Estorsione e usura, in calo nel 2012

I dati parlano di un fenomeno in diminuzione. Tuttavia molto resta il sommerso ed è difficile avere la percezione reale di quale sia realmente il suo “peso” su territorio

Un fenomeno in leggera diminuzione. Così sembrerebbe, il “pizzo”, dai dati resi noti pochi giorni fa dai carabinieri del Comando provinciale di Lecce. Tuttavia si tratta di un tipo di reato dai contorni sfuggenti e dal difficile controllo, in quanto resta troppo spesso sommerso. Sono stati gli stessi militari a sottolinearlo, nell’illustrare l’attività svolta nel 2012 nel territorio salentino. Usure ed estorsioni, hanno spiegato, meritano una riflessione a parte in quanto di solito la persona usurata non denuncia i suoi usurai perché spesso ha paura, vergogna o a volte anche per una forma di riconoscimento nei confronti dei “protettori”. Inoltre, nella maggior parte dei casi, l’usurato diventa egli stesso usuraio, trasformandosi da vittima in carnefice per poter sfuggire alle persecuzioni. L’episodio che si è verificato alcuni giorni fa ai danni del Circolo Arci Guernica di Arnesano riporta necessariamente l’attenzione sul fenomeno del racket delle estorsioni. Anche se, è doveroso precisare che gli inquirenti non hanno ancora stabilito la natura dell’accaduto e la sua eventuale connessione con ambienti di criminalità organizzata. Stando ai “numeri”, nell’anno appena concluso in provincia di Lecce si sono contati 58 episodi estorsivi, di cui 56 scoperti. L’anno prima erano stati 81, con una buon margine di miglioramento, dunque. Riguardo all’usura strettamente detta, sono state sette le denunce sporte, una in più rispetto al 2011; questo lieve indice di crescita potrebbe essere segnale di una timida reazione all’illegalità. Dodici gli arrestati per usura nel corso dell’intero anno. Ma, come dicevamo, si tratta di dati che probabilmente rappresentano solo una parte del reale “peso” effettivo del fenomeno sul territorio. Allargando il raggio all’intera Puglia, le cose non vanno meglio. Anzi, la nostra regione, assieme a Calabria, Napoli, Roma ed al Nord Italia, è stata indicata dall’associazione “Libera” come avamposto delle attività criminali. In Puglia, secondo il dossier sull’usura 2010/2012 di Libera, i clan avrebbero raggiunto il 240% di tasso annuo sui propri crediti. Un dato poco al di sotto rispetto a quello calabrese dove si arriva al 257% annuo. Secondo Libera, “sono ben 54 i clan mafiosi che negli ultimi ventiquattro mesi compaiono nelle Relazioni Antimafia, nelle inchieste e nelle cronache giudiziarie su reati associativi aggravati dal metodo mafioso e finalizzati all'usura, con tassi che cambiano di regione in regione”. Nonostante il sommerso, molti sono stati i sequestri operati dalla magistratura in giro per l'Italia. Un esempio su tutti: in Puglia, al clan Parisi di Bari sono stati confiscati ben 15 milioni di euro. Altri casi pugliesi eclatanti, riferiti da Libera, sono stati riportati in una inchiesta sull’usura pubblicata dal Tacco il 10 novembre: Pizzo: in Puglia tassi fino al 240% Don Raffaele: ‘L'usura nasce dal bisogno' Strozzini. Parola alle vittime Articoli correlati: L'unico pizzo che ci piace Guernica rise up. Tutti a ballare contro la criminalità

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