Recupero inerti. La Provincia: ‘In ogni appalto’

Lecce. La Giunta ha disposto di considerare la voce del recupero e riutilizzo inerti per tutti i propri progetti

LECCE – Recuperare e riutilizzare il materiale inerte proveniente dall’attività di demolizione delle sovrastrutture stradali. E’ quanto ha disposto di fare la Giunta provinciale chiedendo agli uffici tecnici di prevedere la “voce” nei prossimi capitolati d’appalto. L’inerte presente all’interno dei conglomerati bituminosi di cui sono pieni le strade provinciali essendo totalmente privo di catrame ha caratteristiche tali da consentire il re-impiego nella formazione di miscele di aggregati destinati ad essere nuovamente utilizzati nel settore. Questa pratica comporterà un notevole risparmio nell’attività della estrazione dei materiali dalle cave e un immediato risparmio ambientale, oltre che un miglioramento della qualità del territorio, risparmiato da continue estrazioni. In questo senso la delibera della Giunta provinciale richiama ad un ricorso sempre più frequente delle tecniche di re-impiego dettate dalla Direttiva dell’Unione Europea n° 98 del 2008 che prevede per gli Stati membri il raggiungimento entro il 2020 di una percentuale di riciclo degli inerti e dei materiali pari al 70%, mentre l’attuale quadro normativo italiano si ferma solo ad una soglia di 30% di re-impiego dovuto per legge. La Provincia di Lecce ha voluto alzare questi livelli di riciclo e avvicinarsi sempre di più agli standard di efficienza dei paesi del Nord Europa, anche recependo le sollecitazioni della Confindustria di Lecce e delle associazioni di categoria degli edili che da sempre caldeggiano una svolta in questa direzione. Palazzo dei Celestini, infatti, ha avviato già da tempo la sperimentazione di alcuni appalti che hanno seguito questa logica, prevedendo il riutilizzo degli inerti per percentuali sempre più alte (è accaduto per il progetto della Nardò – Avetrana), ma ora adotterà il riutilizzo per tutti i suoi progetti e cantieri.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Leave a Comment