Pari rappresentanza. Mazza: ‘Il 50% è toppo poco’

Bari. Il consigliere dell’Idv giudica la “50/50” una “legge capestro per la democrazia” perché limiterebbe la presenza delle donne in politica

BARI – “Non avrei mai potuto votare una legge che limita al 50% la presenza delle donne nelle liste elettorali e negli organismi del governo regionale”. Sono parole del consigliere regionale dell’Italia dei valori Patrizio Mazza all’indomani della bocciatura da parte del Consiglio pugliese della proposta di legge di iniziativa popolare conosciuta come “50/50”. Secondo Mazza il “tetto” del 50% sarebbe troppo stretto per l’auspicata partecipazione femminile alla vita politica della Puglia. Quindi non sarebbe garanzia di democrazia. “Accade che ci sono poche donne desiderose di partecipare alla vita politica o poche selezionate dai partiti per questo – dice Mazza -, e sinceramente commento che tutto ciò è un male. Come grave è che ci sia scarsa partecipazione in genere alla gestione della ‘cosa pubblica’ da parte dei cittadini sempre più demotivati”. Nonostante questo discorso, Mazza dichiara che “non si può vincolare nella restrizione di una percentuale definita, in una legge, un obiettivo di libertà o vittoria per il sesso femminile. E se le donne desiderose di partecipare alla vita politica fossero di più, che faremmo, vieteremmo la loro partecipazione e la limiteremmo al vincolo del 50%? Una legge che stabilisce numericamente le presenze di donne è una legge capestro anche per la democrazia”. Meglio, quindi, bocciare la legge.

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