Troppo lavoro. La Procura si affida ai volontari

Lecce. I segretari regionale e provinciale della Funzione Pubblica Cgil scrivono ai ministri per denunciare la situazione

LECCE – Da una parte i faldoni che si accumulano e l’ingente lavoro da sbrigare. Dall’altro, i tagli e la carenze di organico. Così la Procura di Lecce ha deciso di affidarsi all’opera dei volontari. Privati cittadini, pensionati richiamati in attività, che presteranno il proprio contributo alla causa della giustizia. Un bell’esempio di volontà di “servire lo Stato” che tuttavia non può che lasciare perplessi. Se i volontari non sono legati da alcun contratto e da alcuna retribuzione, che cosa accadrebbe se dovessero decidere di interrompere la propria collaborazione? E che cosa accadrebbe se qualcuno dei documenti che a loro verrà affidato, dovesse smarrirsi e dovesse essere danneggiato? I rischi che una tale decisione comporta sono numerosi. Ecco perché i segretari generali Funzione pubblica Cgil regionale e provinciale, Biagio D’Alberto e Simone Longo, hanno inviato nelle scorse ore una lettera ai ministri della Funzione pubblica e della Giustizia, Filippo Patroni Griffi e Paola Severino. Nella lettera, i segretari illustrano la situazione leccese e chiedono ai ministri se siano stati loro ad approvarla. Inoltre, avanzano una serie di quesiti relativi ai possibili effetti che l’impiego di volontari in Procura potrebbe comportare. Ecco la lettera: Gentilissimi Ministri, comprendiamo che l’agone della campagna elettorale fa passare in secondo piano ogni altro evento, però le pubbliche amministrazioni continuano a funzionare e all’interno di queste, spesso si consumano scelte che non possono essere ignorate. Alla Procura di Lecce, nel tentativo di arginare le carenze di organico, si è deciso di affidarsi a dei volontari; vi possiamo assicurare che non è uno scherzo, purtroppo ha tutti i crismi della ufficialità. Ci piacerebbe sapere se il protocollo firmato tra la Procura ed il Comune di Lecce che ha riportato in servizio alcuni volontari pensionati sia stato portato alla vostra conoscenza ed abbia avuto anche il relativo avallo. Ma, nello stupore della notizia, ci vengono in mente alcune evidenti contraddizioni. Come si concilia il fatto che attraverso la spending review il Governo in carica si è fatto vanto di tagliare gli organici pubblici lasciando invariati i servizi, e qui a Lecce bisogna far ricorso alla disponibilità ed alla generosità di privati cittadini che prestano gratuitamente la loro opera per arginare lo stato di precarietà e sofferenza dell’attività della Procura? Siccome stiamo parlando di servizi che nel nostro ordinamento hanno un ruolo fondamentale, può lo stato assegnare questa incombenza a persone estranee alla Giustizia? Vorremmo portare ancora alla vostra attenzione che a questi privati cittadini saranno affidati documenti di enorme delicatezza come atti di indagine o verbali di interrogazioni; chi garantisce per il grado di sicurezza nella gestione di questi atti? Non sfuggirà a Voi, Signori Ministri, che essendo dei volontari non retribuiti, le persone coinvolte, non hanno nessun obbligo di continuità; se verranno meno al loro impegno, cosa che possono fare in qualsiasi momento, come si provvederà a sostituire il lavoro avviato? Condividiamo tutti che le pubbliche amministrazioni hanno bisogno di innovazione e di semplificazione. È difficile immaginare che la soluzione possa essere affidata alla residualità del volontariato. La giustizia è un luogo simbolo del presidio di legalità dello Stato; non si può dare l’idea della smobilitazione e dell’abbandono. Siccome siamo nel vortice della campagna elettorale, quando si parla dei servizi pubblici, invece di ascoltare il solito ritornello della “riforma della pubblica amministrazione”, che sottinteso significa “ancora tagli”, ci piacerebbe comprendere come vengono assicurati ai cittadini servizi di qualità e prestazioni a carattere universale, combattendo gli sprechi, ma incentivando ed investendo dove necessita.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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