Petruzzelli: un’Italiana eternamente giovane

Bari. Al teatro barese l’allestimento de ”L’Italiana in Algeri” creato da Ponnelle per la Scala all’inizio degli anni Settanta

di Fernando Greco ph: Carlo Cofano BARI – Dopo essere entrato nel cuore di almeno tre generazioni di melomani, lo storico allestimento de ”L’Italiana in Algeri” creato da Jean-Pierre Ponnelle (1932 – 1988) per il Teatro alla Scala all’inizio degli anni Settanta è giunto al Petruzzelli per soggiogare anche gli spettatori del terzo millennio.

Jean-Pierre Ponnelle

Jean-Pierre Ponnelle Come tutte le creazioni del compianto regista, anche quest’“Italiana” ha fatto epoca, peraltro immortalata dall’altrettanto geniale videocamera di Brian Large nella storica ripresa effettuata al Metropolitan di New York, che annovera Marilyn Horne come protagonista.

enrico marabelli e vincenzo taormina

Enrico Marabelli e Vincenzo Taormina // Un finale con il sapore di un debutto In verità la messa in scena barese, destinata a concludere la movimentata Stagione Lirica 2012 del Petruzzelli, ha avuto tutto il sapore di un’inaugurazione, a causa del debutto della nuova Orchestra e del nuovo Coro, ingaggiati a seguito delle audizioni allestite dopo il commissariamento del teatro. Peccato però che la prima non abbia registrato il “tutto esaurito”, forse a causa dell’improvviso maltempo … o della contemporanea partita dell’Italia.

Daniele Rustoni

Daniele Rustoni // Lo spettacolo Sia come sia, il giovanile capolavoro di Gioachino Rossini (1792 – 1868) filtrato dal genio creativo di Ponnelle ha ancora una volta emozionato il pubblico grazie all’intatta freschezza di scene e costumi, così fedeli al libretto e al contempo sontuosi e ricercati. Passando al versante drammaturgico, lo spettacolo originale, fedelmente ripreso dal giovane Fabio Ceresa (già aiuto-regista per il Teatro alla Scala), si mostra oggi eccessivamente stilizzato e poco coinvolgente per lo spettatore contemporaneo. In altri termini, la pedissequa riproduzione di tutte quelle movenze, quei ballettini, quegli automatismi che Ponnelle aveva creato quarant’anni fa per dare originalità ed “essenza drammaturgica” alla musica stessa, a Bari ha sortito l’effetto contrario, sottraendo spontaneità e comicità alla stessa drammaturgia, forse perché tutti i presenti sul palcoscenico, coro compreso, sembravano più preoccupati di ripetere bene il cliché ponnelliano anziché di agire in maniera credibile.

Italiana cast

Un momento dello spettacolo // Gli interpreti Sul piano vocale tutto è andato molto bene grazie alla freschezza di un cast giovane, ma globalmente esperto in canto rossiniano. Nei panni della protagonista, il mezzosoprano palermitano Chiara Amarù, classe 1984, ha esibito un timbro che all’entrata ha dato l’impressione di essere chiaro, quasi sopranile, ma nel corso dell’opera si è mostrato omogeneo e perfettamente intonato su tutta l’estensione, comprese le note gravi emesse con naturalezza e senza forzature, per non parlare poi di agilità e variazioni eseguite in perfetto stile rossiniano. Una vera delizia per le orecchie è stato il canto del tenore uruguaiano Edgardo Rocha, classe 1983, che, seppur meno preciso della sua collega in quanto ad agilità, ha ipnotizzato il pubblico esibendo mezzevoci formidabili e sempre controllatissime: da manuale il meraviglioso crescendo realizzato dal cantante nella sua prima scena. Perfetto aplomb scenico-vocale e volume impressionante per il basso Simon Orfila, già allievo di Alfredo Kraus, alle prese con il ruolo di Mustafà. Precisa, puntuale e di bell’aspetto la coppia dei due baritoni Vincenzo Taormina ed Enrico Marabelli, impegnati nei rispettivi panni di Taddeo e Haly. Voce elegante e modi affettuosi per il soprano Lavinia Bini, perfetta nel ruolo di Elvira. Brava la Zulma del contralto Elena Traversi. La giovane Orchestra del Petruzzelli ha suonato con giusta limpidezza, notevole precisione e senza mai prevaricare le ragioni del canto, guidata dalla bacchetta di Daniele Rustioni, direttore altrettanto giovane, ma già lanciatissimo verso una carriera internazionale. La sezione maschile del nuovo Coro del Petruzzelli ha fatto il suo debutto con onore, cantando con estrema accuratezza e motivazione, istruita da Franco Sebastiani.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Leave a Comment