Sommerso, nero, truffe. I dati del 2012

Lecce. Il 25% dei lavoratori sono irregolari. E quasi la totalità delle aziende fuori norma. Bilancio drammatico dell’Ispettorato del lavoro

Più di quattro milioni di multe alle aziende e più di tre milioni le agevolazioni restituite allo Stato perché incassate indebitamente dalle aziende. Oltre sei milioni di contributi previdenziali evasi. Il 25% dei lavoratori sono risultati irregolari ai controlli e quasi tutte le aziende fuori norma. Dati drammatici dell’Ispettorato del lavoro che in un anno di attività ha sguinzagliato sul territorio della provincia di Lecce 34 ispettori. Si legge in una nota dell’Ispettorato: “Nel corso dell’anno 2012, l’attività del Servizio Ispezione presso la Direzione Territoriale del Lavoro di Lecce, organo periferico con competenza provinciale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, è stata prevalentemente rivolta al contrasto del lavoro sommerso e a garantire il rispetto della normativa antinfortunistica, oltre ad assicurare che il ricorso ai contratti di lavoro flessibili fosse in linea con le disposizioni di legge, a tutela dei lavoratori e delle stesse aziende, spesso messe in difficoltà da forme di concorrenza sleale al limite del dumping. Il Servizio Ispezione della Direzione territoriale del lavoro di Lecce (già Ispettorato del Lavoro) è composto attualmente da 34 ispettori operanti nell’ambito della vigilanza ordinaria, strutturata in due Unità Operative, da 6 ispettori tecnici, operanti in materia di sicurezza del lavoro nell’ambito della specifica Unità Operativa, nonché da 5 militari assegnati al Nucleo CC Ispettorato del Lavoro, funzionalmente dipendenti dalla predetta Direzione, a cui si aggiungono 4 ispettori applicati all’Ufficio legale e contenzioso. Nell’anno 2012 sono state, dunque, ispezionate 2.611 aziende, di cui 2.112 sono risultate irregolari con riguardo alla normativa del lavoro, della legislazione sociale e della sicurezza sui cantieri. Si tratta di più dell’80% delle ditte ispezionate e ciò testimonia che, sebbene non possano essere annualmente ispezionati tutti i 22.400 soggetti giuridici che risultano avere una posizione contributiva aperta in provincia di Lecce, l’azione di controllo del Servizio Ispezione del Lavoro è programmata in maniera altamente efficace. Sono state verificate le posizioni di 4.313 lavoratori, di cui 1.789 sono risultati totalmente in nero, ovvero privi di qualsivoglia copertura assicurativa e previdenziale. Sono stati riqualificati in rapporto di lavoro subordinato 86 contratti di lavoro flessibili, tra apprendistato, collaborazioni a progetto e cdd. false partite iva, ossia riguardanti lavoratori autonomi, soprattutto nel settore edile, di fatto occupati come dipendenti. Le violazioni contestate, anche di natura penale, in materia di sicurezza del lavoro, sono state 748. Sono state così comminate sanzioni amministrative pecuniarie per un totale di 4.265.880 euro. Le aziende hanno restituito 3.793.640 euro: agevolazioni che avevano incassato indebitamente A seguito di ordinanza-ingiunzione del Direttore della Direzione Territoriale del Lavoro sono stati restituiti 396.125,55 euro. E’ stato accertato un imponibile contributivo ed assicurativo evaso per un totale di 6.597.420 euro. Sono stati, peraltro, deferite all’Autorità Giudiziaria 241 persone tra datori di lavoro e lavoratori, per reati vari, tra i quali spiccano la truffa ai danni degli enti previdenziali, il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, il falso ideologico e l’evasione contributiva. E’ stata, inoltre, sospesa l’attività imprenditoriale di 516 aziende, in quanto occupavano lavoratori in nero in percentuale pari o superiore al 20% del totale della forza lavoro impiegata. Tutto ciò testimonia il fatto che l’economia sommersa è ancora una piaga endemica, che, tuttavia, va combattuta non soltanto sul fronte repressivo, ma anche e soprattutto sul piano culturale. Ed è per questo che la Direzione Territoriale del Lavoro svolge, altresì, una sistematica attività di prevenzione e promozione che, con una serie di iniziative rivolte a tutti gli operatori del settore, mira a promuovere la cultura della legalità come strumento di crescita dell’intero territorio. E’, inoltre, in fase di definizione la piattaforma telematica che consentirà a lavoratori ed imprese, ovvero professionisti del settore, di interfacciarsi con l’Istituzione comodamente dal proprio domicilio ed avere immediata risposta alle proprie esigenze. Si segnala, infine, che, nonostante l’equilibrio e la professionalità del corpo ispettivo operante nell’ambito della Direzione Territoriale del lavoro di Lecce, il quale si pone come un’eccellenza nel panorama nazionale, si sono dovuti registrare fatti di violenza, non solo verbale, a danno degli ispettori del lavoro, che oltre ad essere pubblici ufficiali, rivestono, altresì, la qualifica di Ufficiali di polizia giudiziaria, come quello dello scorse settimane, che ha portato all’arresto di uno degli aggressori e alla conseguente condanna per direttissima a quattro mesi di reclusione. Nell’anno 2013 proseguirà la capillare attività di prevenzione e repressione nei settori più delicati, grazie anche all’attenta programmazione dei Responsabili dell’Unità Operative interessate, in linea con le indicazioni ministeriali tese a garantire un’azione efficace in settori, come quello degli studi professionali, spesso poco praticati, ovvero in ambiti di tutela, quale quello dei diversamente abili (cosiddette categorie protette) o quello degli appalti, pubblici e privati, da sempre maggiormente esposti a fenomeni illeciti. Parimenti continuerà, sempre più stringente e mirata, anche grazie allo scambio delle banche dati con gli enti previdenziali e le agenzie fiscali, l’azione di contrasto all’economia sommersa. A tal riguardo, merita sicuramente un plauso la collaborazione dei cittadini e delle istituzioni che, sempre più numerosi, fanno pervenire le loro segnalazioni, le quali, se valutate attendibili e non strumentali, costituiscono un prezioso valore aggiunto all’azione degli organi ispettivi. Per completezza espositiva si segnala, inoltre, l’attività finalizzata al soddisfacimento diretto ed immediato delle rivendicazioni patrimoniali dei lavoratori, che ha portato ad attivare, a seguito di specifica richiesta di intervento, 199 tentativi di conciliazione monocratica tra le parti e l’adozione di 25 diffide accertative, che costituiscono titolo esecutivo per il recupero del credito retributivo non soddisfatto vantato dal lavoratore”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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