Dario Stefano contro il ministro Catania

Bari. Assessore regionale contro ministro: “perché non spiega ai pugliesi il fallimento del suo governo in tema agricolo?”

“Speravo che lo sbarco di Catania a Bari non fosse solo una passerella elettorale, ma anche l’occasione per chiarire le motivazioni del fallimento del governo nazionale in tema agricolo”. Così Dario Stefàno, capolista al Senato con Sel, che nella sua veste di assessore regionale alle Risorse agroalimentari e di coordinatore del Tavolo nazionale degli assessori all’Agricoltura ha sollecitato spesso sui temi chiave del comparto il ministro Mario Catania, oggi a Bari per la campagna elettorale. “Non basta lanciare slogan per il futuro – sottolinea Stefàno – bisogna anche avere il coraggio di chiarire ciò che si è fatto nei ruoli di responsabilità ricoperti ”. Riportiamo di seguito le note tecniche che ci sono pervenute da Dario Stefano e che illustrano le ragioni di questa aspra polemica: PAC, FALLIMENTO NEGOZIATO “A cominciare dal negoziato sulla nuova PAC – prosegue Stefàno – nel quale, va detto chiaramente, Catania ha ricoperto ruoli di responsabilità già prima di assumere la carica di ministro, quale dirigente apicale del Ministero e, come tale, a capo della delegazione italiana. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: il rischio che sugli agricoltori si abbatta la scure di una riforma orientata alle esigenze dell'agricoltura nordeuropea e che, nella proposta iniziale, escludeva addirittura le colture arboree e l'ulivo dal greening”. INGIUSTIZIA IMU “Per non parlare, poi, dell’IMU sui fabbricati agricoli – prosegue Stefàno – una vicenda che lo ha visto complice di una ingiustizia che come Regioni, insieme a tutte le organizzazioni di categoria, abbiamo tentato in tutti i modi di sventare e che rappresenta lo schiaffo più grande agli agricoltori ed alla loro azione di ripresa”. OLIO, PARADOSSI E ANOMALIE “Poi, proprio qui a Bari – incalza Stefàno – mi sarebbe piaciuto che spiegasse alla Puglia i paradossi e le anomalie dei provvedimenti in materia di olio, ad iniziare dalla proposta di Sistema nazionale di Qualità o della sconfessione in Europa della cosiddetta Legge “salva olio”, su cui la condivisibile iniziativa legislativa del nostro Parlamento ha scontato, per la ennesima volta, tutta la debolezza del governo nazionale a Bruxelles. Un approccio propagandistico, il suo, con cui ha voluto solo coltivare la ambizione personale di andare in Parlamento senza avere il consenso necessario. Non posso immaginare, infatti, che da tecnico non sapesse che la soluzione normativa in tema di olio, dovesse seguire un’altra via, che però richiedeva il coraggio necessario per essere scritta e interpretata”. CONSUMO SUOLO, DISASTRO EVITATO GRAZIE ALLE REGIONI “Altro spot elettorale, il ddl sul consumo del suolo – continua Stefàno – spacciato mediaticamente come un impegno a difesa dell'agricoltura ma che, se malauguratamente si fosse approvato, avrebbe prodotto una corsa massiccia alla cementificazione. Il paradosso di quel testo è nella ratio giuridica “al contrario”, poiché poneva l'obiettivo del “quanto terreno agricolo ogni regione può dedicare alla cementificazione”, il contrario insomma di ciò che serve e che come Regioni (tutte) abbiano provato a dirgli. Per noi la logica è quanto terreno si può sottrarre alla cementificazione con il recupero delle aree marginali e dei fabbricati rurali e non, invece, quella del nuovo che avanza mangiando pezzi interi di territorio, sottratto alle peculiarità agricole di cui il Paese è protagonista nel mondo. E contestualmente tutelare e salvaguardare le specificità degli habitat di cui il nostro territorio è ricco”. LA BARZELLETTA DELL’ART.62 “Come pure oggi a Bari – aggiunge ancora Stefàno – avrebbe potuto chiarire ai produttori pugliesi la barzelletta dell'art 62, venduta come la soluzione di tutti i problemi degli agricoltori e che invece sta mettendo in grave difficoltà il sistema agricolo, tanto più al Sud. Dica con chiarezza: per chi ha voluto quel provvedimento? Con chi ha scritto il regolamento attuativo? Quale interesse ha perseguito, quello degli agricoltori o quello della grande industria alimentare? NITRATI “Infine – conclude Stefàno – rimangono da chiarire le scelte assunte sulla questione nitrati, con cui ha messo in difficoltà tutte le Regioni italiane, tutti gli agricoltori ed anche l'UE, esponendoci alla ennesima procedura di infrazione avviata nei confronti del nostro Paese. Una impresa difficile, riuscita solo a lui”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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