Cariddi indagato. ‘Sono sorpreso ma sereno’

Otranto. Secondo gli inquirenti, il primo cittadino di Otranto avrebbe obbligato alcune ditte private a pagare somme di denaro extra per promuovere le attività

OTRANTO – Si dice sereno ma sorpreso per quanto accaduto. Luciano Cariddi, sindaco di Otranto, raggiunto nelle scorse settimane da un invito a comparire presso la Procura per un’indagine in corso relativa a vicende amministrative legate al pagamento di spazi pubblicitari nel suo Comune, aspetta il 21 gennaio (quando dovrà presentarsi di fronte alla sostituta procuratrice Elsa Valeria Mignone) come l’occasione per chiarire la sua posizione e chiarire meglio la questione. La Procura di Lecce gli contesta l'ipotesi di reato di violenza privata, a causa delle presunte pressioni esercitate su alcune ditte che avevano chiesto di usufruire di spazi pubblici. Secondo gli investigatori, alcune ditte private, per l'occupazione di suolo pubblico legata all'affissione di manifesti che pubblicizzavano le proprie iniziative commerciali, sarebbero state costrette a pagare, non solo la Tosap e la Tarsug, ma anche cospicue somme di denaro che poi sarebbero confluite verso associazioni culturali del territorio. “Si tratta di un atto che leggo a tutela della mia posizione e dell’operato amministrativo comunale – dice -, ma che, una volta pubblicato a mezzo stampa rischia di tradursi, come spesso succede, nel processo, se non addirittura nella condanna mediatica. Per correttezza, anche se noto che i fatti imputati sono abbondantemente esplicitati nelle notizie giornalistiche, non voglio rilevare a delle vicende per non compromettere il regolare svolgimento delle indagini, fiducioso come sempre sull’operato della magistratura e in particolar modo garantito dalla competenza e scrupolosità della pm che segue il caso”. Tuttavia non nasconde l’amaro in bocca nel constatare che a dare il via all’attività di indagine sia stato un esposto da parte dell’opposizione in Consiglio comunale, uno strumento che non considera adeguato al confronto politico. “Non ho mai condiviso l’uso di tali strumenti nel confronto politico – aggiunge Cariddi -, ma comprendo che ciò possa avvenire e, in tal caso, è giusto che si verifichi bene se sono stati compiuti atti o tenuti comportamenti illeciti. Sarò, come sempre, disponibile a chiarire ogni aspetto ritenuto utile per far emergere la verità dei fatti, affinché ogni cittadino possa sentirsi sicuro della regolare e trasparente attività amministrativa da noi realizzata. Non posso, però, tacere la sorpresa che mi provoca tale vicenda per la scarsa sostanza dei fatti imputati, per la mia totale estraneità a questi, e per la tempistica. Da inguaribile ottimista sono portato a pensare che chi ha effettuato l’esposto/denuncia e chi, tra i militari della Guardia di Finanza, ha svolto le indagini preliminari, lo abbia fatto in buona fede. Non vorrei, invece, – conclude il sindaco di Otranto – dato il particolare momento elettorale, che qualcuno possa aver pensato di utilizzare tali strumenti per scoraggiare il mio impegno politico e far venir meno la passione che lo ha alimentato sin qui”. 15 gennaio 2013 Eventi e pubblicità. Indagato il sindaco Cariddi OTRANTO – E’ iscritto nel registro degli indagati ed il prossimo 21 gennaio dovrà presentarsi di fronte alla sostituta procuratrice Elsa Valeria Mignone. Ma si dice sereno sul suo operato e desideroso, anzi, di chiarire la sua posizione in merito ai fatti contestati. Anche perché il suo è uno dei nomi che circolano, in questi giorni, come probabili candidati nelle fila dell’Udc. Al primo cittadino di Otranto Luciamo Cariddi la Procura di Lecce contesta l’ipotesi di reato di violenza privata, a causa delle presunte pressioni esercitate su alcune ditte che avevano chiesto di usufruire di spazi pubblici. Le indagini sarebbero scattate in seguito ad alcune segnalazioni da parte di consiglieri comunali di opposizione che avrebbero sollevato dubbi sulla gestione degli spazio pubblicitari comunali. Così la Guardia di finanza locale ha deciso di vederci chiaro ed ha acquisito i verbali delle sedute di Consiglio ed in particolare quella dell’assise del 25 maggio scorso, all’indomani della rielezione di Cariddi alla guida della città dei martiri, che fu piuttosto infuocata. L’avviso di garanzia porta la data del 28 dicembre. Secondo gli investigatori, alcune ditte private, per l’occupazione di suolo pubblico legata all’affissione di manifesti che pubblicizzavano le proprie iniziative commerciali, sarebbero state costrette a pagare, non solo la Tosap e la Tarsug, ma anche cospicue somme di denaro che poi sarebbero confluite verso associazioni culturali del territorio. Dalla prossima settimana sarà possibile conoscere maggiori dettagli su questa vicenda giudiziaria.

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Info sull'autore

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!