Processo Cerano. Avvocatura: ‘La Regione chiederà i danni’

Brindisi. L’Avvocatura regionale spiega le ragioni della “tardiva” richiesta di costituzione parte civile. La “lettura” di Palese: “E’ stata una scelta politica”

BRINDISI – Pur non avendo potuto costituirsi parte civile, la Regione chiederà il risarcimento dei danni. Continua a far discutere la mancata costituzione dell’Ente retto da Nichi Vendola nel processo in corso a Brindisi nei confronti di 13 dirigenti Enel e due imprenditori, responsabili, secondo la magistratura, di dispersione di polvere di carbone nei campi circostanti al nastro trasportatore della centrale Federico II di Cerano. I fatti contestati ai 15 imputati risalgono agli anni tra il 2000 e il 2011, quando questi avrebbero scaricato, trasportato e stoccato milioni di tonnellate di carbone in un carbonile di 125.000 metri quadri, omettendo di adottare o proporre soluzioni per evitare che le polveri nocive si disperdessero oltre il recinto aziendale. Nel processo che si è aperto lo scorso 7 gennaio, sono state oltre 90 le richieste di costituzione di parte civile; tutte accolte dal giudice monocratico Francesco Cacucci. Tutte tranne una, quella della Regione Puglia. Respinta perché “tardiva”, come ha spiegato lo stesso giudice. E infatti in un primo momento la Regione non aveva presentato alcuna istanza. Ma poi, il governatore Vendola ha conferito in tutta fretta l’incarico all'avvocato Marcello Falcone, senza nemmeno consultare per “ragioni d'urgenza”, la sua Giunta. Una corsa ai ripari che evidentemente non è piaciuta al giudice, che infatti non ha accolto la richiesta. L’Avvocatura regionale, tuttavia, rassicura sul fatto che a è perduto. Prima chiarisce che la Regione ha presentato la sua richiesta in ritardo perché “non ha mai ricevuto la notifica del decreto di citazione diretta a giudizio, in quanto non è stata inserita tra le persone offese, al contrario di quanto avvenuto per il Ministero dell’Ambiente, della Provincia di Brindisi e del Comune di Brindisi”. Non essendo citata in giudizio, non ha avuto il tempo per predisporre l’istanza. “Una volta appresa l'imminenza dell'udienza – si legge nella nota dell’Avvocatura -, la Regione ha comunque inteso richiedere l'ammissione come parte civile sulla scorta di recenti orientamenti giurisprudenziali, sebbene l’ammissione non fosse scontata. Ovviamente, la costituzione di parte civile, in tale contesto, è stata disposta d'urgenza dal presidente, come consentito dallo Statuto regionale”. “In ogni caso – rassicura l’Avvocatura -, la Regione mantiene intatti tutti i propri diritti risarcitori, avendo interrotto il termini prescrizionali con atto stragiudiziale e potendo esperire azione risarcitoria all'esito del giudizio penale”. Una “versione dei fatti” che convince poco il capogruppo del Pdl Rocco Palese, che invece interpreta la mancata costituzione della Regione come una scelta politica. “La solerzia con cui in questi otto anni di Governo Vendola la Regione Puglia si è sempre costituita per tempo parte civile in procedimenti penali con delibere di Giunta spesso anche molto corpose, la consueta puntualità dell’Avvocatura Regionale nonché le polemiche sollevate da noi ma anche dal collega Losappio sulla mancata costituzione di parte civile alla prima udienza utile del processo all’Enel in corso a Brindisi – dichiara Palese -, inducono il sospetto che la costituzione tardiva nell’udienza non sia stata casuale, non sia cioè frutto di un errore dell’Avvocatura ma di una decisione, o meglio di una mancata decisione, politica della Giunta Vendola”. “Non si può tacere dinanzi ad una simile decisione – aggiunge -, né tantomeno bastano le rassicurazioni sul fatto che al termine del processo penale alla Regione sarà comunque concesso chiedere eventuali danni in sede civile. Il dubbio che anche in questa vicenda la Giunta Vendola abbia usato la politica dei due pesi e due misure resta ed è sempre più forte; non si capisce perché la tutela della salute e dell’ambiente pubblico di Brindisi sia meno importante di altre tutele, né si comprende come mai la Regione abbia deciso nel caso di Enel di comportarsi diversamente rispetto ad altre aziende. Perplessità sollevate non solo da noi del centrodestra ma anche da colleghi di maggioranza e dinanzi alle quali neanche il Governo regionale può tacere”. 14 gennaio 2013 Processo Cerano. Bocciata la richiesta di costituzione della Regione. ‘Tardiva’ BRINDISI – Bocciata perché “tardiva”. Il giudice monocratico del Tribunale di Brindisi Francesco Cacucci ha respinto la richiesta di costituzione di parte civile della Regione Puglia nel processo per imbrattamento che si è aperto la settimana scorsa nei confronti di 15 imputati, 13 dirigenti Enel e due imprenditori brindisini. Quella di Via Capruzzi è stata l’unica richiesta ad essere bocciata. Sono state invece accolte tutte le altre: oltre 90; presentate da Enti locali e da cittadini, associazioni, che si sono sentiti danneggiati dalla condotta tenuta presso la centrale Enel di Cerano negli anni tra il 2000 ed il 2011. L’assenza della Regione Puglia tra gli Enti che hanno chiesto di costituirsi parte civile nel processo ha scatenato, nei giorni scorsi, aspre polemiche anche nelle fila della maggioranza. Ed ecco allora che il presidente Nichi Vendola, per “ragioni d'urgenza” ha conferito incarico all’avvocato Marcello Falcone, senza consultare, tra l’altro, la Giunta, per mancanza di tempo. Ma, nonostante si sia cercato di correre ai ripari di quello che può essere letto come un errore o una svista o una dimenticanza, il giudice ha deciso di non transigere ed ha rifiutato la richiesta. La questione non smetterà di far parlare. 8 gennaio 2013 Cerano, via al processo. La Regione non si costituisce parte civile BRINDISI – Sono circa 70 le richieste di costituzione di parte civile nel processo che si è appena aperto a Brindisi nei confronti di 13 dirigenti Enel e due imprenditori brindisini. I 15 imputati sarebbero responsabili, secondo la magistratura brindisina, di dispersione di polvere di carbone nei campi circostanti al nastro trasportatore della centrale Federico II di Cerano. Nel periodo compreso tra il 2000 e il 2011, avrebbero scaricato, trasportato e stoccato milioni di tonnellate di carbone in un carbonile di 125.000 metri quadri, omettendo di adottare o proporre soluzioni per evitare la diffusione di polveri pericolose oltre il recinto aziendale. Una condotta che avrebbe provocato “danni, insudiciamento e imbrattamento delle colture”. Ed infatti i 15 rispondono di getto di cose pericolose e di danneggiamento. In 70 si sono sentiti danneggiati da questa condotta. E tra quei 70, associazioni ambientaliste ed Enti locali, non c’è la Regione Puglia. Si tratta di un’assenza che non può passare inosservata, anche perché Via Capruzzi si è costituita nel processo sulla questione Ilva. Ed ecco che in Consiglio regionale si è levata, bipartisan, la volontà di capire la motivazione di tale assenza. “Nella seduta di ieri il Tribunale ha affrontato la questione della costituzione delle parte civili esaminando la richiesta del Comune di Brindisi, di altre amministrazioni comunali, della Provincia, di alcune associazioni ambientaliste – ha dichiarato il presidente del gruppo Sel, Michele Losappio -. Manca la Regione che evidentemente non ha avanzato richiesta di costituzione. Perché? E’ lecito chiederlo nel momento in cui la linea di condotta del Governo Vendola è stata ed è su questo terreno draconiana fino alla costituzione contro dirigenti ed amministratori regionali in carica. Perché per la vicenda Ilva di Taranto la Regione si è costituita e per quella Enel di Brindisi no? Aspettiamo, insieme ai pugliesi, una risposta”. “Non si può non concordare con il collega Losappio e non unirsi alla sua richiesta di sapere se è vero, e se si perché, che la Regione non si sarebbe costituita parte civile nel processo contro l’Enel a Brindisi – ha commentato il capogruppo del Pdl in Regione, Rocco Palese -. E’ davvero singolare per una Giunta regionale che in questi anni si è distinta per la velocità, la quantità, l’ostinazione e quasi l’accanimento nel costituirsi parte civile, ed è ancor più singolare per una Giunta regionale che spesso è stata caratterizzata da furori ambientalisti. Se davvero la Regione non si è costituita e non intende, o non può più costituirsi, contro l’Enel – ha aggiunto Palese -, ciò contrasterebbe in modo violento con l’atteggiamento assunto in altri casi simili e lascerebbe immaginare che in questo, come in altri casi, sia stata adottata la politica dei ‘due pesi e due misure’. Ci auguriamo che, unendoci alla richiesta di chiarimenti del collega Losappio, la Giunta regionale dia una risposta chiara e puntuale. Forse la tutela della salute dei brindisini e dell’ambiente di Brindisi sono meno importanti rispetto ad altre?”. Entro il 14 gennaio il giudice Francesco Cacucci deciderà se ammettere le costituzioni. Articolo correlato: ‘Imbrattati' da Cerano

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