Clan Padovano. Convalidato il sequestro di beni

Gallipoli. Il provvedimento di sequestro era stato eseguito in via d’urgenza tra dicembre e gennaio; oggi la convalida del tribunale

GALLIPOLI – Convalidato dal tribunale di Lecce il sequestro di beni da 3 milioni al clan Padovano della Sacra Corona Unita. I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Lecce ed i carabinieri del Ros, oggi hanno notificato alle parti interessate e ai difensori il “Decreto di convalida e parziale restituzione” emesso dalla Prima sezione penale del Tribunale, che si è espresso sul sequestro di beni mobili, immobili e di complessi aziendali già eseguito in via d’urgenza il 20 dicembre scorso nei confronti del capo clan Rosario Pompeo Padovano, degli eredi del boss defunto Salvatore Padovano e dei sodali Giorgio Pianoforte e Cosimo Cavalera. Il positivo esito delle indagini patrimoniali che ha originato la convalida del sequestro ha fatto emergere, a corredo di altre importanti acquisizioni probatorie, la riconducibilità di consistenti beni mobili e immobili al clan Padovano ed in particolare di Rosario Pompeo Padovano, attualmente detenuto, capo clan; dei successori di Salvatore Padovano, esponente storico della cosiddetta “vecchia guardia” della Sacra Corona Unita e capo indiscusso del clan fino al decesso avvenuto il 6 settembre 2008 su m andato del fratello; di Giorgio Pianoforte, detenuto, cugino e sodale dei fratelli Padovano, dei quali era anche prestanome; di Cosimo Cavalera, detenuto, membro del clan. Durante l’operazione dello scorso dicembre era stato applicato il sequestro anticipato ai fini della successiva confisca dei seguenti beni: – due società a responsabilità limitata: “Il paradiso del mare s.r.l.”, con sede aGallipoli, via Santa Maria al Bagno, contrada San Leonardo e la “Billig s.r.l.”, con sede in Gallipoli, via Perugia n. 2; – due società cooperative: la “Oltremare società cooperativa”, con sede in Gallipoli, via Acquedotto 41/A e la “Totò Fish & Food Società Cooperativa”, con sede in Gallipoli, via Quartini snc, che si occupava del commercio all’ingrosso di elettrodomestici ed elettronica e commercio all’ingrosso di prodotti della pesca freschi; – un’impresa individuale: la “Sea Business di Padovano Angelo”, con sede di esercizio in Gallipoli, via Della Cala 17; – un immobile ad uso commerciale; – cinque abitazioni; – un box/garage; – due terreni; – tre lotti edificabili; – 16 auto e motoveicoli. Con il provvedimento odierno vengono di fatto convalidati il sequestro anticipato da 3 milioni, ed un ulteriore sequestro della somma contante di 155mila euro e di un deposito bancario di 110mila euro eseguito il 4 gennaio 2013 dal Ros e dal Gico del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Lecce. Vengono inoltre restituiti un’autovettura, ceduta ad altro proprietario nel periodo in cui sono stati condotti gli accertamenti patrimoniali, ma di cui all’epoca non esisteva ancora l’atto di trascrizione, ed conto corrente bancario, con saldo attivo di 20mila euro, intestato ad una persona estranea ai fatti, ma sul quale una delle parti interessate aveva la delega ad operare. 10 gennaio 2013 Scu, patrimoni illeciti. Sequestrati 155mila euro al cugino del boss GALLIPOLI – 155mila euro in contanti. A tanto ammonta il sequestro eseguito venerdì scorso dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza e dai carabinieri del Ros nei confronti di Giorgio Pianoforte, cugino del boss Salvatore Padovano. Pianoforte è attualmente sotto processo perché accusato di avere avuto un ruolo attivo nell’ omicidio di Salvatore Padovano, detto “Nino Bomba”. La somma era custodita in parte in banca e in parte in una cassaforte ben occultata nell'abitazione di Pianoforte. L’operazione rientra nell’ambito del sequestro del patrimonio riconducibile alla famiglia Padovano, il cui decreto è stato emesso lo scorso 18 dicembre dal presidente della Prima Sezione Penale Gabriele Perna, ed è coordinata dal sostituto procuratore Elsa Valeria Mignone. Il valore complessivo dei beni sequestrati alla famiglia Padovano ammonta a circa 3 milioni di euro tra società, immobili, conti correnti, veicoli di vario tipo. Secondo gli inquirenti, tutte le attività dei Padovano sarebbero state avviate grazie al denaro della Sacra Corona Unita. Il decreto, infatti, parla di “mancanza di fonti lecite di reddito, che possano adeguatamente giustificare l’avvio delle attività imprenditoriali nel campo ittico o di distribuzione di bibite da parte dei germani Padovano Salvatore e Pompeo Rosario”. Dalle indagini è emerso che molte delle attività, nate grazie alle risorse finanziarie dei Padovano, sarebbero state intestate a parenti o prestanome. I beni sono stati affidati al dottor Ivan Carpentieri in qualità di amministratore. 20 dicembre 2012 Scu: patrimoni illeciti. Sequestro ai beni dei Padovano

GALLIPOLI – Tre milioni di euro. E’ il valore del patrimonio riconducibile al capo clan della Scu gallipolina Rosario Padovano e agli eredi del boss Salvatore Padovano (ucciso per ordine del fratello), più altri due solidali, Giorgio Pianoforte e Cosimo Cavalera, e prestanome, che i finanzieri del nucleo di Polizia tributaria di Lecce ed i carabinieri del Ros stanno provvedendo a sequestrare dall’alba di oggi. I militari stanno dando così esecuzione ad un decreto di sequestro anticipato emesso dal Tribunale di Lecce – prima sezione penale, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Fra i beni sequestrati vi sono società, immobili, mezzi e rapporti bancari.

Rosario Padovano

Le indagini di natura patrimoniale dei carabinieri del Ros e dei finanzieri del Gico del nucleo di Polizia tributaria di Lecce, incentrate sul clan “Padovano” della Sacra Corona Unita, egemone nel territorio di Gallipoli e dei paesi limitrofi, costituiscono uno stralcio delle più note inchieste “Galatea” (condotta dai Ros) e “Canasta” (condotta dalla Guardia di finanza), che hanno consentito, nel triennio 2008 – 2010, di debellare una delle più agguerrite organizzazioni mafiose della provincia di Lecce.

Rosario Padovano 2

I beni sui quali è stato applicato il sequestro anticipato ai fini della confisca, sono i seguenti: – due società a responsabilità limitata: “Il paradiso del mare s.r.l.”, con sede in Gallipoli, via Santa Maria al Bagno, contrada San Leonardo e la “Billig s.r.l.”, con sede in Gallipoli, via Perugia n. 2; – due società cooperative: la “Oltremare Società Cooperativa”, con sede in Gallipoli, via Acquedotto 41/A e la “Toto’ Fish & Food Società Cooperativa”, con sede in Gallipoli, via Quartini snc, esercente l’attività di commercio all’ingrosso di elettrodomestici ed elettronica e commercio all’ingrosso di prodotti della pesca freschi; – un’impresa individuale: la “Sea Business di Padovano Angelo”, con sede di esercizio in Gallipoli, via Della Cala 17; – un immobile ad uso commerciale; – cinque immobili ad uso abitazione; – un immobile destinato a box/garage; – due appezzamenti di terreno; – tre lotti edificabili; – 16 auto e motoveicoli. Qui la ricostruzione dell’inchiesta nata in seguito all’omicidio di Salvatore Padovano Inchiesta Galatea Inchiesta Galatea 2 Operazione Canasta

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