Canale8. Bellanova interroga Fornero

Roma. La deputata chiede alla ministra di verificare i soprusi denunciati dai lavoratori ed in che modo intenda porvi rimedio

ROMA – In che modo la ministra del Lavoro intende tutelare i lavoratori di Canale8 evitando le penalizzazioni e le frustrazioni da loro denunciate? Lo chiede la deputata del Pd Teresa Bellanova in un’interrogazione a risposta in Commissione inviata alla ministra Elsa Fornero. L’interrogazione segue l’atto parlamentare presentato lo scorso 2 ottobre sempre da Bellanova nella quale si metteva in luce la “situazione di estrema precarietà vissuta da tantissimi operatori dei mondo dei media, tv, carta stampata e informazione via web” e si riportavano anche i casi più eclatanti verificatisi nell’emittente televisiva Canale8. Ecco il testo della nuova interrogazione: INTERROGAZIONE a risposta in commissione BELLANOVA. – Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. – Per sapere – premesso che: – l'articolo 36 della nostra Costituzione sancisce che “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa”; – l’interrogante già il 2 ottobre scorso ha presentato un atto parlamentare in merito alla situazione di estrema precarietà vissuta da tantissimi operatori dei mondo dei media, tv, carta stampata e informazione via web, riportando anche i casi verificatisi nell’emittente televisiva salentina Canale8; – lo scorso anno, un cameraman è stato licenziato dall'azienda per aver denunciato sul social network facebook la mancata retribuzione dello stipendio da mesi, nonostante gli operatori, ed egli stesso, avessero continuato ad assicurare il servizio. Nel settembre 2012 il direttore di Canale 8 durante il Tg serale ha rassegnato le proprie dimissioni asserendo che il gesto fosse “doveroso per difendere la dignità della nostra professione, considerata alla stregua di un hobby”. Lo stesso, in una missiva indirizzata al responsabile dell’emittente, ha ribadito le proprie dimissioni denunciando la difficilissima situazione vissuta dai giornalisti e dagli operatori operanti nell’emittente TV ed inoltre specificando che la mole di lavoro redazionale era evasa, oltre le ore previste da contratto, da poche persone, due delle quali non iscritte all’albo dei giornalisti e retribuite con un compenso non adeguato; – ben undici persone che lavoravano presso Canale8 il 13.11.2012 hanno presentato presso la Procura della Repubblica – Tribunale di Lecce un esposto denuncia dal quale si legge che “gli esponenti sono ex lavoratori di una nota emittente televisiva leccese conosciuta con il nome di Canale8 […] hanno prestato la propria attività lavorativa, a vario titolo, in condizioni di sfruttamento dal punto di vista della remunerazione dell’opera e dell’ambiente lavorativo, e di ambiguità per quanto attiene la esatta identità della parte datoriale da cui dipendevano. Tutti, infatti, hanno riconosciuto come unico datore di lavoro munito di potere decisionale e organizzativo solo ed esclusivamente il dott. Fabio Cazzato. I contratti di lavoro, tuttavia, risultano essere sottoscritti da persone giuridiche differenti”; – nell’esposto si legge, inoltre, che i lavoratori non hanno “più percepito la retribuzione loro spettante, seppur inadeguata, a partire dall’anno 2012 […] di non avere, il datore di lavoro versato gli emolumenti contributivi trattenuti mensilmente ai lavoratori” ed inoltre i lavoratori denunciano di “aver lavorato in condizioni ambientali inidonee alla loro condizione, di essere stati sfruttati come precari, poiché in forza con contratti a termine ripetutamente prorogati, verso corrispettivi stipendiali notevolmente inferiori ai parametri fissati dal contratto collettivo nazionale”. Sembrerebbe che la direzione dell’emittente TV oltre a quanto sopra riportato abbia omesso anche di corrispondere gli assegni familiari ai soggetti che per legge ne avevano il diritto ed i rimborsi dello Stato rivenienti dalla dichiarazione dei redditi; – si legge, inoltre, che nel mese di novembre 2011 presso la sede televisiva vi sia stata una ispezione da parte dell’I.n.p.g.i “durante la quale è emersa la non corrispondenza fra le mansioni realmente svolte dai lavoratori e quanto rappresentato in contratto”; – dalle denunce che emergono in questi ultimi mesi anche a mezzo stampa, purtroppo, appare evidente che in questo settore lavorativo molti dei soggetti interessati vivano in una condizione di estrema ricattabilità che spesso si concretizza, anche a causa dell’esiguità di nuove opportunità lavorative, nella dolorosa scelta operata dalle persone professionalizzate di dover lavorare comunque anche se in condizioni frustranti, di sfruttamento e senza il rispetto di contratti di lavoro a norma ed adeguati alle mansioni; quali iniziative il Ministro intenda assumere per acclarare quanto sopra esposto, compatibile con il mancato rispetto delle norme da parte dell’emittente televisiva Canale8 e garantire, al contempo, a questi lavoratori sopra citati, ma anche alla platea più vasta che vede protagonisti giornalisti, cameraman ed operatori del settore, maggiori tutele lavorative evitando, così, le gravi penalizzazioni e frustrazioni che, purtroppo, queste persone molto spesso pur di lavorare sono costrette a subire. Bellanova,

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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