Carcere al collasso. Bellanova scrive alla ministra

Lecce. La deputata chiede se siano fondate le notizie della costruzione di un nuovo plesso per il carcere e di trasferimento di nuovi detenuti

LECCE – 1.250 detenuti a fronte di una capienza massima di 700 posti. Succede nel carcere Borgo San Nicola di Lecce. L’effetto si traduce in condizioni di detenzione al limite della vivibilità. E infatti risale a poche settimane fa il suicidio di un detenuto di origini somale, Mohamed Abdi, 38 anni. Il suo nome si aggiunge alla lista di decessi o ferimenti che si sono consumati all’interno del penitenziario. Il sovraffollamento condiziona necessariamente le condizioni di vita all’interno della struttura. Si pensi solo che nel reparto di “alta sicurezza”, dove sono previsti tre agenti per ogni detenuto, ogni guardia deve occuparsi di 80 persone. Partendo da questi dati, la parlamentare salentina Teresa Bellanova (Pd) ha scritto alla ministra della Giustizia Paola Severino per chiedere se siano fondate le notizie della realizzazione di un nuovo plesso da 200 posti a disposizione del carcere leccese e del trasferimento di altri detenuti nella struttura salentina. Ecco la lettera: Egregio Ministro Severino, il nostro Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, soltanto poche settimane fa ha commentato la seconda condanna ai danni del nostro sistema penitenziario, da parte della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo, definendola “una mortificante conferma della incapacità del nostro Stato a garantire i diritti elementari dei reclusi in attesa di giudizio e in esecuzione di pena”. Il penitenziario salentino di Borgo San Nicola “accoglie” circa 1250 persone a fronte di una capienza massima di 700 posti. Il sovraffollamento e la conseguente insostenibile riduzione dello spazio vitale a disposizione di ogni singolo detenuto determinano evidentemente una condizione di vivibilità difficile, nonostante gli sforzi profusi quotidianamente da parte della direzione e del personale addetto. Solo poche settimane addietro, purtroppo, nello stesso plesso si è verificato il suicidio di un detenuto somalo di 38 anni, Mohamed Abdi. Da tempo le OO.SS. denunciano sui media una condizione di carenza dell’organico atto ad operare negli istituti penitenziari. Io stessa ho presentato numerosi atti parlamentari per portare all’attenzione del Governo, precedente ed attuale, la situazione del carcere di Borgo San Nicola ed il reale rischio che la funzione rieducativa della misura carceraria, accompagnata da servizi, quale ad esempio quello scolastico, in questo contesto venga meno proprio a causa della carenza di personale. Inoltre nel carcere leccese da quanto si apprende ci sarebbero circa 200 detenuti sottoposti a regime di “alta sicurezza”, il quale dovrebbe prevedere un rapporto di tre guardie per ogni detenuto ma che invece vede ogni agente dover far fronte mediamente alla sorveglianza di circa 80 detenuti. Una situazione evidentemente difficile che speriamo, a questo punto, possa trovare una soluzione proficua nell’agenda del prossimo Governo. Dagli organi di stampa si apprende dell'esistenza di un progetto per la realizzazione di un nuovo plesso, da circa 200 posti, a disposizione del penitenziario leccese. A tal fine le chiedo se questa notizia corrisponda al vero e soprattutto, se corrisponde al vero che a fronte di questo già limitato aumento della capienza, dati i numeri sopra riportati, esisterebbe il rischio di un ulteriore trasferimento di detenuti al carcere leccese. Circostanza che, ove dovesse verificarsi, lascerebbe evidentemente del tutto inalterate le difficili condizioni sopra riportate che caratterizzano oggi l'istituto penitenziario di Borgo San Nicola. Confidando sul sentimento di avvilimento che Lei stessa ha confessato rispetto alla situazione carceraria italiana, in occasione della condanna citata in apertura della presente, sono certa che vorrà fornire, alla comunità carceraria leccese ed agli operatori di sorveglianza ed assistenza, informazioni dettagliate rispetto alle notizie apparse sulla stampa che con questa lettera ho inteso sottoporre alla Sua attenzione. Colgo l’occasione per inviare i miei più cordiali saluti.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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