Usura. Un’altra vittima denuncia Giancane

Lecce. Dopo aver letto dell’arresto del suo aguzzino, un imprenditore di Monteroni ha preso coraggio e riferito la sua storia ai carabinieri

LECCE – Nuovo arresto per l’imprenditore edile Domenico Giancane, già detenuto presso il carcere leccese di “Borgo San Nicola”. Proprio lì i carabinieri gli hanno notificato l’ordine di custodia cautelare emesso dalla gip Ines Casciaro su richiesta del pm della Dda Alessio Coccioli. Il provvedimento formula accuse di usura pluriaggravata continuata ed esercizio abusivo di attività finanziaria, compendiando una parte della complessa indagine dei carabinieri della Compagnia di Lecce, ormai nota. In particolare la giudice contesta a Giancane un’intensa attività usuraria nei confronti di un altro imprenditore edile monteronese il quale, dopo aver saputo, attraverso gli organi di stampa, dell’arresto dell’usuraio, ha deciso di denunciare i fatti a lui accaduti. “Solo dopo aver appreso del suo secondo arresto, ho preso coraggio”, ha riferito ai carabinieri. Un dettaglio che illustra il clima di omertà che si respira attorno a questa articolata inchiesta. In particolare l’imprenditore ha verbalizzato almeno due “operazioni” usurarie, avviate nell’ambito del rapporto di collaborazione tra la sua azienda e quella di Giancane, con tassi di interesse che hanno toccato il 120% annuo. Il debito è maturato inizialmente nel contesto dell’attività professionale dell’imprenditore che, in un momento di difficoltà, ha ceduto alle lusinghe di Giancane che si è offerto di ripianare il debito “amichevolmente”, sostituendosi alle banche. Nel complesso, l’uomo ha versato a Giancane la cifra di 150mila euro, estinguendo i propri debiti. 14 novembre 2012 Usura a Monteroni. Guido torna in libertà LECCE – Torna in libertà Giovanni Paolo Guido, 43enne di Monteroni, accusato di favoreggiamento nell'inchiesta su un presunto giro di usura organizzato, secondo gli inquirenti, dall’imprenditore edile Domenico Giancane, 62enne, anche lui di Monteroni. Guido è dipendente di Giancane e, secondo l’accusa, avrebbe favorito, in qualità di ragioniere presso al sua azienda, la sua attività illecita attraverso l’emissione di fatture false e l’alterazione dei registri contabili in modo da nascondere i tassi usurari (fino al 75%). Il tribunale del Riesame oggi ha anato l’ordinanza di custodia cautelare per il 43enne giudicando che sarebbero venute meno le esigenze cautelari dovute al rischio di inquinamento delle prove. Guido pertanto resta indagato (anche se la sua posizione nettamente più sfumata rispetto a quella di Giancane) ma torna libero. E’ difeso dall’avvocato Massimo Bellini. 7 novembre 2012 Usura, tassi al 75%. Nuovo arresto per Giancane LECCE – Un nuovo ordine di custodia cautelare in carcere per l’imprenditore edile Domenico Giancane, già a Borgo San Nicola per usura dallo scorso 24 ottobre. Anche questo provvedimento cautelare, emesso dalla gip Ines Casciaro su richiesta del pm della Dda Alessio Coccioli, contiene accuse di usura pluriaggravata continuata, estorsione ed esercizio abusivo di attività finanziaria, compendiando una parte della complessa indagine dei carabinieri della Compagnia di Lecce. In particolare la giudice contesta a Giancane un’intensa attività usuraria nei confronti di un altro imprenditore edile monteronese il quale, perquisito nel blitz dei carabinieri che seguì gli arresti di Giancane e del suo collaboratore Giampaolo Guido (attualmente agli arresti domiciliari), ha poi formalizzato una dettagliata denuncia di usura contro il suo aguzzino. La vittima ha riferito di almeno due episodi di usura, avviati nell’ambito del rapporto di collaborazione tra la sua azienda e quella di Giancane, con tassi di interesse che hanno toccato il 75% annuo. In una circostanza si sarebbe visto costretto a svendere un appartamento di sua proprietà, passato così nel patrimonio di Giancane, per ripianare una parte del debito cresciuto in maniera sproporzionata rispetto alla propria possibilità di estinguerlo. Le intercettazioni dei carabinieri hanno confermato le minacce rivolte da Giancane alla vittima, per indurlo a rispettare i pagamenti periodici (per questa ragione viene contestata anche la tentata estorsione). Le indagini hanno tuttavia appurato come l’imprenditore che ha avuto il coraggio di denunciare, non fosse l’unica vittima di Giancane. Poche ore dopo il fermo del 24 ottobre, sotto la statua di Sant’Antonio a Monteroni è infatti comparsa la scritta “Per grazia ricevuta, ringrazio tutti per l’arresto dell’usuraio Giancane”. Le perquisizioni dei carabinieri del capoluogo, coordinati dal pm Coccioli, presso alcune delle vittime hanno così permesso di trovare altri riscontri dell’attività estorsiva ed hanno indotto altre persone rimaste schiacciate dall’imprenditore edile a farsi avanti per denunciare i soprusi subiti. 24 ottobre 2012 Usura, in arresto imprenditore e dipendente MONTERONI – Due arresti di spicco nell’ambito dell’inchiesta su un presunto giro di usura a Monteroni. Le ordinanze di custodia cautelare emesse dalla gip Ines Casciaro su richiesta del pm Alessio Coccioli hanno infatti raggiunto l’imprenditore edile Domenico Giancane, 62enne del posto, condotto in carcere dai carabinieri, e un dipendente delle sue aziende, Paolo Giovanni Guido, 43 anni di Castrignano del Capo, che è stato sottoposto agli arresti domiciliari. L’inchiesta della Procura aveva permesso di iscrivere diverse persone nel registro degli indagati già a settembre. Tra queste, l’avvocato Fabio Frassanito, 60enne consigliere comunale con deleghe al Contenzioso e alla cittadinanza attiva, ed un altro imprenditore, Gianfranco Pati, 52 anni, in passato coinvolto in un’inchiesta per riciclaggio ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria, poi conclusasi con l’assoluzione in primo grado.

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