Processo Tessiltech, tutti assolti

Casarano. Con la formula “Il fatto non sussiste” il giudice ha assolto gli imprenditori Lucio e Leonardo Mita e gli ingegneri informatici Marco Nicolazzo e Luca Vincenzo Valentino dall’accusa di truffa ai danni dello Stato

CASARANO – “Il fatto non sussiste”. Si è concluso con l’assoluzione degli imputati il processo di primo grado per truffa ai danni dello Stato celebrato nei confronti di Lucio e Leonardo Mita, 52 e 49 anni, titolari dell’azienda Tessiltch di Casarano, e degli ingegneri informatici Marco Nicolazzo e Luca Vincenzo Valentino, 41 e 50 anni. La sentenza è arrivata nella serata di ieri e porta la firma del giudice Sergio Tosi che ha anche disposto il dissequestro del calzaturificio, sotto sigilli da cinque anni. Una perizia tecnica depositata dalla difesa ha infatti dimostrato l’infondatezza dell’accusa secondo cui il software informatico acquistato dalla Tessiltech per gestire la produzione di calze, con un finanziamento di quasi 2 milioni di euro erogati dal Pia (Pacchetto integrativo di agevolazioni) fosse una copia di quello dell’azienda di famiglia dei Mita, la Blueprint, che a sua volta l’aveva acquistato con un contributo di 730mila euro erogato dai Patti territoriali della Provincia. Dalla consulenza è emerso che solo il 15% del software fosse in comune tra le due aziende. Nessuna truffa, quindi. La Tessiltech, che contava fino a 100 dipendenti e produceva 1.800 varietà di calze, può ripartire. 21 gennaio 2010 Tessiltech. In quattro a processo Con l’ipotesi di truffa ai danni dello Stato, sono stati rinviati a giudizio Lucio e Leonardo Mita, 50 e 47 anni, titolari del calzificio Tessiltech di Casarano. Subiranno il processo assieme a loro anche Marco Nicolazzo, 39 anni, e Luca Vincenzo Valentino, 48 anni, di Casarano, entrambi ingegneri informatici. Lo ha deciso ieri il gup Annalisa De Benedictis che ha fissato la prima udienza dibattimentale per il 22 aprile davanti al Tribunale monocratico di Casarano. I quattro imputati furono destinatari nel luglio 2007 di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Ercole Aprile su richiesta del pm Imerio Tramis. Le indagini condotte dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza avevano accertato l’indebita percezione di finanziamenti pubblici per due milioni di euro, liquidati in quattro momenti dal Ministero dal 2004 al 2006. Stando a quanto appurato dagli inquirenti, a sostegno della richiesta di finanziamento sarebbero state prodotte fatture che testimoniavano l’acquisto di un software della Oracle per la progettazione automatizzata di calze, quando invece il software non solo non sarebbe stato nuovo ma anche già oggetto di un precedente finanziamento da parte della Provincia, tramite i Patti territoriali. Un altro capo di imputazione riguarda l’emissione di fatture false in favore della Tessiltech per la realizzazione di un muro ed un capannone.

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