Diritto di replica: la Croce rossa risponde

Casarano. Il presidente del Comitato locale della Croce rossa spiega che coperte e indumenti stipati nel deposito servono per le calamità naturali

Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato il racconto-denuncia di una persona indigente che si faceva portavoce del grave disagio vissuto da 500 persone di Casarano e dei paesi del basso Salento. Queste persone, con entrate ben al di sotto di 500 euro mensili, famiglie intere, con bambini e anziani a carico, fino al maggio scorso erano assistite dai volontari della Croce rossa, attraverso la distribuzione di viveri e vestiario, distribuzione che, lamenta Mario (nome di fantasia), da allora è stata interrotta. E non abbiamo motivo alcuno di non credere al racconto di una persona che, affrontando l'imbarazzo di raccontare nei dettagli la povertà di cui versa, spinto dalla disperazione varca la soglia di una redazione, con la sua faccia, il suo nome e cognome, quello dei suoi familiari, facendosi portavoce di tante persone indigenti. Un grido di rabbia e dolore, giunto fino a noi. “Questo giaccone era di un morto”, ci ha detto Mario. Dicendoci anche che nei locali di proprietà comunale, che il Comune ha messo a disposizione della Croce rossa, sono stipati ogni genere di indumenti. Coperte, pantaloni, giacche, di cui Mario e la sua famiglia avrebbero bisogno. Come lui, tanti. Siamo così andati a verificare quanto ci era stato denunciato da Mario, fotografando le scorte di vestiari della Crocerossa, per carità, imballate e raccolte in scatoloni, ma lasciate ad ammuffire. Cioè non utilizzate per quei 500 indigenti che invece ne avrebbero bisogno. Il presidente del comitato locale della Croce rossa, dott. Giacinto Pettinati, ha inviato in redazione una sua nota, in cui tiene a precisare che: “Il materiale fotografato presso la sede di via Roma fa parte delle scorte di deposito che vengono distribuite in particolari casi di bisogno immediato come nelle alluvioni, terremoti, crolli ecc. fiancheggiando gli interventi della Protezione Civile, di cui la CRI fa parte. Il materiale viene anche distribuito, per particolari richieste da parte di famiglie numerose o persone abitanti in case disagiate o da parte di emigranti o extracomunitari, abbisognevoli di assistenza, come si è sempre fatto. Nessuna richiesta di questo tipo ci è pervenuta, da maggio finora, da parte di chicchessia, forse anche perché la stagione climatica è stata benevola. Qualora Lei avesse conoscenza di qualche caso ce lo segnali e, preso in esame secondo i regolamenti CRI, sarà esaudito. Come lei stesso ha constatato, il materiale era ben custodito, avvolto in cellophane, riposto su scaffali ordinati, catalogato nei registri e quindi nessun rimprovero può essere rivolto a questo Comitato CRI”. Nella sua precisazione non fa alcun riferimento, il dott. Pettinati, alle scorte di viveri, di cui gli indigenti hanno bisogno e che, a quanto ci è stato raccontato da loro stessi, non sono stati più distribuiti. Ovviamente, per rispetto della privacy e perché abbiamo garantito la tutela delle nostre fonti, non possiamo fare i nomi, ma siamo sicuri che la Crocerossa conosce, per averli assistiti fino al maggio scorso, i nomi e gli indirizzi dei poveri del basso Salento. E siamo anche sicuri che quei vestiti e quelle coperte servono più a loro che a tutti gli alluvionati e i terremotati salentini. Quali e quanti terremoti o alluvioni dobbiamo aspettare qui, terra arsa e piatta, fuori da ogni pericolo sismico, perché quei vestiti giungano a chi ne ha bisogno? Abbiamo sentito il sindaco di Casarano Gianni Stefàno, in quanto alcune persone che fino al maggio scorso avevano ricevuto i viveri della Croce rossa hanno fatto sapere al Tacco d’Italia di aver inviato alla sua attenzione una raccolta di firme perché il servizio venga ripristinato. Ma il sindaco ci ha risposto che: “Personalmente ancora non ho ricevuto a. Se hanno protocollato la petizione, la riceverò quanto prima. Bisogna però interessare la Crocerossa per ripristinare il servizio, se è stato interrotto. Il Comune ha solo dato la disponibilità del locale (palazzo De Donatis, in via Roma, ndr). Per il resto non è competenza nostra”. Non ci è ben chiaro che fine abbiano fatto queste firme, che sicuramente sono state raccolte e forse presentate in una forma poco appropriata: si tratta di persone di bassa scolarizzazione e poco addentro alle procedure burocratiche da seguire necessariamente per far valere i propri diritti. Ci auguriamo che la Crocerossa riesca ad andare oltre le beghe politiche in cui si invischiò sotto campagna elettorale, dal momento che, come è noto, la Crocerossa ha risposto con nota ufficiale che nei confronti della ex responsabile della Componente femminile della Crocerossa, Annarita Miraglia, fino a pochi mesi fa responsabile della distribuzione dei viveri, non è stata riscontrata alcuna condotta illecita e poco trasparente. Se poi, come ha scritto il presidente della Croce rossa, 110 iscritti si sono sentiti diffamati dal nostro servizio giornalistico, li invitiamo, ma solo dopo aver ripristinato la distribuzione dei viveri e del vestiario ai poveri del basso Salento, a farci querela. Articoli correlati: Le scorte della Croce rossa? Prendono polvere sugli scaffali La storia di Mario: ‘Vivo con 9 euro al giorno'

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