Piano di rientro. Nessuna nuova nascita a Casarano e Gallipoli

La Giunta regionale ha bocciato l’emendamento delle opposizioni e confermato la soppressione dei reparti di Ostetricia dei due ospedali salentini

Nessun bambino nascerà più a Casarano né a Gallipoli. Lo ha deciso la Giunta regionale pugliese, lo scorso 27 dicembre, bocciando l’emendamento al Piano di rientro presentato dalle opposizioni. A a sono servite le proteste dei cittadini e della politica, di destra e sinistra. A a, per quanto concerne l’ospedale di Casarano, l’invito del sindaco Gianni Stefano a rimandare la decisione sul “Ferrari” in vista dell’imminente sentenza, prevista per il 17 gennaio prossimo, dell'udienza in corso al Tar di Bari. Il tribunale amministrativo barese ha infatti accolto il ricorso presentato dal Comune di Casarano avverso la deliberazione di Giunta regione del 5 giugno 2012, concendendo la sospensiva (ordinanza n. 707/2012 del 13 settembre 2012). La decisione finale del ricorso in primo grado, ossia la decisione del merito, è stata fissata per il 17 gennaio. “Le distrazioni del governo Vendola, tutto preso dallo stabilire quando è più conveniente dimettersi e mandare di nuovo al voto i pugliesi, continuano a provocare danni alla Puglia e al Salento – ha commentato il presidente del Gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro -. L’eredità che l’attuale presidente della Giunta si appresta a lasciare ai territori è fatta di problemi e criticità che si sono acuite nell’ultimo periodo e di cui presto dovranno rendere conto a tutti i pugliesi. Ci chiediamo con quale faccia Vendola e il suo partito si presenteranno agli elettori del sud Salento dopo che la Giunta regionale ha bocciato l’emendamento al piano di rientro che prevedeva la conservazione del punto nascita di Gallipoli e Casarano”. “Quale garanzia si può dare ad una donna che deve partorire in stato di urgenza e non può disporre di un punto nascita vicino al luogo dove risiede – si chiede Negro -? In più occasioni abbiamo messo in evidenza e condiviso le preoccupazioni di migliaia di cittadini che si vedono privati di servizi considerati essenziali e primari, come quello del reparto di ostetricia, la cui soppressione nelle strutture ospedaliere di Casarano e Gallipoli, lascia scoperta una vasta area che raggruppa numerosi Comuni ed è meta di migliaia di turisti nel periodo estivo. Speriamo che questo sia l’ultimo regalo del presidente Vendola al Salento e non ci siano altre sorprese. Se questo è il governo della Puglia che l’assessore Stefàno dice di volere proiettare a Roma è meglio evitare pessime figure che non gioverebbero a nessuno. In ogni caso – ha concluso il capogruppo Negro – sull’argomento sarebbe gradita una risposta dello stesso presidente della Giunta che da molto tempo non si affaccia su questi territori per spiegare le ragioni di tali provvedimenti che ci hanno riportato indietro di qualche decennio, privando i cittadini di servizi essenziali ed indispensabili”. Articoli correlati: Piano di rientro. Chiudono l'ospedale di Nardò e tre punti nascita Taglio di Ostetricia. Stefàno chiede tempo

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Leave a Comment