Ilva, nessun conflitto tra i poteri dello stato

Taranto. I ricorsi presentati dalla procura di Taranto sono inammissibili. Ad aprile la discussione sulla legittimità costituzionale.

di Gabriele Caforio La Corte Costituzionale si è riunita oggi per discutere l'ammissibilità dei due ricorsi (n. 7 del 2012 e n. 2 del 2013) per conflitto d'attribuzione tra poteri dello stato che erano stati promossi dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Taranto sul Decreto legge 207 del 3 dicembre 2012 e sulla relativa legge n. 231 del 2012 di conversione dello stesso decreto emanata dal parlamento, cosiddetta “Salva – Ilva”. Secondo la Corte i ricorsi per conflitto d'attribuzione sono inammissibili perché il conflitto relativo ad una legge è inammissibile quando sulla stessa legge c'è la possibilità di sollevare la questione di legittimità costituzionale, caso che si è concretizzato proprio sulla stessa legge in questione. Come motiva la stessa Corte Costituzionale nelle due ordinanze appositamente emanate «il conflitto di attribuzione relativo ad una legge o ad un atto avente forza di legge è inammissibile, come affermato da costante giurisprudenza, quando sussista la possibilità di sollevare eccezione di legittimità costituzionale in via incidentale nell’ambito di un giudizio comune; siffatta possibilità sussiste nel caso di specie e si è addirittura concretizzata con la rimessione alla Corte costituzionale in via incidentale, da parte sia del GIP presso il Tribunale ordinario di Taranto sia di tale Tribunale, di questioni di legittimità costituzionale relative al citato decreto-legge» e «concernenti proprio le “vicende ILVA di Taranto”». Sarà fissata per il prossimo mese di aprile, da parte del Presidente della Corte, l’udienza pubblica di discussione delle questioni incidentali.

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