Mafia locale. Business mondiale

// IL DOSSIER. Traffico di droga, sigarette ed esseri umani. Le attività della criminalità organizzata sui mercati internazionali

Mafia da esportazione. La criminalità organizzata pugliese allunga le sue ombre oltre i confini nazionali. Albania, Grecia, Spagna e Olanda, ma anche Montenegro, Germania, Gran Bretagna: la ragnatela malavitosa non è fitta ed estesa come quella di Camorra, Ndrangheta o Cosa Nostra, ma assume una valenza rilevante negli affari dei sodalizi nostrani. Come rivela il report realizzato da “Transcrime” (centro di ricerca interuniversitario dell’Università Cattolica di Milano per il Ministero dell'Interno), la presenza della criminalità locale all’estero, è intensa a causa del ruolo centrale svolto da esponenti degli stessi gruppi nei principali business. Parliamo di “contrabbando di tabacchi lavorati esteri, di traffico di stupefacenti e di migranti”. In particolare, Albania, Grecia e Montenegro sono i luoghi “da cui partono o transitano ingenti quantitativi di sigarette, di eroina proveniente dall’Afghanistan e di migranti originari del Medio Oriente (Iraq, Pakistan, Egitto)”. In questi paesi, spiega ancora il report “hanno sede centri di stoccaggio e smistamento dei carichi di sigarette e droga in attesa del trasporto, prima in Puglia e poi verso i principali mercati europei (Regno Unito, Germania e Paesi Bassi)”. A gestire le attività, gli stessi esponenti della criminalità organizzata che all’estero hanno trovato dimora. Vale la pena ricordare, in proposito, la vicenda del boss Albino Prudentino (ne abbiamo parlato ampiamente qui) – appartenente all’ala brindisina della Sacra Corona Unita, egemone a Brindisi e dintorni – che è stato indagato nell’ambito dell’”Operazione Calipso”, in Italia, ed è stato arrestato a Valona (Albania), dove viveva, nel settembre del 2010, con l’accusa di “associazione mafiosa, associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di stupefacenti ed estorsione con l’aggravante del metodo mafioso”. La Procura di Valona, dopo l’arresto, ha disposto il sequestro preventivo di alcune sue proprietà e attività economiche, fra cui un resort turistico nelle vicinanze di Tirana, che era destinato a diventare un casinò, proprio pochi giorni dopo il suo arresto. Nel gennaio del 2011, Prudentino è stato poi estradato in Italia. I casi di stanziamento all’estero di un intero gruppo mafioso risultano limitati mentre, in genere, “si riscontra la presenza, in paesi stranieri, di soggetti incaricati della gestione di investimenti nell’economia legale del paese ospite”. Ancora in Albania, si registra la circostanza di una coppia di fratelli pugliesi – titolari di una ditta di autotrasporti – accusati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di marijuana ed eroina. In Romania, invece, si segnala la l’arresto di un latitante pugliese (A. C.) che si dedicava all’import-export di caffè e derivati. Nel resto del mondo, invece, la presenza delle mafie pugliesi è molto meno intensa rispetto ad altri tipi di sodalizi. “Transcrime” – che si basa, in particolare, sulle analisi dettagliate offerte dalle relazioni della Dia (Direzione investigativa antimafia) e della Dna (Direzione nazionale antimafia) dal 2000 al 2011 – riferisce di una penetrazione di rilievo soltanto in Cina. I legami con il paese asiatico sono di grande rilevanza e sono dovuti “all’intenso traffico di merce contraffatta, rifiuti speciali e migranti. Ogni anno nei porti di Brindisi e Taranto sono intercettati, sia in entrata che in uscita, centinaia di container di rifiuti, oggetti di esportazione illegale o merci contraffatte”. Tracce minime di malavita pugliese anche in Brasile e più precisamente nella zona intorno a San Paolo e in Colombia “per motivi legati al traffico di stupefacenti e, in particolare, di cocaina”. Articoli correlati: Mafia. Le mani sulla Puglia Lecce. Economia a rischio mafia Puglia a capitale mafioso

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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