Gestire i beni confiscati. Al via il corso

Lecce. Apprendere le norme del settore ed approfondire l’amministrazione di immobili ed aziende sottratte alla mafia. Oggi la prima lezione

LECCE – Prenderà il via oggi alle ore 15 nella Sala della Grottesca del Rettorato, il corso post laurea in “Gestione, amministrazione, custodia e reimpiego del patrimonio criminale”, organizzato dall’OperFOR dell’Università del Salento, patrocinato dal Ministero dell’Interno e dall’ANBSC – Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati, e in collaborazione con l’Inag, gli Ordini degli Avvocati e dei Dottori commercialisti e degli esperti contabili di Lecce, e la Formazione decentrata Magistrati – Ufficio Referenti presso la Corte di Appello di Lecce. I docenti della prima giornata sono Cataldo Motta, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lecce, che si occuperà degli scenari delle attività criminali, con particolare riferimento al riciclaggio dei proventi delle attività illecite; Antonio De Donno, procuratore aggiunto del Tribunale di Lecce, che si occuperà dell’adeguatezza del codice antimafia nel contrasto all’illecita accumulazione della ricchezza; Antonio Maruccia, avvocato generale dello Stato presso la Procura di Lecce, che approfondirà il radicamento territoriale delle attività criminali; e il professore Giulio De Simone dell’Università del Salento, che tratterà il tema della criminalità organizzata. Il corso prevede 65 ore di lezione (il venerdì pomeriggio a Lecce), 25 crediti formativi per gli iscritti all'Albo degli avvocati e 65 crediti per gli iscritti all'Albo dei commercialisti. Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito http://operfor.unisalento.it 8 gennaio 2013 Beni confiscati. Un corso per imparare a gestirli LECCE – “Si tratta di un corso che per densità e complessità del percorso formativo è in grado competere con gli unici altri due corsi in Italia del medesimo tenore: quello di Palermo e quello che si sta svolgendo presso la Cattolica di Milano”. Con queste parole i professori Marilena Gorgoni e Fernando Greco, descrivono il corso di formazione post laurea “Gestione, amministrazione, custodia e reimpiego del patrimonio criminale”, organizzato dall’OperFOR dell’Università del Salento in collaborazione con l’Inag e patrocinato dal Ministero dell’Interno e dall’ANBSC – Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati. Ancora poche ore per iscriversi: il termine ultimo è infatti fissato al 10 gennaio. 65 ore di lezione (il venerdì pomeriggio a Lecce, presso la sede del Rettorato, in piazza Tancredi 7), 25 crediti formativi per gli iscritti all’Albo degli avvocati e 65 crediti per gli iscritti all’Albo dei commercialisti. Per controllare e preservare le attività imprenditoriali dalle infiltrazioni criminali occorrono competenze specifiche. Spesso si tratta infatti di patrimoni ingenti che possono essere restituiti alla collettività, ma che risultano ancora in larga parte inutilizzati e fuori controllo. Lo conferma l’ultimo Rapporto dell’Anbsc, l’Agenzia nazionale per la gestione dei beni sequestrati alla criminalità organizzata (aggiornato allo scorso ottobre): il numero complessivo di beni sottratti alla mafia è di 12.472 unità; 1.639 sono aziende. La maggior parte di tale patrimonio si trova in Sicilia; la Puglia con 1.086 beni sequestrati si colloca al quarto posto. Il reimpiego di questi beni continua però a presentare notevoli criticità: lo dimostra il grido di allarme lanciato da Don Ciotti proprio qualche settimana fa dalle pagine dei quotidiani nazionali. Il presidente di Libera ha denunciato il rischio che la mafia continui a vincere se i sequestri e le confische, pur numerosi, continueranno a rappresentare un peso e non riusciranno a restituire virtuosamente i beni alla collettività. Gorgoni e Greco sono convinti che investire sulla formazione professionale degli amministratori di tali beni sia uno degli elementi da valorizzare. E ne è certo anche Franco La Torre (figlio di Pio e presidente di Flare, la rete europea di associazioni contro il crimine organizzato), che alcuni giorni fa ha sottolineato come occorra puntare sulla presenza di amministratori giudiziari competenti che siano in grado di programmare piani a medio e a lungo termine per le aziende confiscate. Secondo gli ideatori del corso, le associazioni malavitose si sono trasformate in senso imprenditoriale ed oggi si avvalgono di tecniche sofisticate per veicolare i frutti delle attività illecite in settori produttivi. Le attività meno redditizie infatti sono state accantonate; oggi sono preferiti terreni economico-finanziari più fruttuosi, quali i mercati immobiliari e le finanziarie, le borse, la ristorazione. Gli ingenti capitali di cui dispongono rendono le organizzazioni criminali più competitive delle holding finanziarie mondiali e la loro capillare penetrazione nel tessuto imprenditoriale permette loro di affermarsi come un potere economico-finanziario in grado di competere nel sistema produttivo. Ai partecipanti, laureati in Economia o Giurisprudenza, verrà garantita una solida e aggiornata preparazione sia sul sistema di norme che a oggi regolano i numerosi profili disciplinari coinvolti (diritto e procedura penale, diritto e procedura civile, diritto delle misure di prevenzione, diritto tributario, diritto commerciale, diritto fallimentare), sia sull’esperienza anche di tipo manageriale consolidatasi nel campo dell’amministrazione di beni sequestrati e confiscati. Il corso si rivolge a professionisti che, in qualità di amministratori giudiziari, intendano custodire e gestire beni o aziende confiscati alla criminalità organizzata; a funzionari di Enti locali e soci di cooperative cui si assegni un bene o un’azienda confiscati alla criminalità organizzata; a manager ed esperti di marketing che si occupino di curare la produttività e l’immagine di beni confiscati; agli addetti alla gestione di problematiche finanziarie bancarie e assicurative legate ai beni confiscati. Ulteriori dettagli sul sito dell’OperFOR. Articoli correlati: Beni confiscati: Salento in stallo Tutti gli aggiornamenti sui beni confiscati

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