Ilva, operai in sciopero

Taranto. La protesta dopo l’annuncio dell’azienda di chiudere lo stabilimento

TARANTO – Hanno provato a raggiungere il proprio posto di lavoro ma non è stato loro possibile. Perché i badge che permettono di entrare sono stati disattivati già ieri sera. Subito dopo che l’azienda ha annunciato il blocco dell’area a freddo. Così i lavoratori dell’Ilva, alcune centinaia, si sono spostati dalla portineria D alla portineria A, dove probabilmente faranno un'assemblea, attendendo le indicazioni dei sindacati che per l'intera giornata di oggi e per tutti i reparti della fabbrica hanno indetto uno sciopero. Intanto alle 7 è iniziato lo sciopero proclamato da Fim, Fiom e Uilm dopo l'annuncio di chiusura dello stabilimento in seguito ai provvedimenti di ieri della magistratura, tra i quali il sequestro dei prodotti finiti e semilavorati con divieto di commercializzarli. Una chiusura che imporrà ferie forzate per 5000 dipendenti. Lo sciopero durerà almeno 24 ore. Dinanzi alle portinerie sono in atto sit-in di lavoratori, mentre qualche momento di tensione si è registrato tra chi voleva entrare e chi invece invitava a scioperare. Per domani è fissato il consiglio di amministrazione dell’azienda ed é confermato, sempre per domani, l'incontro tra azienda e sindacati, già programmato per discutere della cassa integrazione annunciata per 1.942 dipendenti, prima della nuova bufera giudiziaria. Giovedì si terrà invece un incontro tra governo, sindacati ed enti locali a Palazzo Chigi. 26 novembre 2012 Ilva: sette arresti e sequestri TARANTO – Sette arresti, di cui tre in carcere e quattro ai domiciliari, due avvisi di garanzia e numerosi sequestri. Una nuova bufera si abbatte sull’Ilva di Taranto. Gli arresti sono stati eseguiti stamattina dagli uomini della Guardia di finanza sulla base di due ordinanze di custodia cautelare firmate dai Gip Patrizia Todisco e Vilma Gilli. In carcere sono Luigi Capogrosso, ex direttore dello stabilimento, e l'ex consulente Girolamo Archinà, “licenziato” tre mesi fa dall'azienda dopo che, dall'inchiesta per disastro ambientale, era emerso un episodio di presunta corruzione che coinvolgeva l'ex rettore del Politecnico di Taranto, Lorenzo Liberti, a cui il consulente avrebbe consegnato una busta contenente la somma di 10mila euro in cambio di una perizia più “blanda” sull'inquinamento della centrale. Liberti è finito ai domiciliari, con Emilio Riva, presidente della capogruppo della Riva Fire, l'ingegner Carmelo Dellisanti della Promed Engineering. Domiciliari anche l'ex assessore all'Ambiente della Provincia di Taranto, Michele Conserva, che si è dimesso circa due mesi fa dall’incarico. Fabio Riva, amministratore delegato dell'Ilva e vicepresidente di Riva Group, destinatario del provvedimento di arresto in carcere è ancora ricercato dai finanzieri. Nell’inchiesta sono coinvolti anche il presidente dell'Ilva, Bruno Ferrante, e il direttore generale dell'azienda, Adolfo Buffo. Le accuse sono a vario titolo di associazione per delinquere, disastro ambientale e concussione.

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