Poste allunga l’orario. Da Cgil esposto ai vigili

Lecce. Il sindacato prevede affollamento degli uffici e scarso rispetto delle norme igieniche. A rischio soprattutto le succursali di Lecce e Casarano

LECCE – Orario d’apertura prolungato in molti uffici della provincia. E’ la misura adottata da Poste Italiane per venire incontro alle esigenze degli utenti, in periodi di maggiore bisogno. Il provvedimento prenderà il via dall’1 dicembre e già la Slc Cgil prevede disordini e mancato rispetto delle norme. “Assisteremo – prevede Salvatore Labriola, segretario generale Slc Cgil Lecce – a scene già viste: lunghe code di pensionati e cittadini in attesa del loro turno, poche sedie, mancanza di servizi igienici, impiegati presi di mira ‘per la loro lentezza’ e ‘per la loro pigrizia’: lavoratori e cittadini vittime di una situazione che ha dell’assurdo”. È per queste ragioni che la Slc Cgil ha inoltrato un esposto ai Vigili del Fuoco chiedendo un urgente intervento almeno sulle situazioni di rischio più gravi. In particolare vengono indicate come “a rischio” le succursali di Lecce (Uffici postali come Lecce succ. 1 via Taranto, Lecce succ. 2 piazza stazione ferroviaria, Lecce succ. 3 viale Marche, Lecce succ. 4 via Marcianò, Lecce succ. 5 via Archita da Taranto, Lecce succ. 6 via B. Croce, Lecce succ. 7 piazza Napoli, Lecce succ. 9 viale Leopardi) oppure, in provincia, la sede di Casarano Centro, in piazza Umberto I, spesso soggette ad affollamenti che mettono seriamente a rischio la sicurezza sia dei cittadini che degli addetti agli uffici. “Siamo di fronte a un’azienda che scarica sui propri dipendenti e sui propri utenti (o clienti?) le proprie scelte organizzative – commenta Labriola -: un sistema informatico lento che rischia il blocco proprio nei momenti di maggiore sollecitazione e di affluenza; richieste pressanti, quasi al limite del mobbing, per un’attività di sportello che impone agli addetti una proposizione continua di prodotti commerciali. Un’azienda che risparmia sulla prevenzione e sulla salute dei propri dipendenti e su quella dei propri “clienti”. Ma che di contro sposta somme di denaro sempre più considerevoli verso la premialità commerciale e meritocratica dei propri dipendenti e dei propri dirigenti. La prevenzione e la sicurezza non è un optional e non può essere derogata o scaricata sui direttori degli uffici postali, quasi sempre vittime sacrificali di un sistema piramidale”.

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