An: Gli spazi pubblici li usa il sindaco

La nota del Circolo

L’accusa del Circolo di An di Casarano e dell’organizzazione giovanile Azione Giovani nei confronti di Remigio Venuti e della maggioranza sull’utilizzo degli spazi pubblici

“Gli spazi pubblici? Ad uso e consumo del sindaco e dei partiti della sua maggioranza”. E’ duro l’affondo del circolo casaranese di Alleanza Nazionale nei confronti di Remigio Venuti e della coalizione di centro-sinistra sull’utilizzo degli spazi pubblici. Una nota di An e dell’organizzazione giovanile Azione Giovani rende noto della negata autorizzazione da parte dell’amministrazione comunale alla richiesta di utilizzo di piazza Nazario Sauro per una manifestazione culturale. Il sindaco, però, respinge le accuse. “Noi concediamo gli spazi fisici – replica Venuti – ma è il partito che organizza a farsi carico dei problemi logistici”. “La richiesta – spiega la nota di An – che originariamente era per il chiostro comunale, è stata poi cambiata perché il sindaco ha affermato che il chiostro non è a disposizione per manifestazioni di carattere politico, dimenticando la recente manifestazione della Margherita e del Comitato per il “no” al referendum, regolarmente svoltasi in questa sede. Onde evitare sterili polemiche – prosegue la nota – i presidenti del Circolo di An e di Azione Giovani hanno accettato, su diretto consiglio del sindaco, di deviare la richiesta su piazzetta Nazario Sauro, dietro espressa promessa che lo spazio sarebbe stato adeguatamente adibito dall’amministrazione con sedie, palchetto ed amplificazione allo svolgimento della manifestazione”. L’autorizzazione, però, è stata in seguito negata. Enrico Garofalo, presidente del circolo, parla di “vergognoso comportamento” e chiede scuse pubbliche. Ma Venuti non ci sta e contesta proprio la presunta promessa di aiuto logistico. “Prima di attaccare il sindaco – replica Venuti – devono dire da chi è stata negata l’autorizzazione e con quali motivazioni. Tuttavia – conclude il primo cittadino – le cose funzionano così: noi diamo gli spazi fisici, perché è un diritto elementare in democrazia, ma per l’organizzazione logistica deve farsi carico il partito non certo l’amministrazione comunale”.

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