Consiglio a Lecce: Servizi Sociali in primo piano

Questo pomeriggio, a Palazzo Carafa, avrà luogo un Consiglio Comunale acceso su due punti: Servizi Sociali e regolamento del Consiglio Tributario

Oggi pomeriggio, a Palazzo Carafa, è convocato un Consiglio Comunale con nove temi all'ordine del giorno. Servizi sociali e Consiglio Tributario i punti sui quali, presumibilmente, ci sarà una discussione più accesa tra maggioranza e opposizione. L'approvazione del Piano Programma dell'Istituzione per i Servizi Sociali ha già generato una buona dose di polemiche per via della data in cui si discute. “Siamo praticamente a novembre, – ha spiegato Antonio Rotundo, capogruppo del PD in Comune – ovvero alla fine dell'anno. Come si può approvare un programma dopo averlo già messo in pratica? Questi sono confronti che devono avvenire a gennaio, non a fine ottobre”. La polemica sui servizi sociali nella città di Lecce è più che aperta; di appena qualche giorno fa l'intervento di Carlo Salvemini proprio sulle politiche sociali, che a Lecce sembrano essere abbastanza dimenticate. La crisi, neanche a dirlo, ha peggiorato una situazione che da tempo ha bisogno di essere protagonista nell'agenda politica locale. “Il vescovo D'Ambrosio e la Caritas – ha continuato Rotundo – lo hanno detto chiaramente: in città c'è allarme sociale. Dobbiamo agire quanto prima, se non vogliamo che la situazione degeneri. Il welfare è totalmente inadeguato e i servizi sociali non sono altro che un inutile carrozzone inventato dai politici; basti pensare che Lecce non ha un assessore ai servizi sociali. L'atteggiamento al quale abbiamo assistito fino ad ora può essere ritenuto fallimentare”. L'altro punto sul quale il PD richiederà chiarezza alla Giunta presieduta dal sindaco Paolo Perrone è quello sul regolamento per il Consiglio Tributario. Quest'ultimo è un organo di controllo che trova la sua origine nella manovra finanziaria dell'agosto scorso. Entro il 30 novembre ogni Comune dovrà aver istituito il proprio Consiglio Tributario. Il problema, però, sembra essere il modo in cui questo deve avvenire. “Il regolamento – ha precisato Rotundo sul secondo punto all'ordine del giorno – è ancora lacunoso. Siamo tutti d'accordo sull'istituzione di questo nuovo organo, che garantirà un controllo più dettagliato per evitare qualsiasi tentativo di evasione fiscale. Qui il problema nasce dal numero eccessivo dei componenti, 27; credo sinceramente che possa essere sfoltito. Il secondo dubbio nasce dal criterio di selezione dei membri. Nessuno, dall'amministrazione, ha spiegato come faranno a scegliere tra coloro che presenteranno domanda al bando, e questo, per noi del PD, è un problema serio. Per evitare qualsiasi opzione di natura politica, non possiamo permettere che i controllati scelgano i controllori; ci vuole trasparenza, quindi a meglio di un sorteggio. Sarà quello che oggi proporremo in Consiglio”. Staremo a vedere.

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