Violenza di genere al lavoro. Cgil, Cisl e Uil aderiscono a ‘No more’

Lecce. La precarietà rende le lavoratrici ricattabili. In Puglia l’80% delle discriminazioni subite da donne sui luoghi di lavoro è legato alla maternità

LECCE – Cgil, Cisl e Uil aderiscono alla convenzione antiviolenza di genere “NO MORE”, presentata alle Istituzioni in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne (25 novembre). Il documento richiama le istituzioni alla loro responsabilità, ricordando come la libertà femminile sia la premessa di civiltà di ogni Paese. L’adesione è stata comunicata oggi in una conferenza stampa organizzata ad hoc. Circa un milione di donne ogni anno in Italia è vittima di sfruttamento, umiliazioni, segregazioni e discriminazioni. Questo avviene in molti casi, e in tante forme, anche nei luoghi di lavoro, di ogni ordine e grado. Voltarsi dall’altra parte non è giusto. A maggior ragione non possono farlo le forze istituzionali e sociali Proprio sulla violenza sui luoghi di lavoro si sono concentrati oggi i sindacati confederali leccesi, ribadendo la tutela sindacale e legale a disposizione delle lavoratrici. Molto spesso i fenomeni di violenza sulle donne sul posto di lavoro o di mobbing sono una diretta conseguenza del bisogno economico, che riguarda molto più le donne che gli uomini. Si parla infatti di “femminilizzazione della povertà”: le donne hanno una maggiore incidenza di lavoro sottopagato e non qualificato, di contratti part- time e precari e ricevono salari più bassi degli uomini, nonostante siano più istruite, sono le prime ad essere ricacciate a casa. Come è emerso oggi in conferenza stampa, in Italia manca una protezione sociale per le lavoratrici precarie e questo ha un impatto significativo sul calcolo delle pensioni. I tagli dei fondi di finanziamento al sistema di welfare discriminano le donne, sempre più scoraggiate nella ricerca e mantenimento del lavoro, per carenza di asili nido pubblici e di servizi di assistenza o scuole a tempo pieno (in Puglia l’80% delle discriminazioni subite da donne sui luoghi di lavoro è imputabile all’evento della maternità). La precarietà fa proliferare il fenomeno delle dimissioni in bianco, espone le lavoratrici, di ogni etnia, al ricatto e alle molestie sessuali, indebolisce la sicurezza nei luoghi di lavoro e alimenta il mobbing. Solo assicurando parità di condizioni sul posto di lavoro, si può pensare di combattere la violenza di genere.

mobbing

All’incontro di oggi hanno preso parte Daniela Fracasso, avvocata responsabile della Consulta giuridica di Federconsumatori Lecce; Cinthia D’Aquino, responsabile Coordinamento donne Cisl Lecce; Antonella Cazzato, segretaria confederale Cgil Lecce; Lucia Orlando, responsabile Coordinamento pari opportunità Uil Lecce.

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