammi di sostanze stupefacenti di vario genere sequestrate, rinvenimento di 12 piante di cannabis rinvenute nell’abitazione di uno degli arrestati, che aveva avviato “una piccola piantagione casalinga”; un chilo di esplosivo nella disponibilità del gruppo; 1.500 euro quale somma provento dell’attività di spaccio degli stupefacenti. Allo stato sono in corso ulteriori approfondimenti in ordine a tal altre ipotesi di reato, anche al fine di verificare eventuali interessi economici della criminalità organizzata, con specifico riguardo al possesso di esplosivo e traffico di sostanze stupefacenti. I primi cinque dei nove suddetti arrestati, sono stati associati alla Casa Circondariale di Lecce, mentre i restanti quattro sono condotti presso le rispettive abitazioni dove proseguiranno la custodia cautelare in regime di arresti domiciliari.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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